IL VECCHIO PIANTA LA VIGNA, E IL GIOVANE LA VENDEMMIA

Barbara Fassio

vigna e vendemmia

Questo proverbio racchiude tanta saggezza popolare, il sunto dell’esperienza di anni di coltivazione della vite. La pianta dell’uva richiede anni per diventare produttiva, talvolta generazioni appunto. La crescita e lo sviluppo della vite possono durare fino a 4 anni, dopo i quali i vigneti sono messi a frutto.

Da fine Agosto generalmente comincia la fase più importante della vita di una cantina, il raccolto di tutta la fatica portata avanti in un anno di coltivazione. Ogni terroir ed ogni varietà di uva richiedono tempistiche differenti, quindi la vendemmia non inizierà in tutta Italia nello stesso periodo, ma prima o poi lungo tutto lo stivale la maturazione arriverà a compimento e moderne gerle traboccheranno di acini profumati.

Oggi come in passato la vendemmia rappresenta anche un momento tradizionale per le realtà agricole, racchiude un potente valore storico ed umano, insito nella condivisione e nel territorio.

CHE BELLO VENDEMMIARE

La vendemmia è la raccolta dell’uva in vigna e il suo successivo trasporto in cantina, per iniziare il processo di vinificazione: grazie alla fermentazione alcolica il mosto si trasformerà in vino.

Come racconta Pavese questi “sono i giorni più belli dell’anno. Vendemmiare sfogliare, torchiare non sono neanche lavori; caldo non fa più, freddo non ancora; c’è qualche nuvola chiara, si mangia il coniglio con la polenta e si va per funghi”. Certamente la prosa del grande autore piemontese non sottolinea la fatica che questa attività comporta: vendemmiare è assolutamente un lavoro, che richiede perizia ed attenzione. Ma che avvenga in alcuni dei giorni più belli dell’anno è indubbio: attraversare vigneti carichi di grappoli maturi, avvolti dai colori cangianti preludio dell’autunno è un’esperienza che non si può dimenticare.

Volendo vivere questa esperienza, potete godervi una marcia del vignaiolo attraversando la vallata di Mezzane, una delle zone più nascoste della Valpolicella. Qui la cantina Massimago porta avanti un progetto nato dalla passione per il vino unita all’amore per la condivisione e l’accoglienza. Camilla Rossi Chauvenet , anima della cantina, con il suo team di giovani appassionati vi accoglierà per farvi conoscere e approfondire il mondo del vino legato alla cultura, alla storia e alla natura. Massimago può offrirvi un’esperienza unica sorseggiando Amaroni di rara eleganza.

I TEMPI DELLA VENDEMMIA

Chiaramente l’uva deve essere vendemmiata quando è matura: in che momento quindi? Sono molti i parametri da considerare, infatti in base al tipo di vino che si desidera produrre, è possibile decidere il periodo ideale della vendemmia. Fattore non trascurabile è lo stato di salute delle uve, determinato dalla stagione climatica che hanno passato.

L’obiettivo di tutti i produttori è ricercare il miglior rapporto tra la concentrazione di zuccheri e degli acidi nell’uva. All’avanzare della maturazione gli zuccheri nell’uva aumentano e gli acidi diminuiscono: se quindi si vuole ottenere un mosto più ricco di acidi, come per molti vini bianchi destinati alla spumantizzazione, la raccolta delle uve viene anticipata. Se, al contrario, si desidera produrre un mosto ricco di zuccheri, è necessario lasciare maturare per più tempo le uve, per ottenere vini ad alta gradazione alcolica.

uva e vendemmia

Vini strutturati, intesi e molto tannici sono prodotti dando rilievo alla componente fenolica dell’uva (cioè i polifenoli, sostanze presenti nella buccia e nei vinaccioli quali i tannini, i flavoni e gli antociani). La raccolta, anche in questo caso, può essere quindi guidata dalla ricerca del momento di maggior concentrazione di tali sostanze nell’uva, la cosiddetta maturazione fenolica.

La maturazione aromatica invece rappresenta la ricerca da parte del vignaiolo di maggiore accumulo di sostanze aromatiche tipiche di alcune varietà. La concentrazione di queste componenti aromatiche nelle bucce aumenta con la maturazione: l’esperienza rende i produttori abili ad individuare il miglior momento, prima che questa ricchezza aromatica inizi a decrescere.

Per comprendere al meglio la vita in cantina Tenute dei Paladini vi saprà accogliere dai primi giorni di Agosto, periodo in cui tra le vigne siciliane inizia la vendemmia di alcune varietà. A Marsala, Emanuela e la sua famiglia hanno scelto di lavorare completamente biologico e questa attenzione all’ambiente è fondamentale per favorire la scoperta del vigneto per chi li visita.

evento vino

A partire dall’evento Risveglia i tuoi sensi alle visite con degustazione, ogni attività prevede un vero e proprio tour enogastronomico in vigna: passeggiata con raccolta delle uve e possibilità di partecipare alla pigiatura. La perfetta conclusione è un assaggio guidato di vini accompagnati da stuzzichini e piatti tradizionali della regione: una immersione nella sicilianità. In questo Tenuta Paladini vuole valorizzare il duro lavoro nascosto dietro ogni bottiglia: i valori e la forza che ogni bicchiere racchiude raccontano che solo chi crede nelle proprie capacità, nello spirito di sacrificio e nell’amore per la propria terra, potrà dare un giusto esempio per le generazioni che verranno.

