Cocktail e grande schermo, i drink iconici delle pellicole
Ecco a voi i 10 Cocktail che hanno sbancato al botteghino!

Ci sono cocktail che sono stati resi famosi da grandi personaggi, come il Daiquiri ed il Mojito del leggendario scrittore americano (e consumatore professionista) Ernst Hemingway (“My Mojito in La Bodeguita. My Daiquiri in El Floridita”).
Altri creati per celebrare importanti avvenimenti storici, come il Cuba Libre, nato per la fine della Guerra Ispano-Americana o il Ti’ Punch, inventato a Guadalupe per festeggiare l’abolizione della schiavitù.
Ma più di tutti il Grande Schermo ha fatto la sua parte, grazie alla propria influenza mediatica ed all’impatto sociale, decretando, da decenni, successi e mode nei nostri bicchieri.
Ecco a voi la Top 10:

10. COCKTAIL
Come non partire da lui?
Il sempiterno Tom Cruise (…ma non invecchia mai???), reduce dal successo di “Top Gun” ed appena consacrato, accanto ad un immenso Paul Newman, ne “Il Colore dei Soldi”, nel 1988 si ritrova nei panni di Brian Flanagan, giovane flair barman in cerca di successo, in una New York Yuppies anni ’80.
Qui inventa un nuovo strabiliante (per l’epoca) Cocktail… anche se oggi ricorda più la colazione di Rocky Balboa, il Red Eye:
- 1 parte di Vodka
- un uovo
- 6 parti di succo di pomodoro
- 12 parti di birra chiara
Pellicola e Cocktail davvero non imperdibili, ma con il merito di aver sdoganato in Italia il Flair Bartending (non sempre con ottimi risultati).
Ci piace molto di più ricordare il vecchio Tom come “Maverick”, mentre si scola popolane Budweiser al Circolo Ufficiali in compagnia dell’amico “Goose” (in attesa del sequel “Top Gun Maverick”, in uscita nelle sale a Novembre)

9. MAI TAI ALLE (BLUE) HAWAII
Questa pellicola del 1961, in piena ambientazione Tiki Bar da Donn “The Beachcomber” Beach, con una trama davvero striminzita, anche per gli standard (davvero bassi) dell’epoca, con un Elvis “The Pelvis” Prestley appena ventiseienne, passerà comunque alla storia per due motivi.
Un imperdibile The King che canta, in perfetto devoicing, “Can’t Help Falling in Love”, ed il Mai Tai:
- 2 parti di Rum Bianco
- 2 parti di Rum Scuro
- 1 parte di Liquore all’Arancia
- 1 parte di Orzata
- un goccio di lime fresco
Dopo questo film, il Mai Tai (che in Tahitiano significa “Il più buono”), inventato dallo stesso “Beachcomber” (il padre della miscelazione Tiki), comparve sulle Carte dei Cocktail di ogni bar degli Stati Uniti (…e forse anche dei peggiori di Caracas).

8. LA FEBBRE DEL S… EVEN & SEVEN
1977 (Nomen omen), in piena epopea Disco Music newyorkese da Studio 54, un giovane (e mai più così magro) John Travolta, piroetta inguainato in un completino 70’s bianco zampato; è l’unico che può portarlo fieramente, senza sembrare un gelataio.
Stiamo parlando di Tony Manero, eroe proletario, Dago della Working Class, in cerca di riscatto sul dance floordell’Odyssey 2001 di Brooklyn, a colpi di bacino e dito indice alzato, sulle note dei Bee Gees, KC and the Sunshine Band e Kool & the Gang.
E quando si ferma, fra una esibizione e l’altra, non può che concedersi il drink più alla moda dei tempi, il 7 & 7:
- 1 parte di American Whisky
- 3 parti di gazzosa
- peel di limone
Il nome deriva dagli ingredienti originari utilizzati: il 7 Crown di casa Seagram’s (probabilmente il whisky più popolare all’epoca in America), e come gazzosa la 7 Up.
E quando ne avrete bevuti abbastanza potrete andare anche voi, sul falsetto di Barry Gibb, “a farvi il mondo” (con tanto di camminata da bullo).

