DICI COCKTAIL ED È SUBITO ESTATE

Barbara Fassio

spritzSere d’estate, la luce che ci accompagna fino ad ora tarda, un leggero soffio di aria fresca che sconfigge l’afa giornaliera e, immancabili, le serate all’aperto. Dehors brulicanti di persone in cerca di svago, risate e brindisi in aspettativa delle tanto attese vacanze. Città che si popolano di spazi all’aperto, parchi ed edifici storici trasformati in cocktail bar esclusivi: chiasso e colore, leggerezza e buona musica. 

In questa stagione le occasioni per brindare sembrano essere sempre di più, la voglia di ritrovarsi con gli amici e di appagare la propria voglia di vivere trova alleati in strabilianti cocktail list preparate da barman esperti. 

Unire questa euforia al baudleriano “bere del genio” non è mai stato così facile: dopo avervi accompagnati in un viaggio invernale fatto di cocktail al caffè, oggi non possiamo che farvi esplorare il meraviglioso mondo di quelli a base vino. 

PARTIAMO DALLE BASI, IL COCKTAIL DELL’ESTATE PER ECCELLENZA

Non si può non citare la bevanda più diffusa e più conosciuta in Italia in questo periodo: stiamo parlando dello Spritz. Semplice e beverino, protagonista assoluto dell’aperitivo. Nato e diffuso in Veneto, lo Spritz ha origini piuttosto remote: fine ‘700, gli austriaci dominano il nostro territorio, ma non tollerano i nostri vini, troppo forti. E come non pensare di allungarli, se non con acqua gassata? Il nome, del resto, deriva proprio dal verbo spritzen, che significa appunto “spruzzare”. Volete provarlo così? In alcuni locali storici nel friulano ancora ve lo servono in questo modo. 

Oggi, però, la versione più diffusa prevede l’unione del vino italiano più conosciuto al mondo, il prosecco. Facile da preparare, basta unire in uguale misura vino bianco frizzante, bitter e soda/acqua tonica.

Per una variante originale e stuzzicante, aggiungete un tocco di zenzero fresco e non lesinate sul ghiaccio, va gustato freddissimo!

I FRUTTI DELL’ESTATE

Quando il sole arroventa le spiagge e scotta incauti escursionisti in montagna, le piante di fico iniziano il loro periodo d’oro. Frutti succosi e dolcissimi, da cogliere nell’arco di pochi giorni per poi creare originali ricette. Perché, quindi, non pensare ad un cocktail dai sapori dolci e fruttati, delicato e facile da apprezzare per chi non ama l’elevato grado alcolico.

Il vino migliore? Un vino aromatico e vivace sarà la scelta giusta, consigliamo un Muller Thurgau, bianco prodotto prevalentemente nel sud-Tirolo. Non si sbaglia, però, anche con un altro vino profumato, quale il Riesling, tedesco senza esitazioni.

Alla lista ingredienti, poco da aggiungere: lime e alcune foglie di menta fresca.

Versate in un tumbler basso colmo di ghiaccio triturato:

  • 4 cl di vino 
  • 2 cl di soda
  • 1 lime tagliato a pezzetti
  • mezzo fico fresco 
  • 3 foglie di menta

cocktail con fico

VOGLIA DI TEQUILA

C’è chi la ama e chi assolutamente no, ma sicuramente la Tequila ci ricorda terre lontane, un Messico pericoloso e inesplorato, la meraviglia di una pianta succulenta dalle proprietà che paiono miracolose, l’agave. E il caldo, il caldo afoso e opprimente che questi panorami sembrano raccontare: come rinfrescarsi sfruttando questo distillato scelto per decine di drink internazionali? Preparando un ottimo Red Splash, cocktail nato dalla mixology statunitense. 

Si prepara meglio con uno shaker, con ghiaccio a cui aggiungere 5 ml di limone, 5 ml di succo d’agave e 5 ml di succo di lime. Se il nome non inganna, il vino da scegliere deve essere un rosso, giovane e non troppo corposo: nello shaker se ne aggiungono 5 cl ed altrettanti di Tequila. Agitare per qualche secondo e poi servire con un’immancabile scorza di limone nel bicchiere.

PITTORI E MUSICISTI ALLA CORTE DEI SIGNORI

I nomi che questi cocktail classici portano sono un omaggio ad alcuni artisti della nostra penisola: il rinascimentale pittore Bellini e colui che fu definito “il Mozart italiano”, Rossini.

