L’HOMO ENOLOGUS AI TEMPI DEI SOCIAL: IL PRODUTTORE DI ROMA CHE FA VINI NATURALI A LUCCA

Giuditta Padoan

In un’epoca barbarica e crudele in cui tutto è smart, glitterato, favoloso e irreparabilmente social, non è sempre facile fare l’enologo e portare avanti  la propria azienda: tra una cassetta d’uva e l’altra, ricavare il tempo per un selfie, con la faccia divertita, diventa un compito davvero arduo.

Ma c’è chi ha trovato un rimedio per tutta questa locura! Si chiama Manuel Pulcini, romano d’origine, vive tra i boschi incolti delle colline lucchesi, dove, da qualche anno, porta avanti il suo progetto: un’azienda vitivinicola che fa vini naturali.

Una storia, quella di Manuel, che odora di American Dream: dopo anni di studio e la laurea in enologia, affitta, per un pugno di euro, dei vigneti abbandonati nella provincia Lucca. La sua missione? Ereditare ciò che la generazione precedente ha abbandonato: uno stile di vita dimenticato e terre da vino ricoperte di rovi, per riportarle gloriosamente in auge.

Ma, se il sogno ha le dimensioni colossali di quello a stelle e strisce, la filosofia che ne è alla base, è agli antipodi.

Manuel promuove un ritorno alle origine agricole, alle antiche tradizioni contadine, a un’agricoltura etica le cui regole non sono dettate dalle frenetiche leggi di mercato, ma dai sapienti ritmi della natura e dal profondo rispetto delle sue risorse.

Fa vini naturali di fatto, ma non vuole essere etichettato così perché proprio rifiuta di essere etichettato.

A contribuire a realizzare questa rivoluzionaria visione enologica, una ciurma rocambolesca dalle sembianze dell’armata Brancaleone, aiuta Manuel nei periodi più critici in vigna e in cantina: durante la potatura, in fase di imbottigliamento e ovviamente in vendemmia.

I ragazzi durante la vendemmia

Ma attenzione! Non giudicate dalle apparenze! 

In realtà quei ragazzi, con le cesoie da potatura in mano, sempre pronti a far festa e celebrare ogni evento con una sacrosanta “braciata”, sono un gruppo di pluridecorati e intrepidi enologi, con decine di vendemmie a cavallo tra i due emisferi sulle spalle.

E così, l’azienda agricola diventa la reinterpretazione anticonvenzionale del concetto di social: un ritrovo per tanti studenti della facoltà di agraria di Pisa, che vogliono avere un’esperienza vera e verace di enologia. 

E non solo! l’Homo Enologus ha anche escogitato  un sapiente modo per usare i mezzi messi a disposizione dalla moderna tecnologia. Infatti, se vi capita di passare in quel di San Macario a Monte, troverete tanti giovani volontari da tutto il mondo che, grazie al programma di Wwoof (associazione inglese che promuove la vita di campagna), lavorano, zappano, travasano insieme a Manuel, in cambio di un alloggio, un generoso pasto e l’esperienza senza prezzo di avere un contatto vero con la natura….per tutto il resto c’è MasterCard!

In questo contesto bucolico, di fermento creativo e di fermentazioni, di risate e tanta esperienza, nasce una linea di vini strepitosa, già scovata e acclamata da DoctorWine, tanto per dirne uno.

Ogni vino è dedicato all’elemento, terra o fuoco, acqua o aria, che più ne ha determinato le caratteristiche, dove il ruolo dell’uomo si riduce a quello di uno scriba, che traduce e trascrive ciò che madre natura aveva in mente.

Tra le sette etichette, l’ultima pronta è secondo me la più interessante in assoluto, si ispira all’elemento terra ed ha un’etichetta degna di un premio Nobel.

Sto parlando di Vizio Ramingo, un vino che, anche se nato da poco, ha già un carattere #Saggio (lo abbiamo anche assaggiato insieme durante il Wineshow Sangiovese e i suoi fratelli).

Vizio Ramingo

Vizioso, come solo il vino sa essere, nasce da un blend di sangiovese, merlot, syrah, cabernet, ciliegiolo, coltivati in diverse vigne, sparse, raminghe, ognuna con un terroir che descrive, con sfumature diverse, le meraviglie della Toscana.

Ancora giovane nelle sue spigolature (la prima annata è stata il 2017) sorprende per un calore alcolico che fa sentire “a casa” e una struttura importante, come la tradizione atavica che tramanda in ogni sorso. 

Dotato di un’indubbia longevità, darà il suo massimo tra qualche anno. Nel frattempo, vi consiglio di comprarne una cassa: tre bottiglie conservatele per il futuro, con le altre stupitevi a scoprire tutti i profumi del suo bouquet: viola, frutta rossa, vaniglia, caffè, erbe aromatiche, saltano fuori dal calice come le colombe, i conigli e le sorprese da un cilindro magico.

Seguite poi il consiglio di chi questo vino lo produce, abbinatelo a del pecorino toscano stagionato, e mentre state assaporando questa delizia, scattatevi un selfie e mandatelo a Manuel: saprà che anche voi fate parte della crew!

Fai il test e scopri se questo è il tuo vino ideale!