Amaro

Elisir di gusto e altre leggende

Una miscela di erbe officinali incontra l’alcol etilico. I due, mischiandosi per infusione, danno vita all’elisir digestivo per eccellenza: l’amaro.

Forse non sapevi che questa bevanda dalle proprietà terapeutiche veniva anticamente preparata nelle abbazie dai frati ed era venduta nelle farmacie! Da allora molte cose sono cambiate, ma ancora oggi l’amaro resta il lieto fine che conclude ogni banchetto degno di nota.

Amaro o liquore?

Gli amari devono presentare per legge un titolo alcolometrico minimo di 15° e lo zucchero per litro deve essere sotto la soglia del 10%. In caso contrario, abbiamo a che fare con i liquori.

La classificazione ufficiale degli amari li divide in base al livello di zucchero e all’amaricanza, oltre all’aroma, che influisce sul sapore finale del prodotto. Dunque avremo gli amarissimi, i delicatamente amari e i dolci, a cui si aggiunge la parte aromatica.

D’amaro e d’accordo

Abbiamo suddiviso l’universo degli amari in 6 diverse tipologie in base ai diversi gradi di amaricanza dei prodotti, cioè quanto sono amari.

Si distinguono in primis i liquori dolci dai veri e propri amari e si classificano in seguito questi ultimi in base al grado di amarezza percepita nell’esame gustativo. Altri elementi utili a questa nuova categorizzazione sono il livello di dolcezza percepito, la presenza di determinati aromi o spezie (come amari mentolati e alla liquirizia, che rappresentano una categoria a parte), il grado alcolico, la freschezza e la facilità di bevuta.

Ecco i 6 #Caratteri degli amari:

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