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Buono.Bello.Umano: Sfusobuono

Quando davvero il vin in carton se bon, e non solo per il palato! Scoprite con noi un progetto per gustare vini autentici, conoscere nuovi produttori e preservare l'ambiente, tutto in un unico sorso.

Barbara Fassio
Barbara Fassio

Vogliamo sempre più trovare soluzioni innovative, rivoluzionare il mercato, lasciare un’impronta significativa con le nostre scelte. A volte, per farlo, semplicemente possiamo gustare il prodotto giusto! In questa direzione, una scelta che sta guadagnando sempre più popolarità nel mondo vinicolo è quella di consumare il vino sfuso. E sì, non stiamo parlando di mirabolanti rivoluzioni tecnologiche, ma di fare un passo indietro, di tornare ad un’abitudine che oggi più che mai sembra guardare davvero al futuro. 

Spesso associato a pregiudizi e malintesi, il vino non imbottigliato è un autentico tesoro nascosto, che vale la pena scoprire. Pensando al vino sfuso, infatti, spesso si immaginano botti polverose e vecchie osterie, ma la realtà è molto diversa. Il vino sfuso rappresenta una filosofia di produzione che celebra l’autenticità e la freschezza del vino, offrendo una grande varietà di gusti e stili. Senza essere imbottigliato o etichettato, il vino sfuso mantiene intatta la sua essenza, regalando un’esperienza sensoriale unica ad ogni sorso.

Ma come conservare e distribuire il vino sfuso in modo pratico e conveniente? Le damigiane, tanto care a chi ama poi imbottigliare in casa, non sono sempre gestibili se non si ha una bella cantina spaziosa, la giusta attrezzatura e soprattutto un produttore di fiducia da andare a trovare. Ecco dove entra in gioco il concetto innovativo delle ‘bag in box’, contenitori flessibili, composti da una sacca interna e una scatola esterna, che permettono di mantenere il vino fresco e di proteggerlo dall’ossidazione dopo l’apertura. Questa soluzione intelligente consente a tutti gli appassionati di godere di poco vino alla volta, senza doversi preoccupare che il resto si deteriori.

Nonostante i pregiudizi persistano, il vino sfuso in bag in box offre vantaggi significativi sia per i consumatori che per l’ambiente. È un’opzione conveniente che permette di risparmiare sul costo dell’imballaggio e del trasporto, riducendo l’impatto ambientale. Sapete che questa modalità di confezionamento diminuisce dell’89% le emissioni di CO2 rispetto a quelle di una bottiglia in vetro?

Inoltre, le bag in box permettono di godere di una selezione più ampia di vini a prezzi accessibili, senza dover rinunciare alla qualità o alla freschezza.

MATER ARTIUM NECESSITAS

Letteralmente “la necessità è la madre delle abilità” o, come la conosciamo meglio, la necessità aguzza l’ingegno. Ed così che, per rispondere ad una necessità nata in un periodo eccezionale (perchè non capita molto spesso una pandemia, vero?), è nato un progetto che vuole unire la qualità di piccoli e giovani produttori alla tradizione del vino sfuso. Per caso e quasi per gioco Alessandra ha sfruttato i lunghi mesi di lockdown del 2020 per “inscatolare” la sua idea enologica: da attenta osservatrice ha notato che mancava online un’offerta di un prodotto semplice, economico e buono. E cercando di seguire la sua attenzione all’ambiente, ha voluto credere nel brutto anatroccolo del packaging, il bag in box appunto: il vino non è mai stato così invitante.

sfusobuono

Design moderno, grafiche giovani e un formato che fa bene alla natura, queste sono le bag in box di Sfusobuono.

Alessandra, la mente e le papille gustative che si nascondono dietro Sfusobuono, ha osservato la sua famiglia: tradizione piemontese, vino delle cantine, imbottigliamento a casa e un bicchiere per accompagnare ogni pasto. Con la pandemia questo non è stato possibile, non si poteva correre in cantina a comprare il vino in damigiane!

