A SPASSO PER LA CALABRIA CON IL BARONE MACRÌ: TRA CURIOSITÀ, STORIA, PIATTI TIPICI E VITIGNI DA SCOPRIRE

Redazione di VINHOOD

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Sarà che quest’anno a noi italiani ci è scoppiata una sana voglia di (ri)scoprire la nostra terra, ma la Calabria come poche volte prima, rientra sempre più tra le nostre mete prescelte per le vacanze.

E come biasimarci!

Una terra calda, infuocata, a tratti misteriosa dove si alternano spiagge caraibiche e paesi arroccati su scogliere a picco sul mare. 

Una regione tutta da scoprire così come i suoi vini da vitigni autoctoni e i piatti tipici. 

A farci da guida in questo viaggio esplorativo dei gusti della Calabria abbiamo un cicerone degno di nota: l’azienda Barone Macrì.

Non si tratta solo di una cantina nella provincia di Reggio Calabria, ma di un angolo di paradiso sul Mar Jonio, dove si producono formaggi, olio, miele e bergamotti in oltre 500 ettari coltivati totalmente a regime biologico. 

Dovete sapere infatti che la Calabria è la regione con il maggior numero di vigne biologiche in Italia e terza  regione dell’Unione europea per le aree coltivate a biologico!

CENNI DI STORIA DELLA VITICOLTURA CALABRESE

La storia del vino e della vite in Calabria affonda le sue radici in un antico passato, quello della Magna Grecia, quando i coloni greci dalla madrepatria si trasferirono lungo le coste della penisola e portarono con sé la vite, dono di Dioniso, e i suoi nobili frutti.

Il gaglioppo, uno dei vitigni più rappresentativi della viticoltura calabrese, risale al VIII secolo a. C. e fu importato dai Greci lungo le coste ioniche.

Pensate che questa zona era così famosa ai tempi che veniva chiamata Enotria, terra del vino.

Non solo, i vini che vi si producevano erano tanto pregiati che venivano utilizzati come bevanda ufficiale durante le Olimpiadi di Atene. Una sorte di primordiale esempio di sponsor nel mondo dello sport.

Eppure né le antiche origini, né il florido mercato vitivinicolo, cui gli antichi Greci diedero straordinario impulso, furono sufficienti a mantenere vivo l’interesse per il vino e per la sua produzione, e col tempo molti vitigni autoctoni andarono perduti. 

Ora fortunatamente stanno ritornando gloriosamente in auge.

 

VITIGNI AUTOCTONI DELLA CALABRIA

Beh ragazzi, i vitigni autoctoni calabresi sono veramente tantissimi e molti hanno dei nomi veramente particolari, che mettono una gran curiosità di essere assaggiati.

Noi vi accenniamo i più utilizzati e quali #Caratteri aspettarvi dai vini che vi consigliamo di sperimentare soprattutto se siete in vacanza nelle zone. 

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Vitigni a bacca bianca

Mantonico (#Stuzzicante, #Intenso): sembra che la sua presenza in Calabria si possa far risalire al periodo della colonizzazione ellenica del VII secolo a.C. Con ogni probabilità il nome ricalca il greco “Mantonikos“, un vino che sembra fosse utilizzato dai sacerdoti dell’antica Locri Epizefiri e dagli indovini.

Greco Bianco (#Stuzzicante): dal nome ci fa pensare all’origine sicuramente greca, in ogni caso è uno vitigni più utilizzati per i bianchi calabresi e rientra in molte Doc tra cui la Cirò.

 

Guardavalle (#Stuzzicante): vitigno autoctono calabrese, particolarmente diffuso sul versante ionico.

Pecorello (#Estroverso, #Stuzzicante): vitigno autoctono calabrese, particolarmente diffuso sul versante ionico da non confondere con il Pecorino, il vitigno del centro Italia.

Vitigni a bacca rossa

Magliocco Canino (#Afrodisiaco): appartiene alla vasta famiglia dei Magliocchi tipici della viticoltura calabrese, tra i quali si distingue per il grandissimo potenziale enologico. L’origine del nome è sconosciuta, forse perchè il grappolo si presenta piccolo come un pugno o maglio.

Gaglioppo (da vini #Saggi): vitigno a bacca nera autoctono della Calabria, di probabile origine greca e diffusosi prevalentemente nelle aree costiere della regione. Il Gaglioppo è la varietà più diffusa in Calabria, che troviamo in tutti i vini rossi DOC della regione, in particolare nel Cirò rosso.

Castiglione (#Carismatico): varietà autoctona esclusiva della Calabria, presente nelle province di Cosenza e Reggio di Calabria. E’ conosciuto anche con i sinonimi Zucchero e Cannella, o Zagarolese. E’ coltivato principalmente nel sud della Calabria sulle pendici collinari del litorale.

