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Qual è il migliore caffè per l’Americano?

Un'affascinante incursione nella storia dell'Americano, nato durante la Seconda Guerra Mondiale grazie ai soldati americani in Europa. Dalle note dolci dei chicchi sudamericani all'aromaticità delle varietà africane, scopriamo come la scelta del giusto caffè possa rendere questa bevanda un'esperienza unica.

Barbara Fassio
Barbara Fassio
caffè americano

Come tanti Nando Moriconi, molti italiani nel secondo dopoguerra hanno iniziato a vivere nel mito dell’America: il grande Alberto Sordi ha fatto sognare nel suo “Americano a Roma”, mettendo in scena un’Italia che viveva la sua rinascita post-bellica, nella continua imitazione di un modello di vita che non ci apparteneva, ma che si vagheggiava. E anche un prodotto così nazionale come il caffè, in quegli anni, ha visto diffondersi un nuovo formato, ispirato proprio da quegli americani che tanto difficilmente comprendevano il nostro espresso.

Sì, parliamo di americano, ma non quello che si spostava tra i vicoli romani con la sua dolce ‘Elvy’ sognando un viaggio negli Stati Uniti, ma quello profumato, lungo e aromatico che possiamo gustare in tazza.

L’Americano, o caffè americano, si è diffuso durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i soldati americani in Europa diluivano l’espresso italiano con acqua per ottenere una bevanda più simile al caffè a cui erano abituati. Questa pratica si diffuse rapidamente e divenne nota come “caffè americano”. Oggi, l’americano è apprezzato per la sua delicatezza e il suo sapore equilibrato, risultato della combinazione tra caffè e acqua calda.

Il caffè migliore per l’americano dovrebbe essere a bassa acidità, con note dolci e un corpo medio. La tostatura? Meglio media, per preservare gli aromi e garantire una bevanda armoniosa.

LA PREPARAZIONE: DALLA DILUIZIONE ALL’ARTE DEL BREWING

Negli Stati Uniti, il caffè americano è diventato una vera e propria arte. Spesso preparato con macchine da caffè drip o con metodi di brewing alternativi, come la french press, l’obiettivo è ottenere una tazza equilibrata, aromatica e leggermente diluita. Gli americani apprezzano la vasta gamma di chicchi di caffè disponibili, contribuendo a creare una cultura del caffè ricca e variegata. Americano, in questo senso, è una sorta di sinonimo di caffè filtro, ma noi vi consigliamo caldamente di definirlo sempre con questa seconda denominazione, per evitare confusione.

caffè americano

Infatti, caffè americano definisce una preparazione specifica che parte dall’intensità e concentrazione aromatica di un espresso e vi dona leggerezza e armonia con l’aggiunta di acqua calda. Perfetto per un #Carattere Vivace, il caffè americano riesce ad essere la bevanda perfetta per accompagnare lunghi momenti della giornata: con il suo grande equilibrio tra forza ed eleganza, permette piacevoli momenti di pausa tra un lavoro ed un altro. Riesce a prolungare il piacere aromatico di un espresso, con la corposità delicata di un filtro.

QUALE CAFFÈ

Poiché si tratta di un espresso al quale viene aggiunta acqua calda, in Italia si pone l’attenzione sulla qualità e l’intensità dell’espresso di base, mentre in America sono più attenti alla varietà dei chicchi. Anche lungo lo stivale, però, qualcosa sta cambiando e la selezione accurata della miscela da utilizzare in preparazione assume sempre più importanza. 

Se poniamo l’accento sull’espresso, infatti, è meglio prendere in considerazione un blend di origini e soprattutto varietà diverse, magari uno dal #Carattere Attraente, che grazie alla bassa percentuale di robusta, dona un caffè corposo, leggermente dolce e con una crema avvolgente, mantenendo grande equilibrio aromatico grazie alla restante arabica.

