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II tè vietnamita tra alberi secolari e fiori di loto

Il Vietnam, con una lunga tradizione nella coltivazione e nella lavorazione del tè, è uno dei principali produttori al mondo e occupa una posizione di tutto rilievo nell’industria a livello globale. Scopriamolo insieme!

Gabriella Lombardi
Gabriella Lombardi
tè vietnamita

Il Vietnam, con una lunga tradizione nella coltivazione e nella lavorazione del tè, è uno dei principali produttori al mondo e occupa una posizione di tutto rilievo nell’industria a livello globale. 

La coltivazione del tè in Vietnam ha una storia millenaria ed è impossibile datare con esattezza quando le foglie di Camellia Sinensis furono raccolte e lavorate per la prima volta.

UN PO’ DI STORIA

Le zone a nord del Paese confinano con la provincia cinese dello Yunnan, spesso chiamata la “culla del tè” e dove alberi del pregiato infuso risalenti ad almeno 3.000 anni fa sono apprezzati dalla popolazione locale e lavorati per produrre i costosi Puerh. Molto probabilmente gli stessi alberi sono cresciuti rigogliosi anche sui versanti delle montagne vietnamite.

Le leggende raccontano come il tè crescesse qui durante il regno dei re Hung, che governarono il Paese dal 2879 a.C. al 258 a.C. e, da secoli, il consumo di questo infuso fa sicuramente parte della vita quotidiana in queste montagne del nord. Gli abitanti dei villaggi raccoglievano le foglie dagli alberi selvatici che crescevano nelle foreste circostanti, le facevano bollire nell’acqua, facendone una bevanda dagli effetti benefici e curativi. Per una coltivazione su scala commerciale bisogna attendere l’arrivo dei francesi alla fine del XIX secolo. Nel 1883, infatti, l’area dell’odierno Vietnam divenne un protettorato francese e, non appena instaurato il potere, l’amministrazione coloniale iniziò a esplorare la possibilità di coltivare il tè in varie regioni. Dopo varie sperimentazioni nel 1918 fu fondato il centro di ricerca nel distretto di Phu Ho, a nord-ovest di Hanoi, per sviluppare le tecniche di coltivazione e lavorazione impiegate in Indonesia e Sri Lanka. Questo portò nel 1923 alla costruzione della prima fabbrica per la lavorazione del tè nero e del tè verde, ben presto esportati in Francia. 

tè vietnamita

Durante la Prima guerra d’Indocina (1946-1954) e quella contro gli Stati Uniti (1955-1975), la maggior parte delle aree coltivate a tè furono abbandonate fino alla fine degli anni ’70, quando l’ex URSS finanziò un programma di rinnovamento e nuovi stabilimenti furono dotati di macchinari russi e cinesi. Vennero create anche delle cooperative e tornò in attività il centro di ricerca a Phu Ho al fine di migliorare le tecniche di coltivazione e sviluppare nuove cultivar. Gli stretti legami con la Russia assicurarono una consolidata domanda di tè nero ma il crollo dell’URSS e l’instabilità nell’Europa orientale negli anni ’90 significarono un declino dei mercati di esportazione e gravi problemi per l’industria vietnamita.

Dal 1995, nuovi accordi commerciali con Giappone, Taiwan, Iraq e Regno Unito e l’introduzione di tecnologie avanzate hanno portato ad un aumento dei livelli di produzione, dei rendimenti e della qualità. 

CRESCITA DELL’INDUSTRIA

L’industria del tè in Vietnam è in costante crescita. Il governo vietnamita ha sostenuto e promosso lo sviluppo dell’industria del tè nel Paese, incoraggiando la modernizzazione delle tecniche di coltivazione e di lavorazione.

Nel corso degli anni, il Vietnam ha anche prestato sempre maggiore attenzione alla produzione di tè di alta qualità, sempre in bilico tra coloro che vogliono preservare la tradizione e coloro che credono nell’innovazione per aumentare le possibilità di esportazione. Ci sono produttori di tè in Vietnam che si concentrano sulla produzione biologica e sostenibile, contribuendo alla reputazione del paese come produttore di tè di qualità. L’innovazione mira, infatti, ad aumentare gli ettari coltivati, introdurre nuove cultivar, ottenere le certificazioni, migliorare la gestione della qualità e della resa del raccolto. L’industria del tè in Vietnam è una fonte importante di occupazione e contribuisce in modo significativo all’economia del Paese.

In generale, il Vietnam ha acquisito una posizione importante nell’industria del tè grazie alla sua produzione su vasta scala, alla diversità delle varietà di tè e alla sua presenza significativa sul mercato globale. Il Vietnam risulta essere il quinto maggior produttore di tè nel mondo e la coltivazione si estende in tre macro aree:

  • Nord-est – principalmente tè verde
  • Altipiani centrali – soprattutto tè oolong
  • Nord-ovest – tè selvatici

Ogni regione ha le sue specialità e metodi di produzione unici, tradizionali e moderni.

