I paesi produttori dei premium teas di alta gamma
Il tè vanta una storia antichissima e le sue origini sono state mitizzate in ogni Paese. Scopriamoli insieme!

Il tè vanta una storia antichissima e le sue origini sono state mitizzate in ogni Paese. Secondo la leggenda cinese, l’imperatore Shen Nong, padre dell’agricoltura e della medicina, era estremamente attento all’igiene, tant’è che beveva solo acqua bollita. Un giorno, nell’anno 2737 a.C., mentre sedeva a riposare all’ombra di un albero di tè selvatico, una lieve brezza ne fece cadere alcune foglie nell’acqua che bolliva, colorandola di oro. Incuriosito, l’imperatore l’assaggiò ed esclamò: “Da ciò che il Cielo ci invia, scaturisce in noi l’armonia”. Portò la bevanda alla bocca e da quel gesto nacque la tradizione del tè.
L’ORIGINE DEL TÈ E I PRINCIPALI PAESI DI PRODUZIONE
Al di là delle leggende, il tè costituisce uno dei maggiori contributi da parte della Cina all’umanità e alla civilizzazione. La Cina è il Paese originario della pianta del tè e il popolo cinese è stato il primo a scoprirla e a utilizzarla. L’usanza di bere tè nei secoli ha dato vita a una industria di vastissime proporzioni e a una cultura multiforme e raffinata, diffusa in tutto il mondo. Nel 2020 il mercato globale del tè è stato valutato per un valore di circa 207,1 miliardi di dollari e si prevede che salirà a 266,7 miliardi entro il 2025.
La storia della pianta del tè e della sua diffusione nelle culture e nelle tradizioni in tutto il mondo è complessa e articolata, meriterebbe una trattazione a sé. Qui ci limiteremo a una rapida panoramica, per seguire le principali tappe della sua diffusione dalla Cina, dove tutto ebbe inizio, verso i maggiori Paesi produttori. Attualmente il tè viene coltivato per essere commercializzato in più di 32 Paesi distribuiti in tutto il mondo. Queste nazioni si trovano nella fascia tra i due Tropici: Cina, India, Kenya e Sri Lanka sono i maggiori produttori ed esportatori, ma ci sono molte altre regioni con una produzione significativa per il mercato.
CINA
Nel vasto territorio del Dragone possiamo trovare tutte le sei famiglie di tè e una varietà di prodotti non riscontrabile in altre zone di produzione. Nonostante questa ricchissima offerta, il tè verde resta la tipologia più apprezzata dalla popolazione cinese, che consuma circa i due terzi del tè che produce, circa: un 75% di tè verde, un 20% di tè neri ossidati e fermentati e un restante 5% di tè wulong. Il tè bianco e il tè giallo restano, al confronto, delle produzioni di nicchia. La coltivazione del tè si concentra nelle province situate a sud-est, e in particolare a Fujian, Zhejiang, Yunnan, Sichuan, Hunan, Hubei e Anhui. I migliori raccolti provengono dalle zone di collina e di montagna, i nomi delle quali sono spesso associati ai migliori crus. In questo troviamo una grande similitudine con i grandi vini prodotti in Francia: piccoli villaggi con una grande expertise tramandata nei secoli hanno dato il nome ai migliori tè che producono.
Nella provincia del Fujian, da cui proviene circa il 20% della produzione totale cinese, possiamo trovare alcuni tra i migliori tè verdi, i tè bianchi, i tè profumati al gelsomino e wulong leggendari come il Da Hong Pao dalle montagne Wu Yi e il Tie Guan Yin dalle colline intorno a Anxi. Nello Zhejiang, troviamo prevalentemente tè verdi, tra cui l’elegante e raffinato Long Jing e il Gunpowder, quest’ultimo prodotto su larga scala per l’esportazione verso il Marocco e i Paesi nordafricani. Dallo Yunnan provengono tè neri ossidati e tè neri fermentati (i famosi Pu Erh, in foglia o pressati) di eccellenza, spesso prodotti da piante di tè selvatiche o antiche ad alto fusto. Ultima, ma non per importanza, l’Anhui con i suoi straordinari tè verdi delle montagne Huang Shan e il Qimen (o Keemun), uno tra i tè neri ossidati più apprezzati non solo in Cina ma a livello mondiale.

