VINI E NATALE: LA MIGLIORE SELEZIONE DALLE NOSTRE CANTINE

Redazione di VINHOOD

vini rossi e bianchi natale 2020 selezionati da Vinhood

Dovremo festeggiare questo Natale e Capodanno 2020 in modo diverso da come siamo abituati, ma una cosa è certa: vini e bollicine non mancheranno sulle nostre tavole. 

I pranzi e le cene in compagnia di pochi familiari saranno l’occasione per stappare delle bottiglie davvero speciali.

Diventa però fondamentale saper scegliere i giusti vini, quelli con un assicurato effetto wow!

Per questo abbiamo selezionato non solo delle etichette favolose, ma 13 bottiglie ognuna con una curiosità unica da raccontare a tavola per fare bella figura con amici e parenti. Ovviamente sono perfette anche come regalo!

Franciacorta n°5, Agricola il Dosso, #Birichino

Franciacorta numero cinque azienda agricola il Dosso

Un Franciacorta ha già di per sé un effetto Wau. È una delle bollicine più amate e famose d’Italia e un motivo ci sarà, no? La bottiglia che abbiamo selezionato è un Cuvée a base di Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco dell’Azienda Agricola il Dosso, una piccola realtà franciacortina a gestione familiare dalla passione immensa. 

Che cosa significa Cuvée? E’ il nome che indica che sono stati assemblati vini diversi con l’obiettivo di creare una bottiglia che esprimesse lo stile dell’azienda.

E’ come quando un artista mette la propria firma su un quadro per renderlo più speciale. Bevendolo vi sembrerà quasi di conoscere meglio Luca Archetti, il produttore, o quantomeno il suo palato!

Abbinamenti: polenta con formaggio.

Austin, Cinque Quinti, #Birichino

Austin Pinot rosato Cinque quinti

Un metodo classico rosé dall’Azienda Cinque Quinti in Monferrato, dai profumi floreali, eleganti e raffinati a base di Pinot Nero.

Il colore rosa salmone del vino ricorda quello della speciale varietà di rosa che è stata piantata oltre 10 anni fa presso la sede dell’azienda dove nasce questa bollicina Champenoise dal carattere #Spiritoso.

La varietà di rosa Austin riprende il suo nome dal suo “creatore” David Austin, uno dei più conosciuti ibridatori di rose inglesi al mondo. La sua storia inizia attorno al 1950, quando decise di dedicarsi all’ibridazione delle rose per ottenere nuove varietà che sapessero unire la bellezza e i profumi delle rose antiche, con la resistenza delle varietà moderne.

Abbinamenti: tartine con salmone o aringa impreziosite dalla panna acida.

Magò, Massimago, #Spiritoso

Magò azienda massimato bollicina charmat veronese

La prima e unica versione di Amarone rosato e spumante! Ebbene si, i vitigni utilizzati per produrre questa bollicina #Spiritosa rosè sono gli stessi del celebre -e super natalizio-Amarone.

Per chi volesse sperimentare qualcosa di unico o stupire amici e familiari con una chicca enologica questo Magò di cantina Massimago è la scelta perfetta.

Ovviamente dalla stessa azienda potrete anche trovare degli Amaroni sensazionali e con etichette stupende.

Abbinamenti: fiori di zucca fritti.

Nuragus, Audarya, #Estroverso

Nuragus, azienda audarya vino bianco

Volete veramente sbalordire qualcuno? Allora provate questo Nuragus dell’azienda Audarya! Si tratta di un vitigno particolarissimo sardo la cui unica Doc è prodotta da soli 7 produttori in tutto il mondo!

E’ un’uva a bacca bianca con profumi floreali e fruttati e vista la zona d’origine esprime nel calice tutta quell’aria salmastra e sapida tipica dei vini bianchi sardi. Per chi si trovasse in “continente” durante le feste e volesse sentirsi a casa o semplicemente fare un salto nella bella isola, questo vino è una versione liquida di Smart Box a prova di Dpcm.

Abbinamenti: fregola sarda e gnocchetti sardi alla carlofortina. 

