La capitale europea del tè nelle isole Azzorre
Le isole Azzorre sono famose per la loro bellezza naturale mozzafiato, i trekking e il cibo delizioso. Il tè, anche se viene coltivato da quasi 200 anni, rimane per tanti un piccolo tesoro ancora ben custodito.

Le isole Azzorre sono famose per la loro bellezza naturale mozzafiato, i trekking e il cibo delizioso. Il tè, anche se viene coltivato da quasi 200 anni, rimane per tanti un piccolo tesoro ancora ben custodito.
UN PO’ DI STORIA
A metà del 1800, in questo arcipelago di origine vulcanica, che dista circa 900 miglia dalla costa del Portogallo, era fiorente la coltivazione delle arance. In seguito ad una piaga che mise in ginocchio l’agricoltura locale, gli abitanti con grande spirito di resilienza e intraprendenza si misero alla ricerca di nuove colture per rilanciare l’economia. Vennero così introdotti il tè, il tabacco, l’ananas e le patate dolci. Il clima dell’isola di São Miguel si rivelò perfetto per la crescita della Camellia Sinensis.
Ma è necessario fare un salto indietro nel tempo ancora di qualche secolo per capire lo stretto legame tra il tè e il Portogallo.
Nel 1557 i cinesi permisero ai mercanti portoghesi di stabilire una base commerciale sull’isola di Macao, situata al largo della costa meridionale della Cina. Ben presto questa divenne il punto di appoggio ideale per incrementare il commercio della seta, di porcellane pregiate e di tè. I portoghesi, infatti, furono i primi in Europa a importare questa bevanda preziosa. Tuttavia, per la coltivazione del tè nelle Azzorre dobbiamo aspettare i primi anni del 1800 quando, durante un viaggio in Brasile, il re del Portogallo ricevette in dono dall’imperatore cinese alcune piante di tè che vennero piantate in diverse zone di questo paese sudamericano. Nel 1820, i semi delle piante cresciute a Rio de Janeiro furono portati a São Miguel dove la coltivazione ben presto sostituì la coltura degli agrumi.
Nonostante la crescita rigogliosa, i Portoghesi non capirono subito il grande potenziale del tè perché non erano in grado di lavorarne le foglie. Nel 1874 furono finalmente chiamati due consulenti cinesi per insegnare ai produttori locali le tecniche di coltivazione e di lavorazione della pianta. Con l’aiuto di questi esperti, la produzione diventò fiorente e di primo piano, raggiungendo il suo apice negli anni ’50. Tuttavia, le conseguenze della seconda guerra mondiale, unite alle nuove leggi sulla protezione doganale messe in atto dal Mozambico (colonia portoghese) per la tutela del tè prodotto sul suo territorio, si rivelarono ostacoli insormontabili per lo sviluppo di tali attività alle Azzorre. Nel 1966, solo 5 delle 14 aziende storiche rimasero in funzione e, attualmente, ne esistono solo due: Gorreana e Porto Formoso.

GORREANA TEA ESTATE
Gorreana è l’azienda più importante ed è quella che è riuscita a mantenere una produzione continua dal 1883, anno in cui venne fondata da Ermelinda Gago da Câmara. La proprietà è tuttora gestita dalla sua discendenza.
Dopo Ermelinda che riuscì a produrre il primo chilo di tè, Jaime Hintze, sposo dell’ereditiera Angelina Gago da Câmara, ebbe un ruolo molto importante nella storia di Gorreana introducendo la meccanizzazione della produzione. Grazie a questi nuovi macchinari forniti da Marshall, Sons & Company fu possibile abbattere i costi di produzione, migliorando la resa e la qualità del prodotto.
È grazie a Jaime Hintze se la fabbrica è riuscita a sopravvivere, affrontando la crisi che lentamente fece chiudere tutte le altre aziende.
Oggi Gorreana, situata precisamente nel comune di Ribeira Grande, produce un tè dall’aroma delicato, sia verde sia nero, biologico al 100%, non essendo sottoposto ad alcun uso di erbicidi, fungicidi o pesticidi, poiché i normali parassiti della Camellia Sinensis non sono mai riusciti a raggiungere questo remoto arcipelago in mezzo all’oceano Atlantico. Altri elementi essenziali che impattano positivamente sul profilo aromatico e gustativo del tè sono il terreno vulcanico fertile e l’abbondanza di acqua.
Le piante delle sezioni più antiche del giardino sono varietà cinesi, ma nel 1948 sono state introdotte anche le qualità assamiche.
Il tè verde Hysson è prodotto dalle prime tre foglie raccolte a luglio e agosto, quando il sole è più forte. Il risultato è un tè verde dall’aroma delicato e dal sapore intenso, ideale da gustare in ogni momento della giornata.
I tè neri Pekoe e Orange Pekoe (il più fragrante) vengono prodotti da metà aprile a giugno. Il risultato è un tè dal colore ramato scuro, ideale da gustare al mattino e per chi preferisce il tè con un goccio di latte.
La tenuta, infine, ospita un museo che documenta i primi anni dell’industria del tè delle Azzorre.

PORTO FORMOSO
La piantagione di Porto Formoso è un’altra testimonianza storica della coltivazione del tè nelle Azzorre e rappresenta un’occasione unica per scoprire l’antica tradizione in un contesto affascinante dal panorama davvero mozzafiato. Il giardino del tè, circondato da ortensie in fiore, è a picco sul mare, sferzato dai venti dell’Atlantico. L’azienda risale al XIX secolo, è stata chiusa negli anni ‘80 per circa due decenni e ha riaperto nel 2001. Comprende un giardino, una fabbrica per la lavorazione e un museo e si prevede di raddoppiare gli attuali tre ettari di tè nei prossimi anni.
Come Gorreana, offre tour guidati per i visitatori, consentendo loro di esplorare il giardino del tè, apprendere la storia e il processo di lavorazione, degustare le diverse tipologie di tè nero prodotte in loco, tra cui un blend di cui l’azienda è molto orgogliosa.
Inoltre, il primo sabato di maggio si tiene l’“início de colheita”: una grande festa che coinvolge centinaia di persone per celebrare l’inizio della raccolta manuale dei nuovi germogli. “La colheita” ha l’obiettivo di divulgare le antiche usanze ancora vive in questo angolo di paradiso nel nord dell’isola di São Miguel.
Il costante impegno verso la sostenibilità e la conservazione dell’ambiente, utilizzando pratiche agricole sostenibili e di basso impatto ambientale, rendono Porto Formoso una destinazione da non perdere e facilmente raggiungibile per gli appassionati del tè.
I vulcani raccontano una storia antica, affascinante e spaventosa assieme.
Il loro fascino ha a che fare con la forza incontrollabile della natura, che crea e distrugge, che modella e plasma i paesaggi. Luoghi che, pur trovandosi sparsi in continenti diversi, sono accomunati da un sottile filo che li lega, proprio nel segno della potenza della terra d’origine. Le pendici dei vulcani sono particolarmente fertili, grazie alla capacità di trattenere l’acqua, alla ricchezza di minerali e alle condizioni ambientali uniche che allontano la presenza di parassiti dannosi.
In Giappone, in Corea, in Africa, nelle Hawaii e nelle Azzorre, possiamo affermare che dalle ceneri nascono tè vulcanici di grande pregio.
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