INDIA
Il tè connotato come “all’inglese” lo troviamo qui. Introdotto a metà del 1800, veniva coltivato e lavorato unicamente per l’esportazione. Oggi, però, il consumo locale assorbe circa l’80% della produzione totale, che fa guadagnare a questo Paese il secondo posto al mondo nella classifica dei principali produttori di tè.
Le principali zone di produzione sono il Darjeeling, l’Assam e il Nilgiri. Le altre zone (Dooars, Kangra, Munnar, Sikkim, Meghalaya) sono meno significative in termini di resa del raccolto. Vi consiglio, tuttavia, di degustare per la loro alta qualità i tè prodotti in Sikkim e Meghalaya. Non sono facili da reperire ma lo sforzo verrà ampiamente ricompensato. Sebbene la lavorazione del tè verde sia stata introdotta negli ultimi 20-30 anni, l’India è famosa in tutto il mondo per i tè neri e le loro caratteristiche uniche e distintive: i Darjeeling per la vivacità delle note di moscatello e gli Assam per il loro corpo e le intense note dal sentore di malto e di miele.
KENYA
Nel continente africano il tè viene coltivato principalmente in Kenya e, a seguire, in Malawi, Ruanda, Uganda, Tanzania, Burundi, Camerun, Etiopia, Repubblica Democratica del Congo e Mozambico. Anche se il costante incremento del commercio di tè a foglia intera di qualità premium stia cambiando l’industria del tè africano, la produzione rimane incentrata soprattutto sui tè neri CTC a pezzatura piccola destinati al blending e alle bustine. Il tè prodotto è forte, corposo, ideale per la prima colazione. I manager di alcune piantagioni hanno migliorato nettamente la qualità e i loro grandi crus si stanno facendo largo sul mercato internazionale. È invece da seguire con attenzione l’evoluzione dei silver tips (tè bianchi) e del purple tea (il tè viola ricco di antociani) prodotti in Kenya e, in Malawi, delle perle di tè bianco, del tè nero affumicato e del vero nero fermentato, novità assolute in questo continente.

SRI LANKA
L’isola di Ceylon, al quarto posto nella classifica dei principali Paesi di produzione, passò a produrre il tè nel 1860 quando l’Hemilei Vostatrix (la ruggine del caffè) colpì la regione e sterminò tutte le colture. I monsoni rendono rigogliosi i giardini dove il tè viene classificato secondo l’altitudine ove cresce: low grown tra il livello del mare e i 600 m, mid grown tra i 600 e i 1200 m, high grown oltre i 1200 m. Più si sale in quota e più i tè si fanno fragranti, delicati, agrumati e floreali, mentre più si scende diventano maggiormente robusti con note maltate e balsamiche. Le principali zone di produzioni sono Nuwara Eliya, Kandy, Dimbula, Ruhuna, Uva e Uda Pussellawa.
GIAPPONE
Il Paese del Sol Levante non è annoverato tra i produttori di tè con una maggior resa, ma i suoi tè verdi, come il Sencha o il Matcha, sono degli speaking names, ovvero sono conosciuti anche tra i non bevitori di tè di ogni latitudine. La diffusione della bevanda in questa nazione ha radici molto antiche. Bisogna infatti tornare al periodo compreso tra il 794 e il 1195 quando avvennero i primi scambi tra i monaci zen e i monaci buddisti cinesi. Oltre alle pratiche religiose e alla meditazione apprese in Cina, tornando in patria, i monaci giapponesi portarono con sé anche i semi del tè e l’arte di prepararlo. Ben presto il tè e la spiritualità divennero inseparabili. Ai giorni nostri, le principali zone di produzione si trovano nelle prefetture di Shizuoka, Mie, Kyoto, Kagoshima.
Quasi tutto il tè prodotto è verde cotto al vapore. La foglia lavorata ha una tipica forma aghiforme di un colore verde scuro molto brillante, ottenuta mediante una lavorazione che prevede una serie di passaggi in macchine per la rollatura, prima dell’essiccazione finale. In tazza questi tè sono freschi, di un corpo medio, con spiccate note vegetali e umami. In questi ultimi anni alcuni produttori hanno iniziato a lavorare anche i tè wulong, neri ossidati e neri fermentati. Queste produzioni di alta qualità restano, per il momento, di nicchia.
TAIWAN
L’industria del tè a Taiwan ha una storia antica. Nel XVII secolo, durante la dominazione olandese, numerosi braccianti del Fujian furono portati sull’isola per costruire la colonia. Questa popolazione, provenendo dalla zona d’origine dei migliori tè wulong cinesi, portò il proprio know-how e le talee delle piante del tè.
Da questo momento tutto ebbe inizio, anche se si deve aspettare il tardo XX secolo per veder fiorire una produzione su vasta scala da commerciare al di fuori dei confini. L’isola di Formosa è famosa per i suoi wulong di eccellenza. Il tè è parte integrante della vita e della cultura taiwanese e, ancora oggi, sono molto diffuse le case del tè dove è possibile degustare i tè wulong preparati secondo lo stile Gong Fu Cha. Tra i più raffinati, basta citare il Bao Zhong molto floreale grazie a una bassissima ossidazione, il Jin Xuan dalle avvolgenti note lattee e burrose, i fragranti Gao Shan di alta montagna e, aumentando il livello di ossidazione, il Dong Ding e i Bai Hao (Oriental Beauty).

Continuando questo viaggio attraverso le principali zone di raccolta, dobbiamo menzionare anche il Vietnam, l’Indonesia, la Turchia, l’Argentina, la Corea del Sud, il Nepal, la Georgia, solo per citarne alcuni. Continuate a seguirci perché questo giro intorno al mondo è appena iniziato!
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