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Verticali, ma non in palestra

Degustazioni nel tempo: quando l’assaggio diventa occasione per scoprire annate eccezionali, aneddoti e tanta passione.

Barbara Fassio
Barbara Fassio
verticali di vino

Una degustazione di vino può essere un’esperienza ricca e affascinante, solitamente è un percorso che permette di conoscere più tipologie di vini diversi. Quando si tratta di approfondire la conoscenza di un determinato uvaggio o di una cantina, si possono organizzare due tipi principali di degustazioni: le verticali e le orizzontali. In questo articolo, esploreremo cosa significa fare una verticale di vino, le sue differenze rispetto a una orizzontale, come organizzarla e quali vini sono più adatti. Inoltre, scopriremo alcune curiosità affascinanti legate a questo tipo di degustazione.

bottiglie di vino

Queste due tipologie di degustazione sono considerate “degustazioni comparative” perché mettono a confronto più vini per individuarne le affinità e le differenze. Grazie a queste degustazioni diviene più semplice determinare e ricordare le proprietà di ciascun vino, proprio nel confronto con gli altri.

Una ovvietà che forse è pratico ricordare? Inutile raffrontare vini differenti: una bollicina, un rosso tannico e un passito sono così diversi che sarebbe semplicistico e riduttivo paragonarli. E’ importante che le bottiglie messe a confronto abbiano almeno una proprietà in comune: vini dello stesso vitigno, ad esempio. Ed è proprio attorno a questa proprietà che orizzontale e verticale si definiscono e differiscono.

LE VERTICALI SVELANO I SEGRETI DELLE ANNATE

Una verticale di vino è una degustazione mirata che coinvolge la degustazione di diverse annate dello stesso vino solitamente provenienti dalla stessa cantina. Questo approccio permette agli intenditori di esplorare l’evoluzione di un vino nel corso degli anni e di coglierne le sfumature. Le verticali di solito includono diverse annate dello stesso vino, spesso raccolte in momenti significativi, come anni eccezionali o importanti eventi nella storia della cantina.

In una degustazione verticale, ci si può anche mettere a confronto con vini dello stesso tipo, fatti con la stessa varietà di uva, oppure provenienti dalla stessa zona. È un po’ come mettere alla prova il vino nel suo viaggio nel tempo. Si tratta di capire come ogni annata si è evoluta, scoprire quali sono state le migliori e notare quanto il produttore sia stato bravo a gestire le sfide che ogni stagione ha portato sulla tavola.

Mentre una verticale coinvolge lo stesso vino ma in diverse annate, una orizzontale coinvolge diverse etichette di vino dalla stessa annata. Le orizzontali sono ideali per esplorare le differenze tra produttori o regioni vinicole nello stesso anno, mentre le verticali si concentrano sull’evoluzione di un singolo vino nel tempo.

Noi, per una volta al pari di grandissimi come Robert Parker e Jancis Robinson, possiamo imparare parecchio partecipando a degustazioni verticali: apprenderemo come valutare il potenziale di invecchiamento di un vino e valutarne le prestazioni nel tempo. Forse non potremo dare punteggi che saranno presi in considerazione da sommelier ed investitori, ma sicuramente impareremo moltissimo.

IL GIUSTO ALLENAMENTO

Non vogliamo assolutamente invitarvi ad una lezione in leggins e scaldamuscoli, lasciamo alle eredi di Nadia Comăneci i record di verticali in palestra e noi ci dedichiamo ad un allenamento ben diverso. Anche una verticale di vini, per avere successo, richiede una certa preparazione.

  • Scegliere il vino: selezionate il vino specifico che volete esplorare e procuratevi diverse annate di questo vino. Assicuratevi che le bottiglie siano conservate correttamente.
  • Invitare esperti o appassionati: coinvolgete amici, esperti di vino o appassionati con interessi simili per condividere l’esperienza.
  • Decidere l’ordine di degustazione: organizzate le bottiglie in ordine cronologico, dalla più giovane alla più vecchia, per apprezzare l’evoluzione del vino nel tempo.
  • Intavolare una discussione: guidate la degustazione di ogni annata, prendetevi il tempo per analizzare il colore, l’aroma e il sapore di ciascuna bottiglia. Confrontate le varie osservazioni con gli altri partecipanti per discuterne le differenze.