L’ARTE DELLA RACCOLTA

Il periodo di raccolta è un momento molto delicato per i grappoli che devono arrivare alla cantina perfettamente integri: ogni rottura o schiacciamento degli acini potrebbe provocare fermentazioni spontanee indesiderate. In passato questo processo veniva fatto esclusivamente a mano ed ancora oggi in molte cantine questo è il metodo prediletto. La precisione nel selezionare solo i grappoli perfettamente maturi, a possibilità di lavorare anche in terreni non particolarmente accessibili e le piccole dimensioni di alcuni vigneti sono fattori che favoriscono la predilezione per questo metodo.

Alla cantina Cinque Quinti nel cuore di uno dei Borghi più belli d’Italia, in Monferrato, avrete proprio la possibilità di provare la vita tra i filari, di raccogliere l’uva imparando il metodo manuale: grazie alla Vendemmia esperienziale vivrete un’esperienza in vigna a 360 gradi. La raccolta manuale prevede che i grappoli vengano tagliati dal peduncolo con le apposite forbici e poi adagiati in cestelli o piccole cassette, contenenti circa 15-20 chili. Vi spiegheranno l’importanza di porre attenzione alla qualità dei grappoli, scartando quelli attaccati da muffa o difetti, sempre per non contaminare il futuro vino. Le cassette vengono poi trasportate in cantina, per la successiva pigiatura e diraspatura: qui scoprirete come questo frutto così speciale diventa prima mosto e poi il nettare tanto amato, il vino. La famiglia di Cinque Quinti, composta proprio di cinque fratelli che hanno preso in mano la cantina di famiglia, vi coinvolgerà in una degustazione che vi farà assaporare il frutto del vostro duro lavoro.

uva

Talvolta il rapporto tra costi e benefici nella produzione di certi vini richiede un processo meno tradizionale, ma più efficiente, soprattutto quando si lavora su grandi superfici vitate. In questo caso alcuni produttori ricorrono alla vendemmia meccanizzata, con l’ausilio di macchine vendemmiatrici. Grazie agli “scuotitori” l’uva si distacca dalla pianta e cade su appositi strumenti creati per la raccolta. Anche le fasi successive, fino in cantina, vengono gestiste da appositi dispositivi meccanici.

AGOSTO MATURA E SETTEMBRE VENDEMMIA

Così tramanda la tradizione, ma come abbiamo detto ogni zona e ogni annata è differente: se generalmente la vendemmia si completa nella fase iniziale dell’autunno, alcuni produttori la posticipano fino alle porte dell’inverno. La cosiddetta vendemmia tardiva infatti prevede di lasciare i grappoli sulla pianta perché appassiscano e permettano poi la produzione di vini dolci da dessert. Subito dopo la vite perde le foglie ed entra in riposo per la stagione invernale.

Questo tipo di vendemmia nacque anticamente in Francia, dove il termine Vendange tardive è parte del lessico vitivinicolo tradizionale. In Italia, invece, storicamente i vini passiti sono stati prodotti in seguito ad un appassimento delle uve recise dalla pianta. Oggi questa soluzione di maturazione prolungata in vigna, invece, è spesso preferita perché permette di ottenere vini con una particolare freschezza, più apprezzata dai consumatori.

Per comprendere al meglio i vari processi di vinificazione, che spesso sono conseguenza di scelte importanti fatte in vigna, potete provare l’esperienza che la cantina Torrefornello propone a chi vorrà andare a visitarli a Val Tidone, una delle quattro vallate che segnano le colline di Piacenza.

Esplorando un territorio ricco di storia e dal paesaggio straordinario, sarete immersi nella natura e nell’arte, fortemente valorizzata da questa cantina che da anni collabora con l’Accademia di Belle Arti di Brera, con giovani artisti emergenti e con grandi maestri.

Il loro percorso di visita con degustazione è una vera immersione nella vita di un produttore di vino: partendo dalla passeggiata tra i filari per scoprire le diverse varietà, fino alla visita alle cantine di lavorazione con spiegazione dei principali sistemi di vinificazione. Scoprirete tutto ciò che ha contribuito a creare i vini che poi andrete a degustare, perché alla fine anche il palato vuole la sua parte!

Il momento della vendemmia racchiude saggezza popolare, esperienza e molta tecnica: è cruciale per la futura annata di vini, richiede moltissime energie concentrate in breve tempo, diventa totalizzante per i produttori. L’amore e la perizia che durante l’anno trascorso sono stati impiegati per lavorare seguendo i tempi e le modalità imposte dalla natura, vedono qui il loro raccolto. Potervi partecipare è un arricchimento umano e cognitivo, ci rende partecipi di un rito ancestrale che si tramanda da generazioni, come perdere una tale occasione?

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