CANTINA CINQUE QUINTI: UNA LEZIONE DI MATEMATICA DAL MONFERRATO

Giuditta Padoan

Io la matematica non l’ho mai capita a fondo.

Però con le frazioni me la cavavo abbastanza bene. Grazie all’infallibile sistema della torta, tutto mi appariva più chiaro: dividi la torta in fette uguali, quelle che mancano erano già state mangiate mentre le restanti erano ancora da consumare.

Facile, no?

Quello che mi lasciava un po’ perplessa era come fosse possibile che, dividendo un numero per se stesso, il risultato fosse 1.

Ho sempre pensato che 1 fosse una delle risposte magiche, insieme a zero ed infinito, a tutte quelle domande matematiche “a trabocchetto”.

Ci è voluta la cantina Cinque Quinti, per spiegarmi che il risultato non era affatto casuale!

Cinque Quinti è il nome dell’azienda vitivinicola di Cella Monte,situata nel cuore del Monferrato, interamente gestita da cinque fratelli, tre fratelli e due sorelle per l’esattezza, che si sono ripartiti i compiti in azienda, per lavorare ad un unico, semplice quanto grandioso, progetto: l’azienda di famiglia. Ognuno con le proprie competenze, ognuno a modo suo.

Li ho “incontrati” la prima volta, per caso, sui social e, vuoi l’entusiasmo con cui raccontavano la quotidianità in azienda, i sorrisi coinvolgenti e l’avvincente intrecciarsi delle loro vite, mi hanno subito fatta sentire una di casa. 

Anche io faccio parte di una famiglia numerosa e ho sempre avuto il sogno nel cassetto di poter realizzare qualcosa di grande con le mie sorelle. Proprio per questo motivo tra me e Cinque Quinti è stato amore a prima vista. Così, quando ho avuto la possibilità di fare qualche domanda a Martina, entrata poi a far parte del team di Vinhood, non me lo sono fatta dire due volte.

LA STORIA DI CINQUE QUINTI

La storia di Cinque Quinti inizia nel 2010, quando il nonno Mario cede ai due nipoti, Fabrizio e Michele, i 10 ettari di terreno di proprietà da ben quattro generazioni: nasce così l’Azienda Agricola Fratelli Arditi. 

“Mio nonno era un uomo carismatico e all’avanguardia. Si era opposto a far diventare mio papà un agricoltore e l’aveva spinto a studiare e a lavorare altrove.”

Ma papà Giuseppe ha sempre aiutato il nonno e la grande passione per questo mestiere si è facilmente tramandata ai due nipoti maggiori fin dalla tenera età.

“Il nonno se li portava a spasso per le vigne tenendoli sulle spalle. Gli ha svelato tutti quei segreti che un buon contadino piemontese non rivelerebbe neanche sotto tortura! Credeva molto alle nostre colline e alle vigne che con amore ha condotto per tanti anni e per un periodo ha anche prodotto il proprio vino”.

Vendemmia 2019

Dal 2010 al 2015, l’azienda agricola passa da 10 ettari a poco meno di un centinaio, di cui 50 ettari coltivati a vite e il restante a pioppi, cereali, girasoli, nocciole e persino tartufi

“Io a quel tempo vivevo all’estero, lavoravo in tutt’altro settore (quello del digital marketing), ma continuavo a tornare qui, in questo paradiso terrestre e a pensare che si poteva fare qualcosa di più”.

Precisamente: rilanciare un brand aziendale fresco e giovane, attraverso una linea di vini di qualità. E con esso valorizzare non solo le culture locali, ma anche tutto il territorio del Monferrato. Un’ area di eccellenza per molti anni dedito solo all’industria e non al turismo. 

Così, dopo un brainstorming tra i cinque fratelli, dalle uve vendemmiate nel 2015, ad Ottobre 2016 nasce un nuovo marchio aziendale: Cinque Quinti. 

“All’inizio ci sembrava quasi un gioco: poco più di 700 bottiglie a cui dare un nome ed un vestito. Io e mia sorella Francesca, che lavora nel campo della moda, non avremmo MAI pensato di poter collaborare nell’azienda di Fabri e Michi, però dedicarci alla comunicazione e al marketing ci piacque subito moltissimo”.