Per esempio, la provincia nord-orientale di Thai Nguyen è famosa per il tè verde, mentre l’area principale per la produzione degli oolong si trova nella centrale Lam Dong. Qui, infatti, dagli anni ’90, grazie alle collaborazioni con alcuni produttori taiwanesi, sono state introdotte tecniche di lavorazione, tecnologie e nuove cultivar da Formosa.

I TÈ SELVATICI

Volgendo lo sguardo verso nord-ovest, troviamo la produzione più interessante: i tè selvatici. Il Vietnam, infatti, è uno dei pochi Paesi al mondo che ospita vaste distese di alberi di tè ad alto fusto, non coltivati. La loro diffusione è associata agli spostamenti dei gruppi di minoranze etniche nomadi che migravano verso sud. Era loro consuetudine lasciare che gli alberi crescessero al loro stato naturale, come piccoli alberi. Non si tratta, quindi, di cespugli coltivati diventati selvatici. In Vietnam, i tè selvatici vengono commercializzati con il nome di “Shan Tuyet” o “Snow Shan”. 

Il nome “Snow Shan” è più legato alla tradizione e alla geografia della regione che a una definizione scientifica basata sulla botanica del tè.

La nomenclatura, infatti, fa riferimento sia alle caratteristiche delle colline innevate, sia alla comunità etnica Shan che vive nella zona, sia alla peluria argentata che ricopre le gemme e le foglie più giovani e tenere. 

Gli “Snow Shan” sono noti per la loro alta qualità e il loro sapore distintivo e sono apprezzati sia a livello locale sia internazionale. Le foglie di tè sono lavorate con molta attenzione durante il processo di produzione e possono variare in termini di sapore, aroma e aspetto a seconda delle tecniche utilizzate. Data la loro rarità e l’area di produzione limitata, questi tè selvatici possono essere piuttosto costosi e ricercati da appassionati di tè e collezionisti.

I CUSTODI DELLE FORESTE DI TÈ SELVATICO

Le minoranze etniche Dao sono un gruppo etnico che vive nelle regioni montuose del nord, dove raccolgono il tè.

Questa attività di lunga data è, infatti, parte integrante della loro cultura, delle loro tradizioni agricole e un’importante fonte di reddito per le famiglie.

I Dao e altre minoranze etniche che partecipano alla raccolta del tè svolgono un ruolo cruciale nella produzione di tè di alta qualità. La loro conoscenza delle piante, dei terreni e delle tecniche di raccolta contribuisce alla creazione di tè distintivi e pregiati.

IL LOTUS TEA

Parlando di tè vietnamita, non possiamo non menzionare un’altra specialità, unica e apprezzata in tutto il mondo per il suo aroma delicato e caratteristico: il lotus tea

Si narra che sia stato creato per il re Tu Duc, che regnò dal 1848 al 1883 durante la dinastia Nguyen. Ogni giorno di giugno, i servitori del re trasportavano tè verde su piccole imbarcazioni verso i fiori di loto che crescevano in mezzo al lago reale; questi venivano delicatamente aperti per inserire all’interno di ciascuno piccole quantità di tè. Legavano le corolle con grandissima attenzione e, il giorno successivo, tornavano a prendere le foglioline di Camellia Sinenis profumate per contatto da infondere per il re.

Questo metodo tradizionale è ancora praticato da pochissimi artigiani. Altri produttori della zona di Hanoi, selezionano le foglie di tè da alberi antichi selvatici o coltivati a Thai Nguyen, raccolgono i fiori di loto nel West Lake per separare i petali dagli stami e dai pistilli. La prima parte della profumazione prevede l’unione tra le foglie di tè e i petali. Successivamente, i petali vengono separati per procedere con un nuovo strato costituito da tè e uno composto da stami e pistilli. Nel corso di alcune ore, il tè assorbe l’aroma dei fiori in modo del tutto naturale, senza l’aggiunta di aromi artificiali.

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CONCLUSIONI

Il Vietnam, rispetto ad altri paesi asiatici considerati di eccellenza, continua a soffrire di una reputazione inferiore a quanto si meriterebbe. 

Il mercato del tè di alta qualità rimane relativamente piccolo e di nicchia. I maggiori ritorni economici si hanno per i tè destinati alla grande distribuzione. Inoltre, in questo contesto, spacciare il tè vietnamita (più economico) per cinese o taiwanese diventa una proposta allettante.

Sarebbe bello pensare che il Vietnam possa trovare una propria identità piuttosto che tentare di produrre prodotti a basso costo, imitando i grandi noti cinesi, come il Long Jing o il Tie Guan Yin. 

Potrebbe essere un processo lento, ma ci sono tutti i segnali per un futuro ottimista. Come già anticipato all’inizio dell’articolo, negli ultimi anni il tè vietnamita ha ottenuto riconoscimenti internazionali, dimostrando non solo di essere uno dei più grandi produttori ma soprattutto di essere in grado di offrire prodotti di altissima qualità.

Invito chiunque sia curioso a provarli.

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