Greco Nero (#Afrodisiaco): vitigno che fa parte integrante della tradizione calabra, coltivato da sempre in questa regione, in particolare nelle province di Catanzaro e Crotone. Nell’area della Bivongi DOC il suo nome dialettale è Magliaccione, oppure Greco Niuru . Viene normalmente vinificato in blend.

Nerello (#Carismatico): Coltivato soprattutto nella Locride, assume numerosi nomi  (ad esempio Carbonaru, Paesano, Nostrale). In alcune località della Calabria con il nome di Nerello viene anche indicato il Sangiovese. 

Marsigliana nera (#Rilassato): È presente nel territorio delle province di Catanzaro e Cosenza in particolare sul versante tirrenico, attorno ai comuni di Lamezia Terme, Pianopoli e San Pietro a Maida. Entra con percentuali elevate nella DOP Lamezia.

DEGUSTANDO DAL BARONE MACRÌ

Dopo la chiacchierata con l’Azienda Barone Macrì durante la diretta Facebook dello scorso Maggio, abbiamo avuto modo di provare molte delle etichette aziendali che sono un vero e proprio assaggio di Calabria visto che vengono utilizzati esclusivamente vitigni autoctoni. Noi ve li raccontiamo aggiungendo un piccolo suggerimento per l’abbinamento.

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  • Centocamere metodo Classico Rosè

Frutto di pura sperimentazione questo rosé a base di Nerello Mascalese, ha ottenuto dei meritatissimi riconoscimenti con l’annata 2018 alla manifestazione Radici del Sud.

Uno spumante dal carattere #Brillante, dove prevale la verve acida e il gusto secco con un effetto rigenerante assicurato.

Noi lo consigliamo con i fritti e in Calabria c’è l’imbarazzo della scelta. Provatelo ad esempio con delle frittelle di bianchetti.

  • Terre di Gerace IGT Calabria Bianco

Un blend di greco bianco 60 % ed Inzolia 40 % dal carattere #Estroverso veramente sorprendente. Colpisce per la freschezza e il gusto agrumato che non ti aspetti da un bianco del sud. Consigliato con un bel piatto di Pasta ca’ muddica, un primo a base di mollica di pane, acciughe e pecorino!

  • Terre di Gerace IGT Calabria Rosso

Derivante da un blend di Nerello Mascalese e Greco Nero, è il rosso #Carismatico derivante da due purosangue autoctoni.

Fresco, non molto tannico è un rosso che non stanca mai grazie alla buona acidità e il gusto di frutti rossi maturi.

Noi consigliamo di assaggiarlo con dei pipi chini o delle melangiani chini, (peperoni e melanzane ripiene di formaggio e pane raffermo serviti in salsa rossa).

Altrimenti osate, servitelo a qualche grado in meno, come va di moda adesso e provatelo con dello Stocco alla Mammolese, una versione calabrese dello stoccafisso, apprezzata in tutto il mondo.

  • Terre di Gerace Rosato

Un Nerello in purezza vinificato in rosato dal carattere #Eccentrico. Fresco, sapido, si sposa sia per l’aperitivo sia a tutto il pasto. Un vino veramente versatile che secondo noi sta benissimo sia con una zuppa di pesce macchiata con del pomodoro sia con un tagliere di affettati e salumi tipici.

  • Pozzello Greco Nero

A base di Greco Nero affinato in barrique, il Pozzello, rappresenta sicuramente il cavallo di battaglia dell’azienda. Dal carattere #Afrodisiaco, è un rosso strutturato, morbido e adatto ai piatti “tosti” calabresi. Lo consigliamo con una pasta fresca locale, i maccheroni con sugo di capra oppure con una semplice salsa di pomodoro impreziosita con la ‘nduja. La dolcezza innata del vino e il tannino setoso aiuteranno le vostre papille gustative a recuperare la sensibilità.

  • Centocamere, Passito Greco

Che passito gente! Fuori dai normali canoni di un passito del Sud, il Centocamere di Barone Macrì è perfetto per gli amanti dei vini non estremamente dolci.

Appassito direttamente nelle cassette in cui viene raccolto a mano, non viene lasciato ad essiccare al sole per non perdere le caratteristiche aromatiche che altrimenti si andrebbero ossidando.

Pastoso, dolce ma non stucchevole colpisce per l’estremo equilibrio in bocca che lo rende beverino nonostante i 14 gradi alcolici (forse ce n’è anche qualcuno in più!). L’abbinamento è scontato: assaggiatelo con una conserva di bergamotto, il tipico e profumatissimo agrume calabrese, sia in una crostata che in accompagnamento a un formaggio saporito e stagionato.

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Per gli indecisi dell’ultimo momento che non hanno ancora pianificato le proprie vacanze, la Calabria resta una meta da tenere in seria considerazione!

Se siete in cerca di un’esperienza diversa dove immergervi totalemnte nella quiete della natura, Barone Macrì sarà anche lieto di ospitarvi nella sua struttura dove oltre a un alloggio e un ristorante di cucina tradizionale, troverete tante attività come cooking class e una fattoria didattica.

Buone vacanze gente!

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