Le verticali di vino sono particolarmente adatte per i vini rossi robusti come il Cabernet Sauvignon, il Barolo, il Bordeaux e il Sangiovese. Questi vini tendono a migliorare con l’invecchiamento, il che rende interessante esplorare come si sviluppano con il passare degli anni. Abbiamo detto di assaggiarli in ordine cronologico del più giovane al più vecchio, ma anche questo non è un dogma. Si potrebbe procedere al contrario? Quando si tratta di degustare vini invecchiati, bisogna considerare che hanno un comportamento diverso rispetto ai vini giovani. Immaginate che i vini maturi siano come persone che hanno bisogno di un po’ di tempo per scaldarsi e raccontare la loro storia nel bicchiere. Sono delicati e comunicano in modo sottile, mentre i vini giovani possono essere più energici e pronti a farsi notare. Questo è particolarmente importante quando si degustano vini rossi con un tannino robusto: iniziando con quelli giovani, il tannino potrebbe “abbagliare” il nostro palato, facendoci perdere i dettagli dei vini più invecchiati. Sapete, il modo in cui percepiamo il tannino in un vino può dipendere da tante cose: il tipo d’uva, il modo in cui è stato fatto il vino, quanto tempo è stato invecchiato. Quando il vino invecchia e passa del tempo in bottiglia, i tannini si “mescolano” tra loro, e questo cambia totalmente il modo in cui li sentiamo. Perdono quella sensazione di ruvidezza e diventano più morbidi e lisci, come si dice…vellutati. Quindi, tutte queste variabili sono da considerare quando si decide l’ordine in cui bere i vini in una verticale. E se volete scoprire qualcosa in più sui tannini, non perdete questo articolo!

Ma c’è anche una componente emotiva da tenere a mente: talvolta si lasciano le bottiglie più speciali e attese per la fine, creando un po’ di suspense. È un po’ come aspettare il gran finale di un film, ma con il vino.

LE VERTIGINI DELLE VERTICALI: ANEDDOTI E STORIE LEGGENDARIE

Le verticali di vino possono portare a scoperte interessanti: partecipare ad una degustazione organizzata da una persona preparata vi permetterà di imparare, divertendovi. Ad esempio, alzi la mano chi sa che la più grande verticale di vino mai organizzata è stata quella del Sassicaia, con oltre 40 annate degustate? Organizzata nel 2017 per celebrare i 30 anni della nota guida “Vini d’Italia” (Gambero Rosso), questa esperienza ha permesso di comprendere appieno l’evoluzione di questo celebre vino: tutte le 38 annate mai realizzate del SuperTuscan di Bolgheri, dal 1968 al 2013. Avremmo tutti voluto partecipare, diciamoci la verità!

Alcune cantine e vini iconici hanno storie leggendarie legate alle loro verticali. Non possiamo non citare le verticali del Château Latour, una delle più celebri case vinicole di Bordeaux, che ha dimostrato l’eccezionale capacità di invecchiamento dei propri vini. Questa cantina, infatti, è rinomata in tutto il mondo per le sue verticali di vino, in particolare per il suo vino di punta, il Château Latour per l’appunto. 

Ritornando in Italia, un’esperienza imperdibile sarebbe una verticale di Barbaresco di Gaja: questo è uno dei nomi più stimati nella regione del Piemonte. Le degustazioni verticali di Barbaresco Gaja offrono una panoramica delle annate storiche e delle tendenze di questo rinomato vino.

Se avete la passione per le degustazioni, potete intraprendere un viaggio di esplorazione di cantina in cantina, dalle più note fino alle piccole realtà di eccellenza, per provare le differenti modalità di lavorare il vino, per sperimentare il tocco che il lavoro di bravi vignaioli aggiunge ad ogni bottiglia, di anno in anno. Scoprite quanto le annate influenzano le vendemmie e quanto i produttori possono impattare sui vini che ne derivano, la combinazione di natura, tempo e artigianalità vi stupirà.

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