Tags:

Non è mate, non è tè: è il Green Mate

Grazie ad un’intervista che ci ha concesso la brillante Juliana Montagner, vi portiamo in Sudamerica per conoscere una pianta già apprezzata e consumata dagli Indios Guaranì per le sue proprietà benefiche: stiamo parlando della yerba mate.

Gabriella Lombardi
Gabriella Lombardi
green mate

Dalla tradizione all’innovazione, il mate sudamericano come non lo avete mai degustato prima.

Grazie ad un’intervista che ci ha concesso la brillante Juliana Montagner, vi portiamo in Sudamerica per conoscere una pianta già apprezzata e consumata dagli Indios Guaranì per le sue proprietà benefiche. Stiamo parlando della yerba mate, da cui si ricava una bevanda di antica tradizione ma in continua evoluzione. Diffusa nel mondo dai Gesuiti, oggi è consumata dalle celebrità e da chi ricerca un’esperienza di condivisione e convivialità. 

Ma partiamo dall’inizio, con una breve introduzione a questa giovane imprenditrice brasiliana che sta rivoluzionando il beverage in Sudamerica e, si spera, ben presto anche in Europa e negli Stati Uniti.

green mate

Juliana Montagner è socia della Ximango Indústria de Erva-mate Ltda e fondatrice del brand Mon Jullí nel sud del Brasile. È nata ad Ilópolis, la città che porta il nome scientifico della pianta del mate – Ilex Paraguariensis – proprio dove il suo bisnonno italiano ha cominciato la produzione alla fine del 1800. Juliana ha sviluppato l’eredità ricevuta, studiando e approfondendo la Camellia Sinensis e l’universo del tè, con la mission di portare i benefici del mate nel mondo. È così nato il Green Mate, brevettato da Mon Jullí e ottenuto dalla lavorazione dei soli germogli. Dal particolare processo di produzione si ricava un prezioso alleato per la salute e per il settore della cosmesi, grazie alle proprietà tonico-stimolanti e antiossidanti

L’INTERVISTA

Gabriella: Juliana, lei ha recentemente brevettato in diversi paesi, il Green Mate, un prodotto innovativo di cui ha l’esclusiva che coniuga i germogli del mate con la lavorazione tipica dei migliori tè orientali. Come è nata questa idea?

Juliana: il mate è nel mio dna e gioca un ruolo importante nella storia della mia famiglia. Sono infatti discendente di italiani partiti dal Veneto a fine 1800. Fin dal loro arrivo in Brasile, i bisnonni si sono dedicati alla lavorazione del mate o “chimarrão’ come lo chiamiamo qui. Dopo la laurea in Administração de Empresas presso la Università Cattolica PUC-RS di Porto Alegre e un Master in Business Administration presso la LIUC Business School a Castellanza (Varese), ho raccolto l’eredità ricevuta entrando nell’azienda di famiglia Ximango Indústria de Erva-mate Ltda.

Sono seguiti numerosi viaggi in Europa e in oriente, grazie ai quali ho imparato a conoscere le caratteristiche organolettiche, la botanica, i sistemi di produzione, le abitudini di consumo, la qualità dei prodotti, i produttori e gli imprenditori di altre bevande, in primis il tè.

Ci sono voluti anni di contatti con sommelier e altri professionisti del settore per arrivare fin qui. Grazie a queste preziose collaborazioni e a 15 anni di sperimentazione,  è nato un prodotto unico e innovativo che avrà la possibilità di portare l’erba mate ai quattro angoli del mondo, uscendo dai confini di una popolarità e di una modalità di fruizione tipicamente sudamericana.

Gabriella: quali sono le principali differenze tra il mate tradizionale e il Green Mate? Mi riferisco al tipo di raccolto, alla lavorazione fino ad arrivare a due stili molto diversi per infonderli.

Juliana: la differenza inizia nelle piantagioni: la distanza fra le piante, la potatura di formazione, il periodo di raccolta, la manutenzione dell’albero. Nel sistema tradizionale si raccolgono le foglie quando hanno raggiunto  24 mesi di sviluppo, mentre nel Green Mate i germogli crescono per circa 30 giorni. Anche la lavorazione è completamente diversa, basta pensare all’essiccazione che arriva a 800°C per il chimarrão tradizionale e ad un massimo di 100°C nel nuovo sistema perché la materia prima è molto più delicata.

Gabriella: più ci addentriamo in questo affascinante universo dell’erba mate, con tutte le contaminazioni orientali che hanno ispirato e portato alla nascita del Green Mate, e più mi sembra di intuire che la tradizione possa assolutamente coesistere con l’innovazione. Possiamo affermare che il Green Mate non sarà un competitor del mate tradizionale o del tè?

Juliana: il Green Mate sarà un sapore complementare nell’universo delle bevande naturali. Un sapore unico che è stato costruito come una alleanza perfetta fra oriente e occidente: la storia millenaria del mondo dei tè incontra e abbraccia il mondo mistico e affascinante dei nativi del Sudamerica. Portare salute alle persone: questa è la mission di Mon Jullí, il brand che ho fondato nel 2017 per lanciare sul mercato questo prodotto che non solo rispetta le mie radici culturali ma risveglia un nuovo interesse più ampio e globale. Oggi è brevettato in 3 paesi – Brasile, Stati Uniti e Argentina. 