Erbaluce di Caluso, Cella Grande, #Estroverso o #Intenso

Erbaluce di causo doc vino bianco piemontese

Uno dei pochissimi vini bianchi ad essersi meritato una Docg in una terra da grandi vini rossi come il Piemonte.

Sapete perchè? L’Erbaluce di Caluso è uno di quei rari vitigni a bacca bianca in grado di dare vini strutturati capaci di resistere degli ANNI in bottiglia.

Se lo comprate di annate recenti ne apprezzerete la freschezza, le note di pompelmo, agrumi e la mineralità al gusto. Se lo acquistate di annate più vecchie potrete bere un vino bianco molto importante, deciso e con aromi che ricordano la pietra focaia e il petrolio. In ogni caso noi vi consigliamo una bottiglia dell’azienda CellaGrande!

Abbinamenti: carpaccio di pesce spada con caprino e frutto della passione.

Don Pietro Rosso, Dei principi di Spadafora, #Afrodisiaco 

Don Pietro rosso dei principi di spadafora vino rosso siciliano

Un rosso caldo e vellutato solo come i grandi vini siciliani sanno essere. A base di uve Nero d’Avola, Cabernet e Merlot è un esemplare fuoriclasse dal carattere #Afrodisiaco dell’Azienda Dei Principi di Spadafora.

Risulta quindi molto rotondo e morbido in bocca con note che ricordano la frutta rossa matura, la marmellata e il cioccolato.

Una particolarità sta proprio nella scritta che riporta in etichetta “Dedicato a”, che lo rende perfetto per essere un vino da regalare ad una persona speciale questo Natale. Francesco Spadafora, il produttore, l’ha dedicato a suo padre, Don Pietro appunto, insieme al quale ha costruito il suo sogno: un’oasi biologica nel cuore del Marsala.

Abbinamenti: carne alla griglia con salsa alla paprika.

Santa Maria, Agricola il Dosso, #Afrodisiaco 

Santa Maria cabernet Sauvigno e Merlot dell'azienda agricola il dosso

Vellutato, armonico, il Santa Maria di Agricola il Dosso è una sinfonia di aromi dal gusto di visciola.

La sua particolarità è che proviene dalla Franciacorta, una zona oggi conosciuta solo per le bollicine. In realtà l’antica vocazione di questa terra era proprio quella di produrre grandi rossi strutturati e da invecchiamento.

Uno dei pochi a crederci fermamente è stato Luca Archetti, proprietario di Agricola il Dosso e lo dimostra con questo rosso a taglio bordolese a base di Merlot e Cabernet Sauvignon dal rapporto qualità prezzo imbattibile.

Abbinamenti: ossobuco alla milanese.

Barbera Peiragal, Marchesi di Barolo, #Afrodisiaco

Barbera Peiragal Marchesi di Barolo

Un rosso morbido e sofisticato che mantiene però una certa vivacità al gusto grazie all’acidità tipica della Barbera.

La storia che racconta è bellissima. Peiragal è la scommessa dei coniugi Abbona ancora oggi proprietari di Marchesi di Barolo che, appena sposini, decidono di impegnarsi in un progetto per molti considerato folle.

Proprio nel comune di Barolo, nel vigneto di fronte casa scelgono di sacrificare del Nebbiolo per piantarci della Barbera. Il loro intento è dimostrare a tutti che se ben coltivata e vinificata, anche la Barbera possiede tutte le carte in regola per diventare un grande vino da invecchiamento sullo stile dei rossi piemontesi. Amore, pazzia e volontà sono i tre valori che si fondono in questo rosso elegantissimo e dalle dolci note cioccolatose.

Abbinamenti: ottima con il bollito alla piemontese.

Basarin, Marco e Vittorio Adriano Vini, #Saggio

Barbaresco Basarin Adriano vini

Vi piacerebbe assaggiare per Natale un Barbaresco che è stato giudicato come il migliore rosso d’Italia?

Il Basarin 2016 di Adriano Vini, che prende il nome dal Cru omonimo della zona di Neive, è stato considerato nel 2019 da Wine Enthusiast, la famosa rivista enologica made in Usa, non solo uno dei 100 vini più buoni del mondo, ma si è classificato come sesto in assoluto e primo rispetto agli altri rossi italiani. Importante, strutturato è il rosso #Saggio che non può mancare a Natale.

