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Il tè ha origini in Inghilterra: falso!

Partiamo dall’ ABC: il tè ha origini cinesi e non ci sono piantagioni fuori Londra!

Gabriella Lombardi
Gabriella Lombardi
tè inglese

Non chiamiamolo tè inglese ma tè all’inglese, per non confondere più la coltivazione della Camellia Sinensis con il tradizionale tè delle cinque o Afternoon Tea, il rito quotidiano che incarna l’eleganza, la raffinatezza e l’ospitalità britannica.

PARTIAMO DALL’ ABC: NON CI SONO PIANTAGIONI FUORI LONDRA!

Il tè vanta una storia antichissima di quasi 5 mila anni. Secondo la leggenda cinese, l’imperatore Shen Nung, padre dell’agricoltura e della medicina, rigorosissimo riguardo l’igiene, beveva solo acqua bollita. Un giorno, nell’anno 2737 a.C., mentre sedeva a riposare all’ombra di un albero di tè selvatico, un lieve vento fece cadere alcune foglie all’interno dell’acqua che bolliva, colorandola di oro. Incuriosito, l’imperatore portò la bevanda alla bocca e da quel gesto nacque la tradizione del tè. Al di là delle leggende, il tè costituisce uno dei maggiori contributi forniti dalla Cina all’umanità e alla civilizzazione mondiale. La Cina è il paese originario della pianta del tè e il suo popolo è stato il primo a scoprirla e a utilizzarla da tempi immemorabili. Le foglie della pianta, nativa della zona di confine tra Cina, Laos e Birmania, venivano già consumate come un’erba amara medicinale tra l’XI e l’VIII secolo a.C., come sappiamo grazie ad alcuni scritti che citano il “tu”, antico termine per designare la pianta del tè, come rimedio curativo. I Cinesi hanno individuato come luogo originario del tè la zona di Xishuangbanna, nello Yunnan, dove ancora oggi si incontrano numerose piante di tè selvatiche. È a partire dal IV secolo d.C. che si diffondono la coltivazione e le prime piantagioni nello Yunnan e nel Sichuan.

Per secoli il tè fu lo svago preferito di imperatori cinesi, alti dignitari, samurai e monaci buddisti.

L’usanza di bere tè ha dato vita ad una industria di vastissime proporzioni e a una cultura multiforme e raffinata, diffusa in tutto il mondo.

tè e inghilterra

MA TORNIAMO AL TÈ ALL’INGLESE

Contrariamente a quanto si pensi, il primato di aver introdotto il tè va ai Portoghesi e non agli Inglesi che in Europa furono tra gli ultimi ad abbracciare questo rito e, successivamente, a diventare leader nel commercio a livello mondiale.

Fonti storiche registrano l’arrivo delle prime casse contenenti tè nel 1606. Successivamente, però, furono gli Olandesi, con la loro potente flotta navale, ad affermarsi come i principali importatori delle merci provenienti dall’Oriente.

Gradualmente, il tè si diffuse in Germania ed in Francia. Le notizie riguardanti la bevanda orientale e i suoi benefici raggiunsero anche l’Inghilterra, dove l’abitudine di berla si diffuse velocemente.

E SE IL SUCCESSO DEL TÈ IN INGHILTERRA FOSSE MERITO DI UNA PORTOGHESE?

A Caterina di Braganza, figlia del re del Portogallo, dobbiamo riconoscere il merito di aver dato un grande impulso alla tradizione inglese del tè. Nel 1662 andò in sposa a Carlo II di Inghilterra e portò in dote il territorio indiano di Bombay (l’attuale Mumbai), base commerciale strategica per lo sviluppo navale e commerciale britannico. Inoltre, introdusse a corte l’abitudine di bere il tè come evento sociale e mondano.

Si narra, però, che fu la duchessa Anna di Bedford a “inventare” il Five o’clock tea, usanza nata dalla sua stravagante richiesta di consumare insieme al tè uno spuntino leggero a metà pomeriggio per lenire i morsi della fame tra pranzo e cena. Si unirono a lei familiari e amici dell’aristocrazia che con il tempo trasformarono questo capriccio della nobildonna nell’elegante cerimonia odierna.

COME PREPARARE IL TÈ “ALL’INGLESE”

Il tè che maggiormente incontra il gusto dei nostri amici britannici è solitamente un tè nero, dal gusto forte e marcato, in purezza o di diverse origini miscelate insieme: Ceylon, India, Cina o Africa

Le regole dell’arte di preparare il made in England sono molto semplici, basta seguire i seguenti passaggi:

  1. scegliere un’acqua leggera, di sorgente o comunque a basso residuo fisso e scaldarla a 90-95°;
  2. scaldare la teiera versando l’acqua calda al suo interno. Attendere qualche istante, quindi buttarla via;
  3. versare un cucchiaino di foglie di tè per ogni tazza più uno per la teiera;
  4. versare l’acqua in temperatura e aspettare circa 3 minuti;
  5. filtrare e servire in tazze di porcellana dal fondo bianco.

Per ricreare l’atmosfera di un perfetto tea time, il tè dovrà essere accompagnato da scones, clotted cream, marmellata di fragole, piccoli tramezzini salati, torte e pasticcini.

Last but not least, gli Inglesi adorano berlo con un’aggiunta di latte e di una o due zollette di zucchero (per saperne di più sul bon ton per un tea time con classe, leggi questo articolo…)

tè e inghilterra

PERCHÉ LIMITARCI AL TÈ DELLE CINQUE?

Avete mai sentito parlare degli elevenses?

Probabilmente sì, soprattutto se siete fan dell’autore britannico A. A. Milne perché al suo Winnie the Pooh “piaceva sempre qualcosa alle undici del mattino”. L’orologio di Winnie, che indicava sempre le undici, era un invito a fermarsi per apprezzare il pasto preferito della  giornata che di solito consisteva in miele, pane e latte condensato. “Quando arriva la tarda mattinata e ti senti un po’ fuori forma, non preoccuparti: probabilmente sei solo un po’ in ritardo rispetto alle undici”, dice Pooh ai suoi lettori.

Per restare in un ambito letterario più elevato anche Jane Austen amava prendere il tè in tarda mattinata con la famiglia o gli ospiti.

Il termine elevenses nacque durante l’apice della Rivoluzione Industriale e fu utilizzato per la prima volta nel 1887 quando le sale da tè fiorirono in ogni città e villaggio. 

Ancora oggi,  non è necessario indossare un abito elegante per questa seconda colazione, golosa, semplice e informale. 

Alla luce dei fatti, in questi secoli, gli Inglesi sono stati dei veri maestri nel creare dei pasti incentrati sul rituale del tè. Nella terra di Winnie the Pooh tutto si ferma per apprezzare una buona “cuppa”. Quindi, seguendo il loro esempio, perché limitarci allo spuntino pomeridiano quando possiamo avere anche quello di metà mattina? Soprattutto se abbinato al nostro amato tè. 

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