WINESHOW: SANGIOVESE E I SUOI FRATELLI

Redazione di Vinhood

Finalmente una serata dedicata ad uno dei nostri vitigni preferiti: il Sangiovese.

Il Sangiovese, fa subito pensare a un bel rosso toscano da accompagnare ad una fiorentina. E se ti dicessimo che a volte è usato per fare vini bianchi e frizzanti? E che viene coltivato anche in Emilia Romagna e in California?  Non lo sapevi, vero? Per questo ci sembrava fondamentale dedicargli totalmente una serata per conoscere tutte le sue sfaccettature.

Ecco cosa abbiamo bevuto durante il WineShow:

SANGIOVESE IN BIANCO… MA ESISTE? SÌ, ED HA UN CARATTERE #ESTROVERSO!

Tra le varie aziende che amano fare esperimenti con questo vitigno, abbiamo scelto di iniziare con il Tenuta la Selva, con il suo Sangiovese Bianco che abbiamo scovato durante una gita in Toscana.

Aveva sicuramente un carattere #Estroverso: fresco e giustamente sapido con un delicato profumo di frutta appena colta.

Sangiovese Bianco, Tenuta la Selva

SANGIOVESE DI ROMAGNA VS SANGIOVESE TOSCANO, VINCE IL #CARISMATICO O L’#AFRODISIACO?

AAAAAA uo uo uo (da leggere con musica western e balle di fieno che rotolano in sottofondo).

Abbiamo messo a confronto due Sangiovesi rossi di tutto rispetto: quello Romagnolo di Berti, vincitore dei 3 bicchieri “Gambero Rosso” e uno maremmano della cantina Tiaso, conosciuto, quasi per caso, a “Bottiglie Aperte”.

Vi abbiamo chiesto di individuare il #Carattere di entrambi e ci avete preso più o meno tutti:

  • #Carismatico, il Sangiovese di Romagna: un rosso di corpo che viene vinificato in  solo acciaio, processo che gli conferisce una discreta acidità e un naso che profuma di frutta rossa fresca.
  • #Afrodisiaco, il Tiaso toscano: aveva bisogno di un po’ d’aria per esprimersi al massimo. Però ehi! Quando si è “aperto” ha lasciato tutti a bocca aperta. Anche se ancora non può vantare di  premi ufficiali, è stato acclamato come il migliore da tutti nel duello. Per questo gli abbiamo dedicato una nostra recensione! 

Bartimeo e Tiaso a confronto

DA VINHOOD SIAMO #ECCENTRICI COME UN ROSATO!

Ai rossi ha seguito un rosè, il Cipria di Berti.

Dopo questa dichiarazione un sommelier, da qualche parte del mondo, è caduto a terra morto.

Lo sappiamo! Dopo il rosso non si può servire un vino rosato. NON SI PUÒ TORNARE INDIETRO, MAI.

Proprio perché siamo #Eccentrici, come un rosè. Noi ci siamo concesssi questo lusso e, lo dico per gli addetti al settore, siamo tutti sani e salvi. (Il sommelier no, lui è morto veramente).

Essendo il quarto vino in degustazione gli abbiamo dedicato una MOODBOARD.

Se non sai cos’è: MALE, MOLTO MALE.

Significa che non sei venuto mai ad un nostro evento e devi assolutamente porre rimedio.

Ma vi possiamo dire che i partecipanti che hanno degustato Il Cipria, lo berrebbero volentieri in compagnia del maestro Osho, a bordo piscina, mentre di sottofondo passa la canzone “Circle of the life” di Elton John.

E in effetti non hanno tutti i torti.

Rosè Cipria, Berti

IL SANGIOVESE #SAGGIO PER CHIUDERE IN BELLEZZA 

Abbiamo terminato la degustazione con un Sangiovese #Saggio di Manuel Pulcini titolare dell’azienda omonima nella provincia di Lucca.

Un rosso di corpo, dal tannino ancora selvaggio e da addomesticare col tempo. L’abbiamo assaggiato ancora troppo giovane. Ma promette benissimo!

La sorpresa? Il produttore era proprio lì, in incognito e nessuno se ne era accorto!

Ci ha raccontato di come abbia iniziato la sua avventura enologica, attraversando non poche difficoltà con scarse finanze, ma con tantissimi amici disposti a supportarlo.

La sua storia è così bella che ve l’abbiamo raccontata tutta in questo articolo L’Homo Enologus ai tempi dei social.

I VINCITORI DELLA SERATA

Ecco la foto della squadra vincitrice della serata! 

Il premio? 

Una magnum di Alato, of course!

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