Il caffè al bar a meno di un euro? Scelta discutibile, ma sicuramente non sostenibile
Nel mondo, ma soprattutto in Italia, vendere un caffè a meno di un euro è una sorta di vanto. Sebbene a tutti piaccia risparmiare qualche spicciolo, molti non realizzano che dietro questa scelta a pagarne le conseguenze sono soprattutto gli anelli più deboli della filiera del caffè.

Sono israeliano e vivo in Italia da più di 4 anni e come molti “stranieri” e non, ho dovuto ricredermi sull’incredibile fama – a tratti immeritata- della qualità del caffè italiano.
In questo articolo vi spiego il perché (sperando che tra voi lettori non ci siano dei fan troppo sfegatati dell’espresso. O che quantomeno non siano eccessivamente permalosi). So bene che quanto ho detto possa non incontrare il consenso di tutti, d’altronde il cliché è chiaro: “niente è più buono del caffè italiano”.
Se in un’affermazione del genere ci vedo solo una questione di gusti personali, abitudini e cultura e quindi, tutto sommato, niente di particolarmente disdicevole, la cosa che trovo veramente grave è che in Italia si è abituati a pagare 1 euro per una tazzina di caffè. Addirittura c’è chi ne fa un vanto se riesce a strappare un prezzo ancora più stracciato.
Ma siamo sicuri che pagare così poco un caffè sia un vantaggio per qualcuno?
UN PRODOTTO AGRICOLO
Il caffè, come molte altre eccellenze gastronomiche, è un prodotto agricolo e di conseguenza la qualità della materia prima è un fattore cruciale. Rispetto ad altri alimenti, però, il caffè è “lavorato” “processato”.
Non nel senso che ci ritroviamo di fronte a qualcosa di artificiale o costruito, ma che necessita di più passaggi prima di arrivare in una caffetteria. Tutto inizia nel campo, prosegue nelle fattorie e continua nelle torrefazioni. Quante mani, macchinari, attrezzature, mezzi di spedizione e test di qualità entrano in ballo.
Giusto per darvi un’idea dell’iter standard di un chicco di caffè, vi racconto tutto il suo viaggio: lavorazioni in campo e in fattoria, raccolta, selezione, fermentazione, seccatura, ancora selezione, trasporto all’estero, analisi sul caffè verde e controlli, tostatura, distribuzione e preparazioni nei bar.
E in ognuno di questi settori che compongono la cosiddetta “filiera del caffè” lavorano centinaia e centinaia di persone in tutto il mondo.
E secondo voi può una tazzina di caffè da 80 centesimi ripagare tutto questo? La risposta è ovvia: certo che NO.

fotografia di: Saar Avrashi
EFFICIENZA INVECE CHE QUALITA’
Un caffè economico significa uso di prodotti chimici in campo per non rischiare di perdere parte del raccolto, a discapito della qualità.
Un caffè economico significa sfruttamento di chi lavora nella raccolta dei chicchi, di certo l’anello più fragile della filiera del caffè.
Un caffè economico significa mancanza di selezione delle bacche che possono quindi arrivare in torrefazione marce, troppo o troppo poco mature.
Un caffè economico significa processi più veloci ed efficienti ma mancanza d’attenzione alla fermentazione dei frutti e quindi assenza di complessità e aromi nelle nostre tazze.
Un caffè economico significa privilegiare quegli esportatori che sottopagano i propri lavoratori e i produttori da cui si riforniscono.
Un caffè economico significa una torrefazione che svolge il suo lavoro senza alcuna passione, in maniera meccanica e superficiale per ottenere un prodotto standard e banale piuttosto che un’eccellenza gastronomica.
Capisco che un caffè a prezzo stracciato può avere un certo appeal. Come so che pagare 20 euro per una confezione di chicchi o 8 euro per una tazzina sia roba per ricchi o per maniaci del caffè. Ma non c’è bisogno di essere estremi e scegliere tra il prodotto più economico in assoluto e quello a prezzi proibitivi.
Vi consiglio di dare un’occhiata qui: (‘Why Does Espresso Still Cost 1 Euro In Italy? By Perfect Daily Grind‘)
DIVENTARE CONSUMATORI RESPONSABILI
Dopotutto, ormai molti di noi hanno imparato a essere consapevoli di ciò che ci circonda. Sappiamo che anche delle semplici scelte di consumatori, possono essere decisioni importanti che in qualche maniera riflettono chi siamo e in quali valori crediamo.
Scelte che hanno un impatto enorme a livello sociale, economico e ambientale. Se ci fermassimo tutti a pensare per un secondo e ci rendessimo conto delle conseguenze che una singola tazzina di caffè, irragionevolmente economica, ha su così tante persone e settori, le cose cambierebbero.
In ogni caso un caffè troppo economico non sarà mai la scelta più sostenibile e responsabile da prendere.

fotografia di: Saar Avrashi
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