Cocktail sicuramente facili da preparare e di assoluta semplicità aromatica, accompagnano l’aperitivo di chi non cerca toni amaricanti, ma piuttosto il ricordo della dolcezza della frutta fresca.

Colorati e sgargianti, entrambi si possono preparare con il prosecco, cambiando il frutto protagonista: pesca per il Bellini e fragole in preparazione del Rossini.

bellini

Nato da un’idea del barman Giuseppe Cipriani, il Rossini classico si prepara con la polpa di fragole fresche frullate e ben separate dai semi: semplicemente basta versare questo frullato in un flûte e unirvi lentamente del prosecco ben freddo, fino a colmare il bicchiere.

Per cercare di proporre con originalità, osate delle varianti a base Chardonnay, Moscato o Malvasia.

Questa ricetta non poteva non dare adito a rivisitazioni stagionali: dal famoso Giusti, in cui si uniscono 7 cl di Prosecco brut a circa 3 cl di melone frullato, fino all’originale Tintoretto. Quest’ultimo prevede di unire al vino frizzante il succo di melograno. In inverno come farete? Vi dedicherete un Mimosa, preparato con il succo di arancia.

IL PRINCIPE DEI VINI IN MISCELAZIONE

Per gli amanti delle bollicine raffinate, per i cultori dello Champagne che vogliono osare un cambiamento il French 75 è un classico intramontabile. Protagonista assoluto di aperitivi eleganti, questo cocktail prevede l’unione di succo di limone al vino: 

  • 30 ml di gin
  • 60 ml di Champagne
  • 15 ml di succo di limone
  • 15 ml di sciroppo di zucchero (o un cucchiaino di zucchero bianco)

I più esperti potrebbero notare la somiglianza con un altro grande classico, il Tom Collins, ma nel caso del French 75 è proprio il vino a fare la differenza, sostituendo la soda. 

È un cocktail il cui nome è misterioso quanto l’origine: pare derivato dal suo creatore, Harry MacElhone all’Harry’s American Bar di Parigi nel 1925, e con riferimento alla pistola 75 mm utilizzata dai militari francesi durante la Prima Guerra Mondiale. Sicuramente la sua fama è legata al fascino e all’eleganza dell’indimenticabile di Humprey Bogart che lo assapora con la meravigliosa Ingrid Bergman in “Casablanca”. Se volete scoprire questa ed altre curiosità sui cocktail protagonisti di pellicole iconiche, non perdetevi il nostro articolo.

L’INVENZIONE DEL SINDACO DI DIGIONE, FELIX KIR

Basso tenore alcolico e semplicità di preparazione a casa? Avete il drink perfetto per voi: ufficiale IBA, diffuso dalla Borgogna come aperitivo, il Kir si prepara con un vino bianco secco: le note fruttate e dolci invece sono la caratteristica che regala la crème de cassis, un liquore francese a base di ribes nero responsabile anche della colorazione vermiglia. 

Versate 10 m di Crème de Cassis in un flûte e coprite poi con 90 ml di vino bianco: per restare fedelissimi alla tradizione, dovreste scegliere un Bourgogne Aligote o uno Chablis. Per la versione Kir Royal? Cambiate il vino, utilizzando…immancabilmente Champagne! 

UN NOME FRANCESE PER UN LONG DRINK ALTOATESINO

Pensavamo di sorseggiare un cocktail che richiamasse il suono delle campane a Notre-Dame? E invece, bevendo un Hugo, ci ritroviamo a degustare una creazione di origine italiana, frutto della maestria del bartender Roland Gruber. Creato nel 2005 come alternativa allo Spritz, ha trovato uno stuolo di ammiratori per la sua leggerezza e freschezza.

In origine pare che a caratterizzarlo fosse lo sciroppo di melissa, che oggi viene largamente sostituito da quello di sambuco, profumato e dolcissimo.

Per preparare l’Hugo vi serviranno:

  • 30 ml di sciroppo di fiori di sambuco 
  • 60 ml di Prosecco 
  • 60 ml seltz (o di acqua frizzante)
  • foglie di menta fresca e ghiaccio

Mettete in un calice ampio diversi cubetti di ghiaccio, aggiungete il prosecco, il seltz e lo sciroppo di fiori di sambuco. Decorate con foglie di menta fresa e siete pronti per il vostro happy hour.

hugo

Adesso non vi resta che sbizzarrirvi con tartine e stuzzichini in accompagnamento!

Qual è il tuo carattere? Fai il test!
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