La stagione del Chai-parte 1
È il tempo dei maglioni e delle sciarpe di lana e per noi amanti del tè significa una cosa sola: la stagione del chai è arrivata!

È il tempo dei maglioni e delle sciarpe di lana e per noi amanti del tè significa una cosa sola: la stagione del chai è arrivata! I giorni più freddi dell’anno sono semplicemente perfetti per sorseggiare questo tè speziato e avvolgente che riscalda anche le nostre anime.
PARTIAMO DALLE DEFINIZIONI DI BASE
Il nome corretto è masala chai che letteralmente significa tè con una miscela di spezie.
Il nome più diffuso, dato a questo blend a base di tè nero e spezie, è chai. In India, dove è nata questa deliziosa bevanda, chai significa semplicemente tè e deriva dalla parola cinese chá che indica appunto il tè. Quindi non chiamiamolo chai tea, perché sarebbe come ripetere “tè tè” due volte!
LE ORIGINI DEL CHAI
In India, prima che il tè diventasse un’abitudine quotidiana, la popolazione locale consumava una bevanda masala calda fatta esclusivamente di spezie. Masala significa genericamente miscela di spezie e si ritiene che questa bevanda sia stata inventata come rimedio purificante e rinvigorente. Come in tutte le leggende, le origini del masala sono piuttosto vaghe: risalirebbe a 5000 anni fa (alcuni dicono addirittura 9000!). Si narra che la ricetta venne creata da un re indiano o persiano come bevanda curativa. Successivamente, a partire dall’inizio del XX secolo, l’Indian Tea Association iniziò a promuovere il consumo del tè e a consigliare il metodo di preparazione britannico che, da tradizione, prevede un’aggiunta di latte. Questo diede vita al chai speziato (tè nero, dolcificante, latte e spezie) che tutti noi conosciamo e amiamo. È innegabilmente delizioso tanto che oggi supera per popolarità la tradizionale tazza di tè all’inglese, soprattutto in Nord America! Ma non solo. In India il masala chai è diventato la bevanda più consumata, tanto da essere venduto ad ogni angolo delle strade e perfino sui treni dai venditori ambulanti, i Chai wallahs. In hindi, un wallah è qualcuno che produce o vende un particolare bene. Chai, come sappiamo, significa tè. Quindi un Chai Wallah è qualcuno che prepara il tè sul fuoco e lo vende in piccole bancarelle. In India “i ragazzi del tè” sono praticamente ovunque, esattamente dove e quando abbiamo bisogno una tazza di tè. Tipicamente, il tè è servito caldo in piccole tazze di argilla chiamate chullarhs che sono cotte su fiamma viva a bassa temperatura dagli stessi venditori. Non essendo smaltate, le tazze sono praticamente monouso: una volta vuotate, sono gettate a terra e ridotte in frantumi e, in breve, ritornano alla terra da cui provengono. Per semplificare, nel resto di questo articolo, userò la parola chai per indicare tutte le ricette a base di tè speziato.
LE PROPRIETA’ BENEFICHE DI QUESTA BEVANDA INDIANA
Il chai viene considerato una sorta di superdrink, perché unisce diversi ingredienti benefici, ciascuno caratterizzato da proprietà salutari per l’organismo: ad esempio, il finocchio e il cardamomo stimolano la digestione, lo zenzero riduce il gonfiore addominale dopo i pasti, il pepe nero è un potente antiossidante e così via. Inoltre, secondo l’Ayurveda, il latte è un vero e proprio alimento e non una semplice bevanda, caratterizzato da un sapore dolce che nutre l’organismo e lo appaga. In linea generale, si ritiene che questa bevanda abbia proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche e che possa accelerare il metabolismo. Tuttavia, non bisogna esagerare con il consumo di chai, anche perché c’è una rilevante dose di zuccheri che è poco adatta a chi soffre di patologie specifiche o segue un regime alimentare con un basso apporto calorico.
LA RICETTA DEL CHAI
La maggior parte dei chai commercializzati in Europa e nel Nord America utilizzano prevalentemente cannella, chiodi di garofano e noce moscata. Queste erano le spezie più comunemente diffuse e più facilmente reperibili dopo la seconda guerra mondiale: pensiamo alla torta di mele che preparavano le nostre nonne! In India, invece, vera mecca delle spezie, ogni regione, famiglia, individuo ha la propria miscela: qui troviamo anche il cardamomo, il pepe nero o rosa, i semi di finocchio, il cumino, lo zenzero, la curcuma, lo zafferano, la vaniglia, la citronella, l’anice stellato…
Chiarito che non esiste una ricetta fissa di chai, con ingredienti precisi e spezie strettamente selezionate e dosate, possiamo rilassarci e iniziare a sperimentare usando le nostre preferite. Chiaramente non siamo dei Chai Wallah e non abbiamo la loro esperienza, ma grazie alla nostra creatività saremo in grado di preparare un chai che si avvicinerà a quello tradizionale e otterremo una bevanda dal sapore complesso, dolce, morbido, cremoso e avvolgente.

PERCHE’ CREARE IL PROPRIO CHAI
La genialità nel creare il proprio chai consiste nell’usare solo ciò che piace o che, comodamente, è a portata di mano.
Le parole d’ordine sono assaggiare e sperimentare! Per esempio, se il gusto dell’anice non è gradito, è possibile sostituirlo con i semi di finocchio. È la scelta personale che fa la differenza e permette di cimentarsi con la vera natura della bevanda. Preparare un chai è una forma d’arte: consente di assaporare un’ampia gamma di sfumature diverse con cui sentirsi liberi di giocare rimanendo, ovviamente, sempre entro i confini delle basi della creazione di un blend equilibrato.
Ora che sappiamo tutta la storia del chai, siamo pronti per creare la nostra ricetta. Ma per scoprire la mia preferita, dovrete attendere il prossimo articolo!
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