ANCHE MAGGIO HA LA SUA BIRRA: VI PRESENTO LA MAIBOCK

Simone Massenza

maibock

E se ti dicessi: “Maggio è il mese del…”?

La risposta, a scelta, sarebbe Spose, Mamme, Rose o Madonna (no… non la cantante…). BZZZZZ!!! Risposta sbagliata! (col massimo del rispetto per tutte le candidate).

Maggio è il mese…della birra!

La millenaria evoluzione brassicola, nel tempo, ci ha regalato un gran numero di Stagionali; birre brassate solo in alcuni particolari periodi dell’anno, o per determinate ricorrenze o festività, dove l’estro del Mastro Birraio ha creato un particolare prodotto per celebrare un evento che riveste un importante significato per una Comunità. Anche in Italia, complice la rivoluzione birraria degli ultimi anni, si è ormai presa confidenza con le Seasonal Beer (basti pensare alle arcinote Birre di Natale).

E maggio rappresenta l’unicum, nel calendario brassicolo mondiale, in cui troviamo una birra non dedicata ad una stagione, e nemmeno ad una festività, ma proprio ad uno specifico mese.

Ecco a voi, siori e siore, la Maibock, la birra di maggio.

BIONDA, FORTE E AMARA

Chiamata anche Heller Bock (Bock più chiara, letteralmente luminosa) o Helles Bock (Bock chiara) è uno dei tanti Sotto-Stili della più diffusa e conosciuta Bock, che ha preso anche il (più corretto) nome di Dunkel Bock (Bock scura), proprio per distinguersi.

Per inciso, i super-geek brassicoli distinguono la Heller/Helles Bock dalla Maibock, dove la seconda rappresenterebbe la versione da Fest: più amara e dal colore più carico, ambrato chiaro e non biondo dorato.

È una birra dal carattere #Intrigante (e se non hai ancora fatto il Test del Gusto… fallo!), dal buon corpo ed alcolicità e dal perfetto equilibrio fra dolcezza ed amarezza. Rispetto alla versione tradizionale, presenta, fondamentalmente, un colore più chiaro,  dorato/ambrato (almeno nella versione attuale, nata nella seconda metà dell’Ottocento, a seguito della moda mondiale delle birre chiare), ed una maggiore presenza di luppolo e secchezza.

LO STAMBECCO NEL BICCHIERE

La Bock nasce ad Einbeck, Sassonia, ed è una birra antica, già codificata dai Braumeister locali nel Trecento, conosciuta con il nome di Einbecker, cioè di Einbeck (sottinteso “birra”), distribuita e diffusa dal Baltico alla Baviera. Ed è proprio qui che, nel 1614, viene chiamato, dal Duca Cristiano I di Zweibrücken-Birkenfeld-Bishweiler Wittelsbacher (Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare),  Elias Plicher, Mastro Birraio Sassone, per (ri)produrla, presso lo Staatliches Hofbräuhaus (letteralmente Birrificio Statale di Corte), cioè il birrificio privato ducale, oggi più noto come Hofbräu, o semplicemente HB.

La birra viene chiamata, in  Boarisch, Ainpöckischer (…cioè sempre di Einbeck). La pronuncia bavarese inizia poi a storpiarne il nome. Prima in Oanpock, e successivamente, forse complice la bocca impastata dall’alcol (confessa d’averlo provato), in “Ein Bock”, una Bock, che in tedesco significa (casualmente) stambecco/caprone (il marketing prima del marketing; quale miglior nome per una birra maschia senza rischio?), prodotta per essere pronta per maggio, da cui il nome Maibock.

UNA MAIBOCK PER IL MAIFEST

Sì…ma perché proprio maggio?

Ben prima della (commerciale) Festa della Mamma e delle (religiose) Feste Mariane, con un incredibile fil rouge millenario a legarle tutte, maggio è il mese della Walpurgisnacht (Notte di Valpurga), cioè uno degli otto Sabba della Ruota dell’Anno, per l’esattezza uno dei quattro Maggiori, che scandiscono il tempo nella religione pagana germanico-norrena.

Questo periodo, esattamente a metà strada fra l’equinozio di primavera ed il solstizio d’estate, è il mese della della fertilità, della prosperità, della luce, della rinascita della natura e della fioriture.

