BRINDARE ALLA PASQUA, STAPPANDO UNA BIRRA!

Simone Massenza

birre di pasqua

La Pasqua è alle porte, e fra un agnello, un capretto ed una torta pasqualina, quale birra scegliere per brindare assieme? Esiste una birra dedicata a questa festività?

 State tranquilli, la risposta è ovviamente si!

Di Stili birrari oggi, sul mercato, ce n’è uno per ogni occasione, dalle famose ed arcinote, ormai anche in Italia, Bière de Noël (per i meno avvezzi, Birre di Natale), alle autunnali Birre di Castagne (leggasi Chestnut Ale), passando per le stars and stripes Birre alla Zucca (Pumpkin Ale), che tingono d’arancio le terrificanti notti di Halloween.

Le Birre di Pasqua, o, più correttamente, se vogliamo darci un certo tono, le Easter Beer, non solo esistono, ma rappresentano un capitolo brassicolo che possiede una lunga, antica, gloriosa, quanto sconosciuta storia.

MONACI, BIRRA E DIGIUNO

Le Birre di Pasqua nascono per la pratica quaresimale del digiuno, quando, nel medioevo, i fedeli dovevano astenersi, per quaranta giorni, dall’assunzione di cibo.

Era quindi necessario poter disporre di una birra più forte, nutriente e consistente rispetto a quella di tutti i giorni.

Tradizione vuole che i monaci, per sopperire ai morsi della fame che li attanagliavano nelle lunghe settimane pasquali, secondo la regola di Papa Pio V, (“Liquidum non frangit jejunum”, i liquidi non infrangono il digiuno), preparassero delle birre primaverili piuttosto corpose… le Easter Beer per l’appunto!

Questa tradizione di preparare delle cotte, giusto in tempo, per la Settimana Santa si perpetua ancora oggi in molti luoghi d’Europa.

monaco che brinda con birre di pasqua

SCANDINAVIA, PATRIA DELLE EASTER BEER

Le origini sono piuttosto incerte, perché è difficile stabilire, con certezza, dove e quando siano nate. Quello che è certo è che la maggior produzione e consumo si concentrano nella penisola scandinava, con ricette che variano da nazione a nazione.

Si tratta di birre dalle basse gradazioni, ma corpose, con aromi erbacei e floreali, perfette per accompagnare i piatti tipici del mittel-nord Europa, come agnello, uova sode o pesce affumicato.

PASKE ØL, LA BIRRA DI PASQUA DANESE

La capitale delle Easter Beer è sicuramente la Danimarca, famosa non solo per le fiabe di Andersen ed i biscottini al burro, dove troviamo le Paske Øl, letteralmente Birra di Pasqua.

Venivano prodotte per essere pronte una ventina di giorni prima di Pasqua e rimanere fresche per tutta la Settimana Santa.

Le Paske Øl, di norma, sono Ale, cioè birre prodotte ad Alta Fermentazione, di gradazione medio- bassa, oscillante tra i 5% e i 5,5%, anche se qualche intrepido mastro birraio si spinge fino ai 7%, dal colore paglierino, o al massimo leggermente ambrato, con schiuma bianca e compatta.

Forti sono i richiami alla primavera, sia nei profumi erbacei e floreali, che nelle coloratissime etichette, dove immancabili sono le immagini di narcisi gialli.

 Sono birre beverine, adatte a bersi a tutto pasto e accompagnano facilmente anche i dolci.

 In Inghilterra ed in Belgio troviamo invece le Easter Ale, prodotte anch’esse seguendo il classico stile nordico, ma con gradazioni opposte; le prime sotto i 4%, le seconde fra i 9% e i 10%.

birre di pasqua dalla Danimarca, Inghilterra e Belgio

EASTER BEER ALLA TEDESCA: AFFUMICATE

Anche la Germania non fa eccezione e possiede le sue birre della Quaresima, le Fastenbier.

Originarie di Bamberga, Alta Franconia, prodotte anch’esse, un tempo, dai Monaci, per sostituire i pasti solidi, sono, come tradizione vuole in questa città, Rauchbier, cioè birre affumicate.

Leggenda vuole che, a causa dell’incendio del birrificio cittadino, che divampò e bruciò buona parte della Città, il mastro birraio, nel disperato tentativo di non perdere tutto, decise di birrificare ugualmente con l’orzo bruciacchiato, ottenendo un grande successo. 

Sono birre ambrate, non filtrate e naturalmente torbide.

I sentori affumicati sono ben percepibili al naso, mentre in bocca è più evidente un gusto erbaceo.

Nel resto della Germania ne esistono anche versioni prive di affumicatura, chiamate Osterbier.

Di corpo pieno, ma di grande bevibilità, la Fastenbier sono ricche di lievito e per questo i tedeschi affermano, scherzosamente, che queste birre abbiano incluso il “Brotzeit”, lo spuntino in lingua alemanna.

Vengono prodotte e bevute solo dal Mercoledì delle Ceneri a Pasqua.

birre di Pasqua tedesche

E in Italia? Beh, purtroppo siamo ancora (mayday mayday) in alto mare.

Sebbene l’usanza delle birre natalizie sia ormai fortemente diffusa, quella della controparte pasquale continua a latitare.

Pioniere nel nostro panorama nazionale è stata la Easter Ale di Birra del Borgo, birrificio di Rieti, il primo ad aver prodotto questo Stile, purtroppo non più in produzione, seguita, dal 2019, dalla Forst di Merano con la sua Osterbier, disponibile anche quest’anno, esclusivamente online fino ad esaurimento, con l’edizione 2021.

birra di Pasqua di Forst

Nonostante la scarsità di prodotti nostrani, possiamo ben consolarci con le etichette d’Oltralpe che cominciano timidamente a fare capolino sui nostri scaffali, per rendere più dolce, e con una nota di novità, il brindisi con i nostri cari.

Insomma, non “C’è (solo) del marcio in Danimarca”, come cantava, secoli or sono, il Bardo di Avon, ma anche dell’ottima birra.

E come direbbe ogni buon Danese che si rispetti con un bel bicchiere di Paske Øl in mano: Skål og God Påske!

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