VINO E TENDENZE 2021: TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE

Redazione di Vinhood

donna con la mascherina che inquadra una bottiglia di vino con il telefono

Non è stato un anno facile, il 2020, per il mondo del vino. Solo un’azienda vinicola su 10 ha incrementato il proprio fatturato, lo certifica lo studio condotto dall’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor.

La situazione deficitaria è il risultato dei cali registrati nei canali Ho.Re.Ca (-91%), nel dettaglio specializzato(-75%), nell’Export (-63%) e nella vendita diretta in cantina (-87%). Se parliamo di canali commerciali, la GDO ha fatto da parziale contraltare con un buon +51% mentre l’online è in crescita per l’80% dei produttori.

In tutto questo, il settore ha mostrato comunque reattività e volontà di superare l’emergenza dettata dalla situazione pandemica: vediamo quali sono i trend attualmente in corso!

 

SOSTENIBILITÀ E IMPATTO ZERO

Alzi la mano chi non ha sentito, nel corso dell’ultimo anno, parlare almeno una volta di “sostenibilità” in relazione al mondo del vino. Ma quando un vino può dirsi realmente sostenibile? Quando è prodotto nel rispetto dell’ambiente, minimizzando quindi l’impatto sul territorio, e contestualmente presta attenzione alle condizioni dei lavoratori e ai loro diritti sociali, garantendo quindi solidità economica all’impresa nella sua globalità.

Sono sempre più i consumatori alla ricerca di Brand rispettosi ed “impegnati” (7 su 10 i clienti pronti a premiare i prodotti delle aziende sostenibili, pagandoli peraltro un po’ di più – fonte Findomestic).

Come conseguenza, c’è tutto un fiorire di cantine che propongono vini biologici e biodinamici, per la cui produzione viene azzerato o limitato l’uso della chimica di sintesi.

 

LA QUALITÀ SIGNORI

Wine Intelligence, uno dei leader mondiali nella ricerca e nell’analisi dei trend del vino, afferma che le perdite in termini di volumi di vendita sono (e saranno) sempre più bilanciate da un punto prezzo più alto sulla singola bottiglia. Insomma: bere meno ma meglio!

Anche l’immissione sul mercato delle scorte non ancora vendute tenderà a compensare l’aumento dei prezzi.

 

PROSECCO COME SE PIOVESSE 

Da tempo ha messo la freccia e ora guarda il cugino transalpino Champagne nel retrovisore: stiamo parlando del Prosecco, che si conferma vino più venduto al mondo.

Tanti i punti di forza: prezzo competitivo, facilità di bevuta, qualità mediamente molto alta. Ecco perché questo prodotto del Made in Italy difficilmente cederà il passo, mentre proprio in piena pandemia è stata comunicata la nascita ufficiale della Doc Prosecco Rosè

Prosecco

VINI VEGANI E INFUSI ALLA CANNABIS

Secondo  Eleonora Galimberti, esperta wine consultant per buyer, appassionati e collezionisti da tutto il mondo:

“Tra le tendenze del vino sta prendendo sempre più campo la filosofia vegana. Da non confondere con il bio, il vino ‘vegan’ è prodotto senza interazioni di derivazione animale, sia in vigneto che in cantina, certificato e controllato. Il mercato alimentare testimonia che il segmento è sempre più in espansione, sia in termini di esistenza che di grandi brand”.

Un “sospetto” confermato anche da un’indagine condotta da Reuters pubblicata su Forbes, secondo la quale il mercato dei vini vegani crescerà del 14% entro il 2022.

Resta invece tra le previsioni di Wine Intelligence, l’avanzata dei vini infusi con il CBD, ossia il  cannabidiolo, uno dei prodotti principali della canapa sativa. Ad aggi è ancora una nicchia che sta però ritagliandosi sempre più spazio nel mercato soprattutto per le proprietà benefiche che promette e i sistemi di produzione organici. 

 

VINI LOW ABV 

Richiesti soprattutto dai giovanissimi, Millenials e Generazione Z e dagli appassionati di fitness e yoga, i vini con un grado alcolico compreso tra i 6 e gli 8,5 % stanno impazzando sul mercato.

Per motivi salutistici e per le leggi sull’alcool, infatti, i consumatori pongono sempre maggiore attenzione al quantitativo di alcol presente nei vini, di conseguenza anche le aziende si stanno adeguando al trend dei LOW ABV wines.