Nulla di così distante, tolto il nome, dal Beltane gaelico o dal nostrano, e più noto, Calendimaggio (evoluzione dei Floralia latini, i giochi celebrativi in onore di Flora, dea della primavera, della fioritura e di tutti gli alberi da frutto. Ma pensa té!), che ancora si festeggia, dalla Lombardia al Molise, in tante feste folkloristiche locali. Fu Gregorio Magno, il Papà evangelizzatore d’Europa a sostenere, in una epistola del 18 luglio 601, che si dovevano accogliere gli usi tradizionali e le festività pagane, trasformandole in liturgie cristiane. Ed ecco quindi il sopravvivere, fino a noi, delle Maifest (Feste di Maggio, anticamente chiamato Wunnimanoth, il mese del pascolo), organizzate in Germania dai Brauchtumsgruppen (i Custodi della Tradizione… no, non sono personaggi dell’Universo Marvel e non possiedono blaster o pistole elementali), e della necessità di una birra stagionale celebrativa, la Maibock, per l’appunto!

maibock

NON SOLO XMAS TREE

Simbolo indiscusso di queste festività è il Maibaum (Albero di Maggio) o Maipole (Palo di Maggio).

Un grande tronco, di 20-40 metri, veniva innalzato nella piazza del paese, decorato con frasche verdi, ghirlande, nastri e figure intagliate nel legno, a rappresentare la primavera e l’auspicio di fertilità.

Sono certo che, senza saperlo, l’avevi già visto, nella sua versione moderna e prosaica, all’ingresso di birrerie e birrifici, nelle feste della birra, in alcune pubblicità e in film, magari con ragazzi e ragazze che ci ballavano attorno tenendo lunghi nastri colorati. Le offerte votive venivano infine appese sulla cima (da cui il gioco dell’Albero della Cuccagna…).

Il Maibaum è rimasto pressoché intatto, perdendo però ogni significato sacrale, compresi i riti orgiastici per la fecondità (sei arrivato tardi… il tempismo è tutto…), ma puoi sempre consolarti in una Maifest, con musica, balli, grigliate e, soprattutto…fiumi di Maibock! Le unmissable sono quelle di Stoccarda e quella di Monaco di Baviera, che terminano entrambe l’otto maggio, ma ne potete trovare altre fino alla metà del mese.

Se ti sbrighi puoi ancora farcela ma, qualora ti fosse impossibile, hai tutta la primavera per rimediare, ordinando una Maibock in una Gasthof o in una Braurerei alemanna.

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CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

Come? Quale scegliere? Beh, tre nomi su tutti:

  1. Maibock di Hofbräu

La leggenda la incorona, come abbiamo visto, capostipite della specie; una vera Starkbier tedesca (termine che raggruppa, senza soluzione di continuità, ogni birra forte nella cultura germanica) da 7.2% abv e dal colore ambrato carico con riflessi ramati, tipico delle versioni antiche. Se vi recate a Monaco, nella zona Platzl, potete vivere l’esperienza unica di berla alla Hofbräuhaus, dove tutto è iniziato. Alla salute del Duca!

  1. Mai-Ur-Bock di Einbecker

Storico birrificio, fondato ad Einbeck nel 1873, dalla fusione dei birrifici che detenevano i diritti per la produzione della birra locale originale. La loro Maibock, dorata, amarognola e da 6.5% abv, rappresenta l’altra metà del cielo. Se passate da queste parti, dal lunedì al giovedì, c’è la possibilità, con soli € 15,00, di assaggiarla durante la visita guidata allo storico birrificio; gradita la prenotazione.

  1. Heller Bock di Schwaben Bräu

Poteva forse mancare la versione stoccardese?

Questo birrificio, fondato nel 1878, oggi acquisito dal birrificio Dinkelacker, sempre di Stoccarda, solo dal 2008 ha iniziato nuovamente a riproporre la propria versione biondo-dorata da ben 6.9% abv. Il gruppo, che oggi ha fuso in sé ben sei birrifici storici della città, ne produce anche una versione light da soli 5.9% abv (off-topic per lo Stile), la Dinkelacker Maibock.

Zum Wohl!

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