La scelta di una preparazione di una mono-origine invece influenza ancor più significativamente il profilo aromatico e il gusto finale. I chicchi di caffè provenienti da regioni specifiche del mondo offrono profili di gusto unici, potete fare una scelta basandovi su queste indicazioni:

  • Origini Sudamericane: i caffè provenienti da paesi sudamericani, come il Brasile, la Colombia e il Costa Rica, spesso portano note di nocciola, cacao e agrumi alla tazza. La loro acidità moderata e la dolcezza bilanciata si integrano splendidamente con l’aggiunta di acqua calda, creando americani ricchi e avvolgenti.
  • Varietà Africane: I chicchi africani, come quelli dell’Etiopia o del Kenya, portano con sé profumi floreali, fruttati e speziati. Questi caffè offrono una vivace acidità che, diluita leggermente, contribuisce a creare americani vibranti e complessi.
  • Chicchi Asiatici: I caffè asiatici, ad esempio quelli provenienti da Sumatra o Vietnam, possono offrire profondità uniche con note legnose, speziate e talvolta cioccolatose. Perfetti per i #Caratteri Vigorosi, questi chicchi, quando diluiti, creano americani robusti e ricchi di carattere. 

La bellezza dell’americano risiede nella sua grande adattabilità di chicchi: nella nostra top 3 per un buon Americano sicuramente rientrano il Brasile, con i suoi profili dolci e cremosi, la Colombia, famosa per i suoi aromi fruttati e floreali, e l’Indonesia, che offre caffè dal corpo pieno.

Dato che l’estrazione richiede alta pressione concentrata in pochi secondi, il caffè deve avere una tostatura media, che riesce privilegiare le note calde e tostate dei chicchi, attenuando l’eventuale acidità che invece viene valorizzata da una tostatura chiara. I chicchi color nocciola scuro mantengono corpo e note forti, tanto da non disperdersi anche una volta che la bevanda viene allungata con l’acqua.

caffè americano

È NATO PRIMA IL CAFFÈ O L’ACQUA CALDA? 

È questo il dilemma irrisolto da secoli, esatto? Scherziamo, però, un fondo di verità in questa domanda c’è: quale prodotto va versato per primo nella tazza? Solitamente si dà precedenza all’acqua calda, nella quale si versa (o si estrae direttamente) il nostro espresso, doppio solitamente. In questo modo la crema dell’espresso resterà in superficie: alcuni preferiscono questo metodo proprio perché amano vedere la crema, altri invece preferiscono eliminarla per avere un prodotto ancora più pulito. Se, però, non sapete ancora quanto diluire il vostro caffè, potete estrarlo in una tazza molto ampia e tenere l’acqua bollente in una piccola brocca, aggiungendola poco per volta fino alla densità preferita.

Ordinarlo al bar vi permetterà di risparmiare tanta fatica: la professionalità di un barista vi porterà una tazza eccellente a partire da chicchi macinati ad arte, estratti con una perfetta ratio tra acqua e polvere macinata e, infine, diluiti con la giusta acqua (che è sempre un ingrediente, ci avevate mai pensato?). Ma se volete cimentarvi a casa, chi siamo noi per impedirvelo? Anzi! Vi lasciamo la nostra ricetta del cuore per un buon Americano:

  • Macinatura: Inizia macinando i chicchi di caffè appena prima della preparazione per conservarne freschezza e aroma. 
  • Dosaggio: Utilizzate circa 7-8 grammi di caffè macinato per ogni espresso. Quindi, preparate un espresso doppio con 16-17 gr di caffè macinato.
  • Tempo di estrazione: Classico espresso, quindi circa 25-30 secondi per un’estrazione perfetta (il caffè che scende “a coda di topo”, lo sapete vero?). Otterrete circa 50 ml di caffè.
  • Servizio: Versate il caffè in una tazza pre-riscaldata e piena di acqua calda. Non c’è una ratio corretta, per iniziare provate con 1:4 (una parte di espresso e 4 parti di acqua) e poi decidete in base alle vostre preferenze.

Gustatelo (se possibile) senza zucchero o latte per apprezzarne appieno le sfumature.

Seguendo questi semplici passaggi e scegliendo il caffè adatto, potrete preparare un caffè Americano delizioso che soddisferà anche i palati più esigenti. Ci raccomandiamo, quando offrirete un ottimo Americano ad un amico, sempre attenti a specificare che si tratta di caffè, che a confondersi con l’iconico cocktail è un attimo…e non vorrete mica passare per i beoni delle 9 del mattino, giusto?

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