Al tempo stesso, parlando con alcuni amici produttori, ha scoperto che il lockdown aveva penalizzato moltissimo la produzione: non per tutti era facile passare dalla vendita in damigiane all’imbottigliamento, con conseguente accumulo di tanto buon vino in attesa che la vita ripartisse. 

Ma, anche se chiusi in casa, noi la vita l’abbiamo fortemente amata e vissuta, l’abbiamo mandata avanti a forza di panificazioni folli, di pulizie di primavera e di allenamenti in videoconferenza. Come fare quindi a godersi quel vino, che ci attendeva in cantina? 

Sfusobuono ha pensato proprio a questo: portarcelo a casa, in un formato pratico e di alta qualità. 

sfusobuono

Alessandra è così oggi il vostro personale consulente enologico: si occupa dell’assaggio, della selezione dei produttori e dei vini. Viaggia, conosce e sperimenta per voi, diventa promotrice di piccoli produttori, si fa voce narrante del prodotto di realtà giovani ed appassionate, i suoi produttori. I suoi compagni di viaggio si occupano di amministrazione, logistica e comunicazione: una piccola squadra, per un grande progetto! Ad oggi infatti Sfusobuono conta già 70 etichette, ma non si fermano certamente. Obiettivo: 100 etichette e poi? Chissà, magari riuscire a portare nel progetto anche vini stranieri (Alessandra sogna la Francia e la Spagna come prime mete di reclutamento) e, perché no, cercare di rendere suoi complici anche enoteche e ristoranti. Fornitori e consumatori vengono così coinvolti, seduti allo stesso tavolo per un brindisi che è momento di cultura e condivisione.

SFUSO…BUONO, BUONISSIMO

Comprare vino sfuso ha non pochi vantaggi, ne parliamo un po’?

Non tutti sanno che il vino sfuso viene generalmente imbottigliato direttamente dalla botte o dal contenitore in acciaio, garantendo una maggiore freschezza e naturalità rispetto al vino imbottigliato tradizionalmente. Questo perché non subisce processi di filtrazione o stabilizzazione che possono influire sul suo sapore e profilo aromatico.

Al di là della maggiore sostenibilità ambientale di cui parlavamo poco fa, poi, l’aspetto che più apprezziamo è l’ampia scelta: l’acquisto di vino sfuso consente di avere accesso a una vasta selezione di vini provenienti da diverse regioni vinicole e di diversi produttori. Si può scegliere tra una varietà di stili, vitigni e annate, per esplorare e scoprire nuovi gusti e preferenze. Se però questa vastità lascia frastornati, se vi assalgono dubbi amletici su come scegliere, ci pensiamo noi! Cercate il vostro #Carattere su Sfusobuono e scoprirete quante possibilità vi si offrono.

sfusobuono packaging

Ma perché allora ci sono stati tanti pregiudizi a frenare la diffusione di questo prodotto? Semplice disinformazione: il minor prezzo di questi vini è spesso determinato dall’abbassamento dei costi di produzione (volete mettere non dover acquistare bottiglie, tappi, etichette e quant’altro?) e non da una minore qualità, anzi! Produrre sfuso permette alle cantine una maggiore flessibilità nella gestione delle scorte: non essendo legate a specifiche etichette o confezioni, possono imbottigliare il vino sfuso in base alle richieste del mercato, adattando la quantità e il tipo di vino alla domanda.

Per questo Sfusobuono si permette il lusso di scegliere: solo i vini che ama di più, solo le migliori produzioni, solo l’annata che preferisce. Con questo progetto si dà nuova veste ad una tradizione che lega la tavola alla cantina, l’assaggiatore curioso al produttore appassionato. Qualità e bontà non sono mai stati così facili da stappare, bisogna farlo sapere a tutti. E voi? Cosa state aspettando quindi? Andate, diffondete il verbo…anzi, il vino!

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