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Vini naturali: la rivoluzione nel calice

Il mondo dei vini naturali: un'esplorazione all'essenza della viticoltura celebrando l'autenticità e la diversità di vitigni, terroir e tradizioni enologiche.

Barbara Fassio
Barbara Fassio
vino naturale

Nel vasto panorama enologico, dove la tradizione e la tecnologia si fondono per dar vita a una gamma infinita di vini, emergono i vini naturali come un’arte antica rivisitata per soddisfare i palati moderni. Questi vini, spesso avvolti da un alone di mistero e fascino, rappresentano un ritorno alle radici della produzione vinicola, mettendo in risalto l’importanza della natura stessa.

Ma cosa rende un vino “naturale”? La definizione è complessa e in costante evoluzione, ma in linea di massima, un vino naturale è il risultato di un approccio minimale ed ecologico alla viticoltura e alla vinificazione. L’obiettivo principale è preservare l’autenticità dell’uva e del territorio, limitando al minimo possibile l’interferenza umana. Questi vini sono spesso prodotti senza l’uso di pesticidi chimici o additivi, e talvolta sono realizzati con uve provenienti da vigneti coltivati seguendo metodi biodinamici o biologici.

Come raccontano le produttrici di Le Sette Aje un approccio sostenibile alla coltivazione per prima cosa non inquina l’ambiente. Produrre vini naturali permette di tutelare la resistenza nativa della pianta, minimizzando la necessità di un aiuto esterno. L’uomo raccoglie il frutto della terra, così i vini prodotti esprimono tutta la naturale bontà della pianta. Questo per loro è un approccio naturale, il modo per definite una tipologia di viticultura che segue la pianta.

Le caratteristiche dei vini naturali sono spesso il risultato della loro produzione artigianale e di tecniche non invasive. Questi vini possono variare notevolmente, ma presentano alcune caratteristiche comuni. Il colore può essere più vivido e meno filtrato rispetto ai vini convenzionali, mentre l’aroma può essere un’esplosione di frutta fresca, fiori e spezie. Al palato, i vini naturali tendono ad avere una complessità intrigante, con acidità vivace e tannini morbidi. Queste caratteristiche sono spesso attribuite alla lavorazione in vigna, all’uso limitato di solforosa, e all’uso di lieviti indigeni durante la fermentazione.

vino naturale

“NON CRITICARE CIÒ CHE NON PUOI CAPIRE” 

Puzzano, sono torbidi, il sapore è troppo aspro e chi ne ha più ne metta! Negli ultimi tempi, i vini naturali stanno diventando sempre più popolari tra gli intenditori e questo settore di mercato sta conoscendo una crescita significativa. A questo, però, si accompagnano una serie di convinzioni errate, tra cui l’idea che i vini naturali siano intrinsecamente difettosi e sgradevoli al palato: come al solito si tratta di affermazioni generaliste e prive di fondamento.

I vini naturali possono offrire una vasta gamma di aromi e sapori unici che riflettono il terroir da cui provengono. Molti sommelier e intenditori apprezzano i vini naturali per la loro autenticità, complessità e capacità di esprimere la varietà d’uva e il luogo di produzione in modo puro. Non è sicuramente il solo fatto di essere naturali a renderli buoni, questo è scontato, ma certamente anche per questi vini si possono trovare bottiglie eccellenti, tanto quanto esistono vini convenzionali di qualità organolettiche…come dire…discutibili. La qualità è frutto di lavoro, di impegno e un pizzico di fortuna per una buona annata…assaggiamo e scegliamo, senza pregiudizi.

Ci racconta la difficoltà maggiore nel produrre vini naturali una cantina che ha fatto di questa scelta il fondamento portante della propria viticultura: il Paluffo produce bottiglie che rappresentano questa scelta coraggiosa. Ci spiegano quanto sia complesso riuscire a lavorare con uva sempre nuova: sì, perché ogni annata è differente da quella precedente, il clima è stato unico, la terra ha donato nutrienti differenti e i pochissimi interventi che si possono fare non riescono (e non devono!) uniformare la produzione a quella di annate passate. Il risultato? Una ricchezza ed una unicità incredibili: ogni bottiglia è davvero il frutto di quell’annata, porta con sé il sapore di tutto ciò che l’uva ha vissuto. Il Paluffo ha scelto questo tipo di lavorazione proprio perché crede fortemente nella salvaguardia dell’ambiente, in ogni aspetto della propria attività. Non è una scelta commerciale, una trovata di marketing…è una scelta di vita.

La comunità dei produttori di vini naturali lavora costantemente per perfezionare il processo di produzione, garantendo la qualità dei loro prodotti. Etichettare tutti i vini naturali come difettosi è un errore che non tiene conto della diversità e della bellezza che questa categoria di vini può offrire. Ma poi, ci siamo scordati che alcuni dei prodotti più buoni e più ricercati al mondo non sono certo profumati? Alzi la mano chi ha storto il naso davanti ad un buon tartufo d’Alba.

UN PROTOCOLLO SPECIFICO?

Mentre esistono organizzazioni e consorzi che cercano di stabilire linee guida per i vini naturali, non esiste un disciplinare universalmente accettato. Questa mancanza di regolamentazione può rendere difficile per i consumatori identificare i vini naturali con certezza. Tuttavia, è proprio questa mancanza di restrizioni che consente ai produttori di sperimentare e innovare, creando una vasta gamma di stili e interpretazioni.

Scoprire questi artisti del vino che, seguendo il frutto della terra, producono bottiglie uniche e vini che raccontano il terroir ci aiuterà a gettare uno sguardo più approfondito su come l’amore per la natura e il rispetto per la tradizione possano dare vita a vini straordinari.

degustazione vini naturali

L’APP PER GLI AMANTI DEL VINO NATURALE

Avete mai desiderato scoprire il produttore di vino naturale più vicino a voi o trovare un luogo in città per gustare un prelibato vino naturale? La risposta a queste domande è Raisin, un’applicazione che si pone come un connubio tra una guida vinicola e un vivace social network per gli amanti del vino naturale. Raisin è un’app che va oltre la semplice ricerca di vini naturali: è una comunità che celebra e promuove la passione per il vino naturale in tutto il mondo.

Nata dalla passione di Jean-Hugues Bretin, un appassionato di vino naturale, deve il suo nome, “Raisin”, proprio all’ingrediente principe del vino naturale: l’uva. È una celebrazione dell’essenza stessa di questi vini. Bretin si innamorò dei vini naturali dopo un assaggio di una bottiglia di P’tit Blanc du Tue-boeuf di Thierry Puzelat nel 2010: da quel momento nacquero una passione, poi un blog e, nel 2016, Raisin – L’appli du vin naturel. Oltre al team di sei persone, oggi Rasin conta sull’aiuto di numerosi volontari in Italia, Francia, Stati Uniti, Svizzera e Austria. Questi collaboratori sono fondamentali per identificare e condividere informazioni su piccole cantine ed enoteche di tutto il mondo.

persona che scansiona bottiglia di vino

Come funziona? Ogni utente ha un profilo personale e può condividere foto, scrivere recensioni e partecipare alle discussioni. Oltre al classico “mi piace”, è possibile anche fare un brindisi per mostrare che si è già gustato un particolare vino. 

Un aspetto particolarmente interessante del grandissimo database dell’APP? La possibilità di scannerizzare l’etichetta di una bottiglia e scoprire istantaneamente se si tratta di un vino naturale, biologico, biodinamico o non naturale.

Cosa stiamo aspettando adesso? Di sapere da voi quale vino naturale accompagnerà la vostra prossima degustazione.

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