IL BERE E IL MANGIARE AI TEMPI DEL COVID-19: QUALI RISCHI?

Elisabetta Aprili, Ispettore Qualità e Consulente Agroalimentare

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Oggi più che mai, veniamo bombardati di notizie ed istruzioni d’uso contrastanti e spesso false riguardanti il Coronavirus. Vademecum di discutibile serietà che incrementano la nostra paura ed il nostro disagio. 

Tanti si saranno chiesti: “saranno sicuri i cibi che portiamo a casa?”, “il vino può essere vettore di Coronavirus?”domande lecite alle quali è giusto dare una risposta concreta. 

Sappiate che ad oggi non si è mai verificata la trasmissione del Covid-19 dagli alimenti, vino compreso

Sono molte infatti le attività di monitoraggio su questo fronte, attivate dai principali organi competenti, primo fra tutti l’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), che chiariscono l’assenza di rischio rispetto alla trasmissibilità del virus da alimenti a uomo.

Nelle scorse settimane, molta disinformazione è stata fatta su sicurezza alimentare e Coronavirus. Diversi Paesi dell’Unione Europea hanno infatti richiesto certificazioni “virus free” su prodotti italiani destinati all’export. 

Vien da sé, il danno d’immagine per il mercato agroalimentare Made in Italy. Forme di Grana Padano bloccate alle frontiere greche, numerose bottiglie di vino rimaste invendute. 

Il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha affermato a riguardo: “capisco perfettamente il tema, però non c’è necessità di avere un marchio virus free, perché i nostri prodotti non sono diversi da prima, non c’è il contagio attraverso ad esempio il vino” . Anche Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, ribadisce “le richieste di certificazioni “virus free”[…] sono qualcosa di inaccettabile ed ingiustificato” .

A placare il caos generatosi, l’intervento della Commissione Europea di qualche giorno fa, mediante la pubblicazione delle Linee Guida sulla Circolazione delle Merci: non si è ritenuto necessario alcun tipo di certificazione “virus esente”, in coerenza con le evidenze scientifiche portate in luce dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

Nel 2019 l’Italia ha registrato dati da record sulle esportazioni agroalimentari, per non parlare del settore Vino che ha raggiunto 1,3 miliardi di Euro secondo il Sole24Ore. Segni questi tracciati dalla grande ricchezza territoriale e dalla qualità offerta dagli attori della filiera.

Nonostante le difficoltà e le inevitabili conseguenze che noi tutti subiremo da questa microscopica particella infettiva, dobbiamo reagire e conservare la curiosità, cucinare, degustare, risvegliando i nostri 5 sensi con questo tesoro nazionale.

E-commerce e delivery: la tua cantina con un click

Cambiano le abitudini ed i consumi. Aperitivi in riva al divano, brindisi in video-chiamata, digestivi e distillati accinti dalla vecchia riserva “la credenza del salotto”.

Cresce esponenzialmente il settore e-commerce che vede richieste da capogiro nelle ultime settimane. Oltre le numerose app specializzate nel commercio digitale del vino, molte le enoteche che resistono con il servizio a domicilio. Ma quali le raccomandazioni da seguire durante la consegna?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara “la probabilità che una persona infetta contamini le merci è bassa e che anche il rischio di contrarre il nuovo virus da un pacco […] è basso.”. Dunque sarà necessario rispettare le distanze di sicurezza di almeno 1 metro evitando il contatto con la persona addetta alle consegne.

Atteggiamenti questi indicati tra le varie raccomandazioni del Ministero della Salute, consultabili al sito www.salute.gov.it./nuovocoronavirus.

Quindi, consumiamo cibo e vino italiano in tutta tranquillità rispettando le regole durante la consegna dei pacchi a domicilio!

E se volete concedervi il massimo scegliete il vino giusto per voi e i vostri gusti. Fate il test qui sotto e il nostro sommelier virtuale vi suggerirà il #Carattere di vino ideale per voi.

Vi ricordiamo che il servizio di Sommelier Virtuale è disponibile sulle e-commerce Winelivery e Vinicum.

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