7. THE MANHATTAN, SOME LIKE IT HOT
Considerata dalla Critica una delle migliori Commedie della storia del cinema americano, “A Qualcuno Piace Caldo” di Billy Wilder, 1959, vede lo splendido tandem al maschile Tony Curtis/Jack Lemmon, capitanato da Sugar “Kane” (Zucchero “Candito” nella versione italiana) Kowalczyk, alias Marilyn Monroe, più bella e bionda che mai.
Oltre ad esibirsi nella sua indimenticabile interpretazione di “I Wanna Be Loved by You”, Sugar si cimenta anche nella preparazione del Manhattan:
- 2 parti e mezzo di Canadian Whiskey
- 1 parte di Vermut Rosso
- una goccia di Angostura
- ciliegia al Maraschino
- peel di limone
Citando la Diva (al suo decimo Manhattan): “Non sono una ubriacona, posso smettere quando voglio. Solo che non voglio!”.

6. IL GRANDE G… IN RICKEY
Bello, affascinante, ricco, dal passato misterioso e dal cuore spezzato, l’ex-Gangster ripulito Jay Gatsby, splendido e tenebroso protagonista della trasposizione cinematografica del romanzo “Il Grande Gatsby”, capolavoro di Francis Scott Fitzerald, che dipinge i Roaring Twenties, prima della Great Depression, sembra non bere altro.
Che voi tifiate per Di Caprio del 2013, per Robert Redford del 1974, o per Alan Ladd del 1949, poco importa; una sola parola d’ordine, Gin Rickey:
- 3 parti di Gin
- 1 parte di succo fresco di lime
- un goccio di Soda Water per allungare
Alter Ego (alcolico) di Gatsby è lo stesso Fitzerald; amanto del jazz, del charleston, della mondanità e degli eccessi di quel periodo, possedeva una fervida predilezione per questo cocktail.

5. VERSANE ANCORA SAM: FRENCH 75 AL RICK’S CAFE’ AMERICAIN
Impermeabile, bavero alzato, cappello e giacca bianca; è Rick Blaine, eroe virile e malinconico (l’uomo che non deve chiedere mai, come dirà decenni dopo un noto spot pubblicitario), interpretato da un sempiterno Humprey Bogart in “Casablanca” del 1942, considerata la miglior pellicola della Golden Era di Hollywood.
Accanto a lui, al pianoforte il povero Sam (alias Dooley Wilson) con “As Time Goes By”, ed a condividere la coppa di French 75, una bellissima Ingrid Bergman:
- 2 parti di Cognac (o in alternativa Gin)
- 1 parte di succo fresco di limone
- 4 parti di champagne
- un cucchiaio di sciroppo di zucchero di canna
- una fetta d’arancia
- due gocce d’Angostura

4. IL WHITE ANGEL A COLAZIONE… DA TIFFANY
Iconica ed elegante come nessun’altra mai, armata di lunghi guanti neri, bocchino ed Oliver Golsmith Manhattan inforcati, è Holly Golightly, alias Audrey Hepburn, in “Colazione da Tiffany” del 1961.
Stravagante ed eccentrica ragazza di campagna, rifugiatasi a New York, vive con Gatto, riesce ad ammaliare un giovane Colonnello John “Hannibal” Smith (perchè lei è riuscita a trovarlo…), ama suonare la chitarra, bazzicare i Party della Città e bere White Angel, il tutto sulle intramontabili note da Oscar di “Moon River”:
- 1 parte di Vodka
- 1 parte di Gin
- (ma se volete farlo alla “Holly” aggiungete anche una lacrima di latte)
Da bersi a volontà, senza paura del giudizio, perché “Qualche volta è bello essere presa per una balorda”.

