NESSUN VINO È UN’ISOLA, O FORSE SI? 10 VINI CHE VI FARANNO SCOPRIRE L’ITALIA E I SUOI VITIGNI AUTOCTONI

Redazione di VINHOOD

ragazza che brinda con calice di bianco sul porto

In Italia esistono più di 600 vitigni autoctoni e fedeli depositarie di questo enorme patrimonio vitivinicolo sono proprio le isole.

Qui, in segreti e isolati lembi di terra protetti dal mare, si sono conservate varietà antichissime e bizzarre che danno vita a vini unici e originali.

Sapidi, freschi, ventosi, vale proprio la pena assaggiare ognuna di queste bottiglie che in sé racchiude un mondo fatto di tradizioni vitivinicole, vitigni autoctoni e habitat incredibili. 

Sia che siate diretti verso qualcuna di queste isole sia che vogliate farci un salto teletrasportandovi con un calice, questi sono i 10 vini d’isola da non perdere questa estate.

immagine di tenuta Capofaro a Salina

1. CAPOFARO – SALINA

A Salina, nelle Eolie, il vitigno che la fa da padrone è sicuramente la Malvasia delle Lipari. A noi piace moltissimo quella prodotta a Tenuta Capofaro da Tasca d’Almerita. Un bianco #Estroverso  secco, fresco con note di erbe aromatiche e floreali che richiamano la macchia mediterranea tipica dell’Isola. Esprime il territorio vulcanico nella sua essenza. Per questo Didyme porta l’antico nome dell’isola di Salina.

Enrica e Francesco Spadafora mentre vendemmiano

2. DEI PRINCIPI DI SPADAFORA- SICILIA MONREALE

Mai provato la versione spumantizzata del Grillo?

Allora dovete assolutamente iniziare dalla bollicina Metodo Classico, l’Enrica Spadafora, dell’azienda Dei Principi di Spadafora

Ci troviamo nella Contrada Virzì a Monreale in provincia di Palermo dove il Grillo è uno dei vitigni a bacca bianca più coltivati e diffusi. 

Freschissimo e strutturato, questo Metodo Classico #Brillante affina per ben 72 mesi in bottiglia a contatto con i lieviti da cui trae degli intensi sentori di crosta di pane e frutta secca. 

Un vino unico, originale e perfetto con i crudi. 

bottiglia di Nsajar di Riofavara con due lime

3. RIOFAVARA- SICILIA VAL DI NOTO

Nsajàr è l’ultima scommessa dell’azienda Riofavara ed è ottenuto da uve Recunu, Cutrera e Rucignola. Vitigni la cui presenza in Sicilia viene fatta risalire alla metà del 1800 e di cui si era persa traccia. 

E’ vinificato in acciaio secondo una fermentazione spontanea ma una parte in realtà subisce un affinamento in legno. Un vino minerale che offre il suo lato più #Estroverso in giovane età dimostrandosi freschissimo e sapido e uno più #Intenso, man mano che si prolunga l’invecchiamento in bottiglia. Insomma conviene farsene una provvista per scoprirlo durante la sua evoluzione!

4. ARGIOLAS- SARDEGNA

Non c’è Sardegna senza Cannonau e tra tutte l’azienda Argiolas è quella che sicuramente conserva la tradizione di vinificazione più antica, ma sempre al passo con i tempi.

Quello che vi proponiamo per l’estate è il loro Senes, un 100% cannonau dal carattere #Afrodisiaco, morbido e fruttato con una suadente nota speziata data dal passaggio in legno. Un vino elegante ma che per facilità di beva e prezzo ragionevolissimo, si presta ad essere un vero “mai senza” di quest’estate.

5. ABBAZIA SAN GIORGIO- PANTELLERIA

A Pantelleria tutto parla di sole, vento e…. Zibibbo.

Un connubio veramente incantato celebrato dal nome di questo passito #Affettuoso di Abbazia San Giorgio: Magico.

La lavorazione del Magico inizia la seconda meta’ di agosto, i grappoli recisi dopo una prima selezione sul campo vengono portati negli stenditoi e stesi al sole. Dopo circa 8 giorni i grappoli si rigirano e trascorsi ancora altri 8-10 giorni a seconda dell’andamento climatico, l’uva appassita viene ritirata e avviata in cantina per la spremitura.

Il naso sa di fichi secchi, confettura di albicocche e miele d’acacia.

È dolce si, ma la sua freschezza e sapidità lo rendono facilissimo da bere e da abbinare anche ai formaggi.

6. VIGNETO ALTURA – ISOLA DEL GIGLIO 

L’Ansonaco è il vitigno autoctono per eccellenza del Giglio e quello di Vigneto Altura è una sorta di versione concentrata e liquida di una giornata passata sull’isola.

Si tratta di un vino bianco macerato ottenuto da viti ad alberello basso di Ansonaco disposte su ripidi terrazzamenti che cadono dritti verso il mare.

Il naso è fresco e “ventoso” e riporta fragranze di arance amare, erbe mediterranee e note affumicate. In bocca invece è polposo, salato e rustico. Un vero e proprio carattere #Eccemtrico.

vermentino sardo Audarya

7. AUDARYA – SARDEGNA

Sete di bianco?

Allora provate il Vermentino #Estroverso di azienda Audarya. Ci troviamo in Sardegna nella zona di Serdiana in provincia di Cagliari.

Qui i terreni sono ricchi di calcare e di argilla, capaci di regalare vini sapidi, fini e dal buon tenore alcolico. Le viti sono coltivate ad alberello con una densità di cinquemila ceppi per ettaro: il giusto rapporto per dar vita a uve concentrate e ricche di zucchero e aromi. 

il naso è fruttato e agrumato e in bocca sorprende per la sua mineralità.

8. CASA D’AMBRA – ISCHIA

Casa D’Ambra è una delle più antiche aziende vinicole dell’Isola di Ischia

Da quattro generazioni l’azienda porta avanti una viticoltura che possiamo a tutti gli effetti definire eroica visti gli spazi esigui, le forti pendenze dei vigneti e la coltivazione quasi esclusiva di uve autoctone. Il vino bandiera dell’azienda è sicuramente il Frassitelli, Biancolella in purezza prodotto a 500 metri sul livello del mare. Per gli amanti del rosso c’è il Per e palummo (nome autoctono del Piedirosso), fresco e d elegante dal carattere #Carismatico.

9. TENUTA DELLE RIPALTE- ISOLA D’ELBA

L’Aleatico è il vitigno dell’Isola d’Elba, non c’è dubbio. Ma non ci si produce soltanto il passito (che comunque consigliamo vivamente!).

A Tenuta delle Ripalte, 15 ettari arroccati su un promontorio nell’estremità sud-orientale dell’isola a ridosso di un’impervia scogliera, l’Aleatico viene utilizzato anche produrre un ottimo rosato e un originalissimo Brut rosé.

Si tratta di un Metodo Charmat dal carattere #Spiritoso, a cui viene aggiunta una piccola dose di Aleatico Passito in fase di imbottigliamento.

10.TENUTA TASCANTE- SICILIA, ETNA

La storia di Tasca e quella della “Muntagna” si sono incontrate nel 2007, quando nasce il progetto Tascante -Tasca ed Etna- che vuole rispecchiare anche la filosofia alla base dell’azienda: la sintesi perfetta di questi due mondi nel pieno rispetto del territorio.

Noi vi consigliamo il Tascante, un rosso Etna Doc a base di Nerello Mascalese. Un #Carismatico elegante e raffinato con sentori floreali e di frutti di bosco.