E così, da quel MAI delle due sorelle, fino ad arrivare alla produzione di oltre 20.000 bottiglie è un attimo. Un attimo fatto di tantissimo lavoro, impegno e dedizione da parte di tutti, genitori compresi, perché dietro a questi 9 anni di attività dei ragazzi e agli ultimi 4 anche da parte di Martina e Francesca, ci sono tantissime ore del così detto “tempo libero”, impiegate per dare forma e vita a Cinque Quinti.

 “Abbiamo macinato eventi, progetti, collaborazioni, vendite, creato sito ed e-commerce, partecipato a concorsi, studiato, abbiamo riso, pianto e condiviso tutto. Con il prossimo restyling grafico in programma per l’autunno 2019, possiamo ufficialmente dire che il gioco si è trasformato in realtà!”

Sede Cinque Quinti

LE ETICHETTE 

Le quattro etichette sono: l’#Estroverso Arneis, lo #Spiritoso Chardonnay Mariulin, e poi la Barbera, vinificata in due stili, uno più fresco e diretto, la #Carismatica Carisa e una più strutturata e importante, come il #Saggio Roverò.Una produzione che punta alla semplicità e alla schiettezza dove l’utilizzo del legno, quando richiesto, non è mai eccessivo ma finalizzato a creare armonia e pienezza al gusto.Nel 2020 i cinque ragazzi usciranno poi con altre due etichette,delle quali però preferiscono ancora non svelare nulla!

Altra grande novità dell’anno sarà la messa a regime della Fattoria Didattica uno spazio ricavato dall’ex stalla, per essere un luogo di incontro e condivisione, di degustazione e formazione per grandi e piccini.

IL QUINTO/QUINTO

Aspettate un attimo però, abbiamo sempre parlato di cinque fratelli ma ancora non abbiamo detto nulla del Quinto/Quinto, Mario.

Mario in Australia

Martina ne parla con il sorriso sulla bocca e la tenerezza negli occhi, si vede proprio che è la sorella maggiore e prova un sentimento speciale, quel misto di protezione e sana invidia per la sua vita ancora tutta da esplorare, anche perchè le ricorda tanto lei qualche anno fa.

Mario ha poco più di vent’anni, ama viaggiare e ogni tanto scappa in giro per il mondo rassicurando la famiglia con dei: 

“Papà, mamma, vado un anno all’estero ad imparare nuove tecniche enologiche”.

(Mario non me ne volere, anche io sono la più piccola di 4 sorelle e anche io ho usato la tua stessa tattica quando sono andata in Nuova Zelanda, poi in Cile, poi ancora a spasso per l’Europa. Un consiglio? Continua così perché funziona.  La verità? Mario, prima o poi dovrai lavorare. Veramente? Si, veramente.)

Martina però è fiduciosa e conta di averlo in “squadra” a pieno regime a breve, dopo l’esperienza in Colorado e Australia si è infatti iscritto alla facoltà di Enologia.

MARTINA E  IL SUO INGRESSO IN VINHOOD

A questo punto mi sorge spontanea una domanda:

“Vista la mole di lavoro che hai in azienda, come mai hai pensato di collaborare con la start-up di Vinhood?”

“Ho sentito parlare di voi in merito ad un progetto di rilancio del territorio monferrino e mi ha incuriosito la vostra proposta. Al tempo stavo lavorando in un’agenzia di comunicazione, quando di colpo, mi si è accesa una lampadina.

Ho capito che era arrivato il momento di dedicarmi completamente al mondo al vino – lo testimonia anche il mio diploma da sommelier! – ma se volevo veramente essere un contributo per la mia azienda dovevo affinare le mie competenze di comunicazione e marketing proprio nel settore. E Vinhood mi è sembrato il luogo di crescita ideale perchè fresco e proiettato verso il futuro, proprio come vorrei che fosse Cinque Quinti”.

Dopo questa chiacchierata con Martina ho capito due cose: che dietro ogni numero intero, c’è una frazione di numeri che lo aiuta ad essere tale e che io avrò sempre tanti, ma tanti problemi con la matematica.

Non mi resta che invidiare un po’ questi enoici eroici che hanno avuto il coraggio di fare qualcosa di grande, insieme!

Uno per tutti, cinque per uno!