3. IL COSMO DI SEX AND THE CITY
Dopo sei Stagioni sul piccolo schermo e 94 episodi colmi di lingerie, shopping, amicizia e cinismo in tacchi a spillo, che hanno immortalato Sarah Jessica Parker nello Star-System Hollywoodiano e nell’immaginario collettivo, Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda, alias le quattro amiche più fashion della Millennial Big Apple, sbarcano sul Grande Schermo con “Sex and the City: the Movie”, e portano con se il loro immancabile Cosmopolitan, Cosmo per gli amici:
- 3 parti di Vodka
- 1 parte di Liquore all’Arancia
- 1 parte di succo fresco di limone
- 2 parti di succo di mirtillo rosso
Ovviamente da bersi esclusivamente nel locale più glamour della vostra Città!

2. IL DRUGO SA ASPETTARE… IL SUO WHITE RUSSIAN
1998, quei geniacci dei fratelli Joel ed Ethan Cohen fanno uscire nelle Sale l’onirico “Il Grande Lebowski”, accolto in uscita, nonostante il cast, a dir poco stellare, formato da (in ordine di apparizione) Jeff Bridges, John Goodman, Julianne Moore, Steve Buscemi, John Turturro, Ben Gazzara, Philip Seymor Hoffman e Sam Elliott, molto timidamente, per poi divenire, negli anni, un vero e proprio Cult.
In questa imperdibile pellicola (se ancora non l’avete vista dovete inserirla, seduta stante, nella vostra to-do-list) il protagonista, Jeffrey “The Dude” (“il Drugo” nella versione italiana) Lebowski, un placido e simpatico fannullone, degno successore dell’Andy Capp di Reg Smythe, ama trascorrere le sue oziose giornate fra partite di bowling, fumante canapa ed i suoi immancabili (e numerosissimi…) White Russian:
- 5 parti di Vodka
- 3 parti di Liquore al Caffè
- 1 parte di panna (…o se volete farlo “alla Drugo”, sostituite la panna con il latte)
Come non essere d’accordo con lo Straniero, nelle ultime battute del film:
“Non so voi, ma personalmente la cosa mi conforta. E’ bello sapere che lui è in giro, il Drugo, che la prende come viene per noi peccatori”.

1. VESPER MARTINI, AGITATO E NON MESCOLATO
Ed infine il più iconico di tutti, quello che ci ha ammaliato, o fatto sognare, almeno quanto il suo bevitore.
Alzi la mano chi non ha desiderato, almeno una volta, di dire, con voce ferma e sguardo seducente, impinguinato in uno splendido smoking dalle incredibili doti anti-macchia ed anti-stropicciatura, anche dopo esplosioni post-Mururoa: “Shaken, not stirred”!.
E’ il Vodka Martini, il cocktail preferito di 007, alias James Bond, il raffinato agente segreto del MI6 di Sua Maestà la Regina (God save the Queen), nato dalla prolifica penna dello scrittore londinese (ed ex-Royal Navy) Ian Fleming.
Conosciuto anche come Vesper Martini, o più semplicemente Vesper, in onore di Vesper Lynd, la numero 1 di 25 Bond Girl della saga, fu inventato proprio dallo stesso Fleming nel 1953 per il suo primo romanzo, “Casino Royale”, e sbarca, nel 1962, sul grande schermo in “Licenza di Uccidere”:
- 3 parti di Gin
- 1 parte di Vodka
- mezza parte di Kina Lillet (un Vermut francese, aromatizzato al chinino, oggi non più in commercio, sostituito con il Lillet Blanc)
- peel di limone, precedentemente passato sul bordo della coppa
E vi salutiamo, citando la prima magnifica ordinazione, di un giovane ed affascinante Sean Connery (R.I.P.), ai suoi esordi come Agente con Licenza d’Uccidere:
“Martini secco, in un calice da champagne. Tre parti di Gin, una di Vodka, mezza di Kina Lillet. Scuotere bene finché è ben ghiacciato, poi aggiungere una scorza di limone lunga e sottile”.
E se non avete il coraggio di ordinarlo paro-paro al bancone… beh, potete sempre farvelo a casa.
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