Gabriella: quindi, se ho ben compreso, attualmente a Ilópolis coesistono colture tradizionali e colture sperimentali di yerba mate piantate seguendo lo schema di piantumazione del tipico “Tea Garden” orientale? Per intenderci, i tradizionali filari regolari con un tavolo di raccolta basso e accessibile per facilitare la selezione dei germogli.

Juliana:  nel 2015 ho inaugurato la prima piantagione che rispecchia il tipico impianto fitto  a “Tea Garden” orientale. Ho dovuto adattare tutto: la concimazione, una diversa potatura, la raccolta, capire se la  pianta accettava il cambiamento e, successivamente, apportare gli adattamenti necessari. 

Per sviluppare un mate diverso e di maggiore qualità, è fondamentale la cura e la selezione della materia prima, partendo proprio dalla raccolta dei germogli più teneri e giovani, proprio come i tè premium che si producono solo con il germoglio e le prime 2-3 foglioline. 

Questo potrà aprire nuove opportunità anche ai più giovani o alle imprese agricole a conduzione familiare nella regione di Ilópolis con la prospettiva di un prodotto che oggi rende 50 volte il valore al kg della materia prima destinata alla lavorazione del chimarrão tradizionale. Elevare il mate alla categoria “Specialty mate” come è successo ad esempio in Colombia con il caffè, sarebbe un sogno che si realizza perché migliorerebbe le condizioni di tante persone. Inoltre, l’aumento della redditività potrebbe essere uno dei primi passi per evitare l’abbandono delle aree rurali.

Perseguendo questo obiettivo di promozione e sviluppo del territorio, quando sono stata presidente dell’Associazione degli Amici dell’erba mate nella Valle del Taquari, ho iniziato le procedure per ottenere l’indicazione geografica. Inoltre, da subito ho coinvolto EMPRABA (Empresa Brasileira de Pesquisa Agropecuária), un’istituzione brasiliana collegata al Ministero dell’Agricoltura i cui obiettivi sono lo sviluppo di tecnologie e l’innovazione per la sostenibilità dell’agricoltura. Con grande soddisfazione, oggi il Green Mate è già diventato un nuovo argomento per le tesi di dottorato.

Gabriella: questa mission di voler portare i benefici dell’erba mate nel mondo, è supportata da ricerche medico-scientifiche?

Juliana: riguardo alle proprietà benefiche, ci sono due ricerche in corso per studiare il potenziale fitochimico dei germogli di mate: una condotta in Brasile e un’altra in Italia. Nei test di laboratorio in Brasile, i ricercatori stanno confrontando il germoglio del mate, il mate tradizionale e il germoglio della Camellia Sinensis.

Gabriella: prepariamoci ad accogliere il Green e il Black Mate tra le opzioni del settore beverage, soprattutto dopo i primi, importanti riconoscimenti internazionali.

Juliana: esiste anche la versione ossidata, il Black Mate, e per testare il livello di gradimento delle due opzioni mi sono messa in gioco inviando i campioni alla giuria del concorso internazionale AVPA che ogni anno a Parigi testa centinaia di tè e infusioni per premiare i prodotti di qualità. Il risultato è stato sorprendente e inaspettato. Gli esperti della giuria hanno apprezzato molto il sapore, premiando Mon Jullí nel 2022 per il Green Mate e nel 2023 per il Black Mate. Questi riconoscimenti mi hanno dato un grande stimolo e tanto ottimismo per continuare ad affinare la tecnica di lavorazione per ottimizzare e standardizzare la qualità dei raccolti. Inoltre, ho smesso di temere di essere una visionaria innamorata di un progetto troppo ambizioso. Adesso ho ricevuto una piccola ma importante conferma che l’innovazione può aver inizio in un mercato tradizionale e, tramite la ricerca e l’impegno, sia possibile sviluppare un’invenzione. Il prossimo step per raggiungere il successo commerciale sarà cercare partners che credano nel progetto per trovare nuovi canali di vendita nel mercato globale, poiché come imprenditrice ho l’ambizione di insegnare e diffondere questa tecnologia già brevettata a sempre più produttori agricoli.

Gabriella: Juliana, vorrei farle un’ultima domanda. Come si presenterà il prodotto? Sarà venduto sfuso come il tè in foglia? In bustine piramidali? Entrambi i formati? Sarà solo puro o anche in versione aromatizzata?

Juliana: sarà venduto sfuso e in bustine piramidali. In collaborazione con un team di ingegneri  del settore Food & Beverage di SENAI (Serviço Nacional de Aprendizagem Industrial), stiamo sviluppando dei blends speciali. Aggiungeremo a queste miscele altre piante dei diversi biomi del Brasile. Vogliamo offrire al mondo il meglio della botanica brasiliana, così prospera e varia.

Gabriella: siamo arrivati al termine dell’intervista. Non so voi, ma questa giovane donna intelligente, visionaria e vulcanica mi ha trasmesso una grande energia e la consapevolezza che per dare ai sogni una possibilità di realizzarsi, bisogna mettersi in gioco e smettere di sognarli!

green mate

Leggi anche

  • Tè e tisane, quali sono le differenze?tè e tisane
    Tè, tisana, infuso, infusione o decotto sono la stessa cosa? La risposta è no anche se spesso utilizziamo questi termini come sinonimi intercambiabili.
  • II tè vietnamita tra alberi secolari e fiori di lototè vietnamita
    Il Vietnam, con una lunga tradizione nella coltivazione e nella lavorazione del tè, è uno dei principali produttori al mondo e occupa una posizione di tutto rilievo nell’industria a livello globale. Scopriamolo insieme!