HEROES (NOT) JUST FOR ONE DAY

Giuditta Padoan

Chi non impazzisce per Heroes?

David Bowie scrisse la canzone nel 1977 a Berlino.

Dalla finestra del suo studio di registrazione, che dava proprio sul muro, sbircia una coppia di giovani amanti lanciarsi in un abbraccio senza tempo nonostante i soldati e le armi che li circondavano. La scena, così dolce e struggente allo stesso tempo, evoca immagini e sensazioni tanto suggestive che ispirano immediatamente Bowie.

Nel giro di poche ore nascerà Heroes.

La canzone, dal significato volutamente vago, parla di un amore nato in un contesto ostile in cui, anche solo rimanere insieme, appare come una sfida. Serve l’incoraggiamento del ragazzo alla fidanzata per convincerla a non mollare. A tenere duro.

In un periodo come quello della guerra fredda, di divisione e sofferenza, però, l’immagine dei due ragazzi “standing by the wall”, disposti a sfidare anche la morte pur di strappare al tempo pochi istanti per un bacio infinito, evoca qualcosa di più nella Berlino dell’est.

Quei due ragazzi, separati da un muro apparentemente invalicabile, diventano il simbolo dell’amore che può vincere tutto. Anche la guerra.

Quei due ragazzi diventano due eroi.

Il Duca Bianco scrisse il testo durante uno dei suoi periodi più bui, era sprofondato in una tremenda crisi, distrutto da alcol e cocaina, e molti dei suoi amici lo davano per spacciato.

Invece, inaspettatamente, si rialza, supera quel “muro”, si trasferisce a Berlino dove inizia la sua risalita professionale e umana.

La storia di Bowie ci ricorda che la strada per diventare eroe è sempre in salita. E non a caso anche la viticoltura della Valtellina, arroccata e rampicante su aguzze montagne terrazzate, che sembrano grattare il cielo, viene definita “eroica”.

Così, di conseguenza lo diventano anche i vignaioli: gli eroi delle vigne!

Ma quella di cui vi voglio parlare non è una delle tante aziende vitivinicole valtellinesi; oggi vi parlo della realtà “socialmente eroica” della Cooperativa Sociale Agricola il Gabbiano.

Il Gabbiano è la onlus che nasce nel 2015 con lo scopo di offrire un’opportunità lavorativa a persone fragili, che vivono o hanno vissuto momenti di difficoltà, soprattutto con la droga, durante la loro vita. 

In questo luogo però, chi lo frequenta, non trova un muro addosso a cui infrangersi. Stavolta, dopo aver preso la rincorsa, vengono saldamente afferrati da due braccia, dall’alto, pronte ad aiutarli a scavalcare. Ad andare oltre.

Gli operatori del Gabbiano Onlus, infatti, hanno pensato che il lavorare in montagna, dove l’aria purissima è tanto gelida da pungere la gola, e il camminare curvi costringe ad alzare gli occhi verso l’alto per puntare la vetta, ti facciano sentire in pace con il mondo e, piano piano, anche con te stesso.

Questi ragazzi lavorano terreni inospitali e marginali, spesso in via di abbandono da parte dei proprietari, rimettendoli a coltura. 

Un territorio che diventa allegoria e specchio della loro vita: terreni eroici, di difficile coltivazione, che nessuno vuole ma che, con impegno, tornano ad essere produttivi.

I volontari del Gabbiano avevano ragione!

Le persone che ci lavorano ora si sentono degli eroi perché ce l’hanno fatta e te lo raccontano in una  emozionante eno-narrazione che tocca corde interiori a cui solo i vini della DOC Valtellina sanno accedere, tanto sono dotati di tatto ed eleganza.

LA LINEA DEI VINI

La linea di sei bottiglie è infatti tutta dedicata alla loro storia: le prime tre etichette Abbaglio, Sentenza e Stigma, rispettivamente un Rosso di Valtellina #Rilassato, un Valtellina Superiore #Carismatico e uno Sforzato #Saggio, sono una confessione e denuncia della loro esperienza prima della comunità.

L’abbaglio, (non a caso il prodotto entry level aziendale), che suscita la droga, la sentenza del mondo sulla tua vita e lo stigma di inadatto e fallito con cui ti bolla la società.  

Seguono però altre tre: Incontro, Riparo e Legàmi: un Valtellina Inferno Doc, un Sassella Docg e il Grumello Docg, tutti e tre con un carattere #Carismatico.

Che sono un’ottima sintesi, in formato vino, di quello che avviene in comunità dove, grazie al sostegno che si riceve, si creano quei legami che danno la forza e a cui, contemporaneamente, si vuole dimostrare di essere grandi per ispirargli speranza.

Per incoraggiare l’amico nel momento del bisogno, sussurrandogli sicuro all’orecchio:

“We can be heroes, today!”