VINI SPECIALI AFFINATI SOTT’ACQUA CINQUE CANTINE SOTTOMARINE CREATE NEI FONDALI

Redazione di VINHOOD

Vini speciali affinati in mare

Non solo in cantina, il vino può essere affinato anche negli abissi marini. Sono sempre di più i produttori, sia in Italia che all’estero, che si affidano all’acqua del mare per la maturazione delle loro bottiglie. 

Si tratta di vere e proprie cantine sottomarine create nei fondali, incastonate tra gli scogli o addirittura nascoste all’interno di relitti di navi affondate. Sì proprio così, tutto ciò ha del surreale, invece è pura realtà e il tutto ha un fascino inaudito. 

Ma perché affinare sotto’acqua

I promotori di questo metodo di affinamento ritengono che il particolare microclima che si viene a creare con temperatura costante, assenza totale di luce e di ossigeno, a cui si aggiungono il movimento delle correnti e delle onde che cullano le bottiglie e il completo riparo dalle fasi lunari, fa sì che si creino le condizioni ottimali per la maturazione del vino. 

L’affinamento sott’acqua viene utilizzato per creare vini speciali, eccelsi, vini da collezione, pezzi unici.  Vuoi mettere il fascino che ha una bottiglia incrostata di mare, scolpita da elementi corallini e conchiglie? 

Se inizialmente si trattava per lo più di un’operazione di marketing territoriale, col passare degli anni, l’interesse crescente verso questo metodo di affinamento ha portato alcuni produttori italiani a creare l’Undersea Wines, un consorzio per la tutela del metodo di affinamento subacqueo del vino per approfondire scientificamente l’effetto che l’immersione provoca sui vini.

Dalla Liguria alla Sardegna, dall’Emilia Romagna alla Grecia e Croazia, in questo articolo vi raccontiamo cinque aziende vinicole che affinano il vino sott’acqua.

BISSON – LIGURIA

Tra i pionieri dell’affinamento negli abissi marini vi è l’azienda vinicola Bisson che, grazie alla mente visionaria del titolare Piero Lugano, nel 2009 ha creato una cantina nei fondali marini a largo delle coste di Porto Fino.

L’idea è nata dalla constatazione che il vino contenuto nelle anfore ritrovate nei relitti marini si conservava in ottimo stato. E se la conservazione in mare potesse non solo preservare le bottiglie ma anche migliorare le caratteristiche del vino? 

Piero Lugano tenta così l’esperimento. All’interno di una gabbia metallica, in quel lontano 2009 vennero immerse 6500 bottiglie di spumante Metodo Classico a una profondità di 60 metri (e una temperatura costante di 15°) lasciate lì per 26 mesi. 

L’esperimento riuscì benissimo: vino giallo paglierino di colore, con un bouquet complesso, con note saline e ricco di minerali. Da lì il progetto visionario di Piero Lugano ha girato il mondo.

Oggi nei fondali vengono immerse 30.000 tra spumante classico “Abissi,” Rosé e Riserva, gran parte delle quali sono destinati a mercati esteri.

Il costo di una bottiglia? Si va dai €50 in su, ogni bottiglia è unica e speciale per via delle incostrazioni che si formano. Oggi possiamo dire che lo spumante ʺAbissiʺ è diventato il fiore all’occhiello dell´intera produzione dei vini dell’azienda Bisson e vanto dell’enologia ligure e italiana.

TENUTA DEL PAGURO DI BRISIGHELLA – EMILIA ROMAGNA

La Tenuta del Paguro di Brisighella dal 2010 adotta un metodo di affinameto davvero speciale. Le bottiglie Merlot, Sangiovese, Albana e Cabernet vengono inabissate nel relitto di una piattaforma petrolifera al largo di Ravenna che affondò nel lontano 1965 a seguito di un incidente.

Le bottiglie rimangono sommerse in gabbie di acciaio inox, dai 6 ai 12 mesi ad una profondità di 30 metri, maturando senza alterazioni il loro gusto armonico e rotondo. Lo speciale microclima che si crea, caratterizzato da una temperatura costante di 10-13 gradi centigradi, nonché l’habitat di crostacei e la totale assenza di raggi UV, rendono l’ambiente ideale per l’affinamento.

Insomma dalla catastrofe alla meraviglia! La piattaforma si è infatti trasformata  in un’oasi sottomarina e, nel 1995 è stata dichiarata Sito di Importanza Comunitaria. Un metodo di affinamento senza dubbio curioso e originale che rende questo vino ancora più affascinante e intrigante.

SANTA MARIA LA PALMA – SARDEGNA

Ci spostiamo sulle Isola precisamente in Sardegna dove la Cantina Santa Maria La Palma nei pressi di Alghero produce l’Akènta Sub, un vino speciale prodotto con uve di Vermentino di Sardegna Doc sapientemente raccolte a mano e realizzato con metodo ‘Charmat’, affinato nei fondali delle acque del Parco di Porto Conte.

L’affinamento avviene a 40 metri di profondità ad una temperatura costante tra i 12° e 14° C. Il particolare microclima presente aiuta a conferire al vino un colore paglierino chiaro brillante con riflessi verdognoli e un perlage fine e persistente. Il profumo è di fiori bianchi e gialli con un buon fruttato, e si combina ottimamente con una leggera nota di crosta di pane.

Al palato si presenta fresco, morbido e di gradevole sapidità. La raccolta delle bottiglie dai fondali è in realtà una vera e propria festa che coinvolge tutti. Infatti proprio in quel giorno viene organizzato l’Akènta Day, un’occasione anche per promuovere e valorizzare il territorio.  

ALL’ESTERO: DA GAIA WINES IN GRECIA A EDIVINO WINES IN CROAZIA

All’estero tra le più note aziende che adottando questo tipo di affinamento è la greca Gaia Wines che ha creato la sua cantina speciale nelle bellissme acque di Santorini. A un profondità di 25 metri vengono posizionate  le bottiglie di vino Thalassitis, prodotto con la nobile uva Assyrtico, all’interno di gabbie metalliche.

Qui vengono lasciate in mare per 5 lunghi anni. In Croazia invece Edivino utilizza le anfore di terracotta, all’interno delle quali vengono posizione le bottiglie che verranno poi calate nei fondali a una profondità che va dai 18 ai 25 metri per 1-2 anni.

La tradizione vuole che prima dell’affinamento le bottiglie vengano invecchiate in aquatorium per tre mesi. Edivino offre inoltre l’opportunità a tanti curiosi e appassionati di ammirare la cantina sommersa prenotando una sessione di immersione subacquea. Deve essere davvero emozionante! 

E voi avete mai degustato un vino affinato negli abissi marini? 

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