BYOB: BRING YOUR OWN BOTTLE 

Arriva dall’America la tendenza – prima tanto mal vista in Italia – di potare una bottiglia di vino da casa o comprata altrove e consumarla direttamente al ristorante.

Il così detto diritto di tappo offre la possibilità di consumare la propria bottiglia abbinandola ai propri piatti del cuore e di pagare al ristoratore una piccola tassa – spesso preconcordata- per il servizio, lavaggio di bicchieri ed eventuale utilizzo di decantar.

Certo non tutti i locali sono già disposti ad accettarla, ma il fatto che anche il Corriere della Sera abbia voluto dedicare un approfondimento sul tema citando i ristoranti che la mettono in pratica, la dice lunga.

Chi sta contribuendo a sdoganare questa nuova pratica?

“Daniel”, “Manna” e “Droit de Bouchon” (dove il motto è “Tu porti il vino e noi cuciniamo”) a Milano; “Osteria al Gigianca” di Bergamo e il “Birilli” a Torino, e restando al Nord si segnalano anche “Opera viva” di Parma, “Pepe nero” a Prato e “Atman” in provincia di Pistoia, mentre andando verso Sud si trovano “L’oste della Bon’Ora” a Grottaferrata (Roma) e “Veritas” a Napoli.

TECNOLOGIA E COMMERCIO ELETTRONICO

La pandemia ha inevitabilmente accelerato lo sviluppo e la trasformazione digitale anche nel settore vinicolo: sono cambiate rapidamente le modalità di acquisto e consumo del prodotto, ed anche le maniere in cui i consumatori si informano.

L’ecommerce in Italia vale (2020) una cifra compresa tra 150 e 200 milioni di euro.

Per avere una visione d’insieme, basti pensare che se a livello globale nel 2009 l’online rappresentava appena l’1% delle vendite di vino del canale off-trade, nel 2019 si è arrivati al 7%, quasi 2 miliardi di bottiglie in valori assoluti” – ha affermato Emanuele Di Faustino, project manager di Nomisma e, e nel 2020 si dovrebbe essere arrivati ad un peso del 10-12%.

Prima della pandemia, l’Italia era molto indietro tra i principali mercati internazionali: l’e-commerce valeva solo l’1% delle vendite nel retail, contro il 4% degli Usa, il 10% di UK e addirittura il 29% della Cina.

Con il lockdown oltre 8 milioni di consumatori di vino del Bel Paese hanno dato fiducia ai diversi servizi di e-commerce, da quelli già presenti a quelli che via via sono comparsi proprio in questi mesi. Parliamo del 27%dei consumatori totali di vino, dato ancor più notevole se raffrontato al 17% dell’anno 2018.

 

NUOVE ESPERIENZE ANCHE NEL RETAILING 

L’innovazione non è presente solo online ma anche nei punti vendita: un esempio di questa tendenza è il progetto sviluppato da Vinhood per Finiper, in particolare nel punto vendita-pilota Iper La grande i di Rozzano (MI), in cui stato posizionato un totem (“Ti consiglio un vino”), un chiosco interattivo situato all’interno del settore vini, in grado di aiutare i clienti nella scelta del vino preferito o dell’abbinamento con una ricetta specifica.

Una vera e propria Guida Digitale che, in modo semplice e pratico, indirizza il cliente sulla selezione migliore grazie alla profilazione del suo gusto personale in fatto di vini. 

chiosco Vinhood in Iper store di Rozzano

Il totem è, inoltre, una miniera di informazioni sulle etichette e le case vinicole: basta avvicinare la bottiglia al chiosco per sapere (attraverso il match con il codice a barre) tutto del vino scelto (storie, curiosità, notizie…). E c’è di più: dopo che il cliente ha ottenuto il consiglio desiderato, un LED luminoso inizia a brillare sullo scaffale per aiutarlo a trovare la bottiglia selezionata.

 

IL FUTURO È PHIGITAL 

Il digitale, è innegabile, ha preso quota in maniera esponenziale in questi mesi ma cosa accadrà quando tutto tornerà alla normalità? 

Il futuro sarà “ibrido” e la parola d’ordine è phygital: le esperienze dei clienti vedranno il mix tra componente digitale con quella reale. I Brand dovranno lavorare per integrare i processi virtuali nei loro spazi fisici per garantire alle persone che preferiscono interagire a distanza un modo per poterlo fare. Un esempio sono le esperienze sensoriali attraverso l’invio dei prodotti presso le abitazioni dei consumatori.