WINESHOW: BUONO NON LO CONOSCEVO

Redazione di Vinhood

Si tende spesso a scegliere i soliti vini, quelli più famosi o che abbiamo già assaggiato diverse volte, certi di non incappare in spiacevoli sorprese. 

Ma che ne è di quello spirito d’avventura? Quella voglia di scoperta che ci fa sentire come dei piccoli Cristoforo Colombo quando troviamo, inaspettatamente, dei vini che diventano i nostri preferiti?

Per questo, durante il Wineshow “Buono non lo conoscevo”, abbiamo voluto farvi sperimentare qualche etichetta meno popolare che a nostra volta avevamo scoperto per caso e di cui ci eravamo innamorati all’istante.

 ECCO COSA ABBIAMO DEGUSTATO

Champagne Cordon Rouge di G.H Mumm, carattere #Birichino 

Abbiamo servito come calice di benvenuto lo Champagne Cordon Rouge dal carattere #Birichino. In una serata di sconosciuti è sempre bello poter contare su un amico di vecchia data per sentirsi a proprio agio!

“Terre di Olfino” Garda Doc di cantina Gozzi, carattere #Stuzzicante

 Ci troviamo in provincia di Mantova, una terra di confine spesso più emiliana che lombarda. Questo bianco è frutto di un blend di uve Garganega, Trebbiano Giallo, Chardonnay e Riesling Italico raccolte a mano nelle vigne ad Olfino di Monzambano, sulle colline moreniche a sud del Lago di Garda. 

A giudicare dalla scelta dei vitigni ci si potrebbe aspettare un vino poco profumato e tendenzialmente “banale” al palato.

Tutto il contrario!

 Dai profumi floreali e fruttati, intensi e complessi, è in bocca che dà il meglio di sé: nonostante la sua verve acida e il finale sapido, è la morbidezza e la corposità impressa dall’alcol, a dare tono alla bevuta. Per questo il suo carattere è decisamente #Stuzzicante.

Una scoperta veramente interessante soprattutto quando abbiamo svelato il prezzo.

Tenevi forte….. 6 euro!

Nakone 2017, Terre Siciliane Igt di Sette Aje, carattere #Etnico

Nakone è un vino rosato e normalmente avremmo dovuto assegnargli il carattere #Eccentrico. Tuttavia abbiamo deciso che era impossibile ridurre tutto il mondo dei rosati ad un’unica categoria, ci sembrava di sminuirla e di sicuro ci stavamo perdendo le mille sfumature che questa tipologia di vini può offrire.

Il Nakone della cantina Sette Aje è assolutamente un esempio di quanto affermato sopra.

Infatti tutto ci si aspetta da un rosato tranne che essere un vino aromatico come questo blend di Moscato e Uva Antica, dal colore rosa antico con riflessi aranciati. Un vino non solo poco conosciuto ma che rappresenta la scoperta nella scoperta. Infatti è ottenuto da un blend di uva moscato (e fin qui tutto normale) e Uva Antica. 

E cosa è mai l’uva antica? In realtà nessuno lo sa con precisione ed è proprio per questo che le 4 sorelle produttrici di Sette Aje hanno deciso di assegnare a queste viti, ritrovate tra i propri filari, un nome tanto misterioso ed evocativo: uva antica.  

Per lo stesso motivo hanno dato al vino il nome di ‘Nakone’, come l’antica e mai ritrovata città di Elima. Si pensa sia situata nei pressi della Rocca d’Entella, lungo le sponde del Crimiso (fiume Belìce) anche se nessun archeologo o studioso è mai riuscito a localizzarla. Quello che colpisce nel vino è sicuramente il profumo dove si riconoscono le inconfondibili note speziate del moscato. In bocca è caldo ma non troppo strutturato e complessivamente morbido. Il carattere? A breve scopriremo i nuovi caratteri dei rosati, per ora l’abbiamo classificato come un vino #Etnico.

Pinot Nero “Noir”, Oltrepò Pavese Doc di Tenuta Mazzolino, carattere #Carismatico 

Qui in realtà abbiamo un po’ barato…il Noir è tutto meno che uno sconosciuto! È infatti uno degli esempi di Pinot Noir più importanti e meglio riusciti dell’Oltrepò Pavese. L’abbiamo inserito in degustazione perché a volte è bello vedere i volti sorpresi di chi riscopre (più spesso scopre) la grandezza dell’Oltrepò e si rende conto della capacità di questa terra di produrre dei vini pazzeschi. 

Ci troviamo a Corvino San Quirico, su terreni di natura argillosa e calcarea, esposti a Nord e Nord-Ovest, avviati nel 1980 utilizzando dei cloni di Pinot Nero importati direttamente, pensate un po’, dalla Borgogna.

Dopo la vinificazione, il “Noir” riposa per circa un anno in barrique di rovere francese, Allier e Troncais, per un terzo nuove, un terzo di secondo passaggio e un terzo di terzo passaggio e sarà per questo che tanto ricorda i Pinot Noir d’Oltralpe.

Il profumo evolve dai piccoli frutti rossi, fino alla rosa canina e infine al cuoio. 

Un Pinot Noir #Carismatico: fresco e sapido con un tannino presente ma abbastanza morbido e un gusto persistente.

“Campo delle Conchiglie”, Toscana Igt di Poderi le Fontanelle Lavacchio, carattere #Saggio 

 Va beh qui veramente siamo rimasti tutti scioccati.

Bere vini di questo livello per caso e alla cieca è come uscire per fare la spesa e incontrare Monica Bellucci o Brad Pitt (dipende dai gusti :) ). Un rosso incredibile che si produce a Lavacchio, un’area confinante con la Doc del prestigioso Brunello di Montalcino. Abbiamo assaggiato l’annata 2012 che a detta di Sebastiano, il produttore, è un blend di Sangiovese (almeno l’85%) e una piccola di percentuale di Petit Verdot, Merlot e Ciliegiolo. Dagli ultimi anni però in azienda hanno scelto di vinificare solo uve Sangiovese per la produzione del Campo Saline.

Il colore è proprio quello tipico di un vino d’annata, rosso rubino non troppo scarico ma con netti riflessi aranciati. Il profumo è un’esplosione di Toscana: frutta rossa matura, viola, tabacco, cuoio e una leggera nota ematica. 

In bocca è caldo, strutturato e sontuoso…è un vino #Saggio, uno di quelli che la sanno lunga!

“Passito di Grillo Donna Rosalia”, Sicilia Doc di Sette Aje, carattere #Affettuoso 

Uno dei pochissimi e rari esempi di passito di Grillo prodotti in Sicilia. 

Deriva da uve appassite naturalmente in pianta, che vengono poi raccolte a mano. Il colore è quello tipico di un passito dal carattere #Affettuoso: giallo dorato con riflessi ambrati, il profumo è molto intenso con sentori di caramello, frutta candita, miele, vaniglia pepe e tabacco.

In bocca è molto dolce anche se equilibrato da una buona acidità.

A questa espressione stilistica di dolcezza le quattro sorelle della cantine Sette Aje non potevano che dargli il nome della loro adorata nonna, Donna Rosalia, la colonna portante delle donne della famiglia Cannata. 

Dicono infatti: “Abbiamo voluto dedicare a lei questo vino importante e meraviglioso, alla sua energia, alla sua sapienza”.

Ti abbiamo fatto venire voglia di partecipare ai nostri Wineshow? Visita la pagina eventi per saere quand’è il prossimo!

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