Abbinamenti: ravioli del pin con jus di carne o fonduta di castelmagno.

Aglianico del Vulture, Quarta Generazione, #Saggio

Aglianico del Vulture Quarta generazione

Per Natale non dimentichiamoci di essere anche sostenibili. Ce lo ricorda Giovanna Paternoster di Quarta generazione, la produttrice lucana che per queste feste propone delle confezioni regalo veramente originali.

Con l’obiettivo di ridurre il consumo di plastica, ha realizzato delle shopper in tela bellissime e riutilizzabili. Vi suggeriamo di riempirle con  il loro Aglianico del Vulture, un rosso dal carattere #Saggio.

Non troverete alcuno stemma impresso in etichetta: è il contenuto ad essere il protagonista. Una sola goccia a simboleggiare la forte personalità di questo vino dal carattere #Saggio.

Abbinamenti: arrosticini di pecora alla griglia, meglio se leggermente affumicati.

Vigna del Frassino, Mazzolada, #Saggio

Vigna del Frassino azienda Mazzolada

Un rosso corposo e strutturato a base di Merlot proveniente da una zona tutta da scoprire a cavallo tra metà tra il Veneto e il Friuli, la Doc Lison-Pramaggiore.

La bottiglia porta il nome della vigna di provenienza, Vigna del Frassino. Il nome è dedicato al maestoso Frassino di oltre 270 anni che sovrasta la vigna. E’ uno degli alberi più antichi della provincia di Venezia ed è tutelato dall’Unesco.

Abbinamenti: cappone ripieno con castagne.

Turriga, Argiolas, #Saggio

Turrita dell'Azienda ArgiolasIl Turriga è considerato non solo uno dei migliori vini rossi sardi ma uno dei più importanti d’Italia. A base principalmente di uve Cannonau, il Turriga è un cavallo di razza dal carattere #Saggio che da anni si aggiudica i podi dei più prestigiosi campionati enologici d’Italia e del mondo. 

Perché l’abbiamo scelto? Il Cannonau è stato considerato il più antico vitigno del mediterraneo dopo che sono stati ritrovati dei semi in Sardegna risalenti a circa 3200 anni fa.

Inoltre pare sia uno dei principali responsabili della grande longevità della popolazione sarda grazie all’alta concentrazione di antiossidanti che si ritrovano nelle sue bucce. In pochi sanno che la Sardegna è una delle cinque regioni del mondo che rientrano nella Blue Zone.

Si tratta di un concetto coniato dagli studiosi Gianni Pes e Michel Poulain per identificare un’area demografica e/o geografica del mondo in cui le persone vivono più a lungo della media.

Abbinamenti: cinghiale in umido con bacche di ginepro e mirto.

Chianti Classico, Castello Vicchiomaggio, #Carismatico

Chianti Classico Castello VicchiomaggioUn classico tra i rossi italiani che non può mancare sulle nostre tavole a Natale, soprattutto per il pranzo del 25 .Volete stupire amici e familiari? Raccontategli la storia del Galletto Nero simbolo del Chianti Classico! 

La leggenda narra che nel XIII secolo, quando le Repubbliche di Firenze e Siena lottavano aspramente per ottenere la supremazia l’una sull’altra, il territorio del Chianti, fosse duramente conteso. Era necessario tracciare dei confini per mettere fine alle dispute e fu così che si pensò a una singolare sfida: due cavalieri sarebbero partiti dalle rispettive città e il confine sarebbe stato fissato nel punto del loro incontro. Sarebbero dovuti partire all’alba al primo canto del gallo. I senesi scelsero un gallo bianco, i fiorentini un gallo nero. Questi ultimi però utilizzarono uno stratagemma. Tennero chiuso e a digiuno il galletto nero per giorni per indurlo in un forte stato di esasperazione. Il giorno della partenza, quando lo liberarono, il gallo furioso iniziò a cantare a squarciagola prima dell’alba. Il grande vantaggio del cavaliere fiorentino gli permise di conquistare quasi tutto il territorio del Chianti che passò sotto il controllo della Repubblica Fiorentina.

Abbinamenti: cappelletti in brodo o la classica Fiorentina.

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